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Cinque videogiochi per prepararsi all'arrivo al cinema di Kill Bill: The Whole Bloody Affair

Il sanguinoso viaggio di vendetta della Sposa si accinge, per la prima volta nella storia, ad arrivare al cinema in un unico volume con Kill Bill: The Whole Bloody Affair. Vediamo insieme cinque titoli che hanno fatto dell'ultraviolenza in stile Tarantino il proprio marchio di fabbrica.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   26/05/2026
Kill bill

Nel 2026, il sogno nel cassetto di ogni cinefilo fan di Tarantino diventa realtà: grazie a Plaion Pirctures e Midnight Factory, Kill Bill arriverà infatti al cinema anche da noi nella sua forma definitiva con Kill Bill: The Whole Bloody Affair, in un evento speciale in sala solo dal 28 maggio al 3 giugno. Non più due volumi separati da una pausa forzata, dunque, ma un'unica, monumentale epopea di vendetta di oltre quattro ore, comprensiva della leggendaria battaglia nella Casa delle Foglie Blu interamente a colori e oltre 7 minuti e mezzo di sequenze animate e scene estese, tra le tante novità di questa edizione.

Ora, l'inserimento all'interno di Fortnite del cortometraggio animato "Yuki's Revenge" - dedicato alla sorella di Gogo Yubari, firmato proprio da Tarantino e visibile nel film come scena post credit - è a modo suo un segnale di forte connessione tra il cineasta di Knoxville e il mondo dei videogiochi; e allora, per prepararci al sanguinoso ritorno di Beatrix Kiddo, noi abbiamo deciso di stilare una "cinquina della morte": cinque titoli che hanno fatto dell'ultraviolenza e del gusto tarantiniano il proprio marchio di fabbrica; magari da recuperare in attesa che La Sposa sguaini di nuovo la sua katana al cinema.

Killer 7

Se esiste un autore nel mondo dei videogiochi capace di rivaleggiare con Tarantino per audacia e amore verso le situazioni estreme, be', quello è Goichi Suda, meglio noto come Suda51.

L'idea di un gruppo di assassini alla base di Killer 7 strizza l'occhio alla letale squadra gestita da Bill
L'idea di un gruppo di assassini alla base di Killer 7 strizza l'occhio alla letale squadra gestita da Bill

Con Killer 7, nel 2005 il game designer giapponese ha partorito un'opera che è quasi un manifesto di violenza punk in cel-shading, proponendo la storia di Harman Smith, assassino in grado di manifestare sette personalità differenti, ciascuna dotata di straordinarie abilità omicide. Una frammentazione, questa, che con un po' di fantasia potrebbe far volare la memoria fino alla Squadra Assassina Vipere Mortali, il gruppo di sicari guidato da Bill e di cui ha fatto parte Beatrix.

Ad ogni modo, in Killer 7, la violenza è astratta, surreale, eppure disturbante, tra nemici che esplodono in particelle di sangue stilizzato, dialoghi criptici che oscillano tra il politico e il demenziale, e una regia virtuale che predilige angolazioni sghembe. Come in Kill Bill, ogni bersaglio dei sette assassini è un boss dal design unico, un "capitolo" a sé stante, che avvicina il giocatore all'epilogo un passo alla volta - proprio come La Sposa - coinvolgendolo in un'atmosfera intrigante grazie a una componente estetica fuori di testa.

Hotline Miami

Diciamoci la verità: non sono molti i titoli che hanno saputo catturare lo spirito pulp targato Tarantino, e uno di questi è senza dubbio Hotline Miami. Stiamo parlando di un action shooter del 2012, che grazie alla sua visuale dall'alto decide di darci lo sguardo d'insieme del massacro che andiamo compiendo di livello in livello, in una Miami spietata e rappresentata sullo schermo in pixel art.

La scia di sangue che ci si lascia alle spalle in Hotline Miami è impressionante
La scia di sangue che ci si lascia alle spalle in Hotline Miami è impressionante

Gli sviluppatori svedesi di Dennaton Games hanno praticamente costruito l'intero videogioco attorno al concetto di violenza, che trova la sua sublimazione anche per merito di una colonna sonora curatissima; aspetto molto caro anche al regista di C'era una volta a... Hollywood e Bastardi senza gloria, se ci pensate. E poi, diciamocela tutta, indossare una maschera da animale per andare a sterminare la mafia russa armati di fucile a canne mozze è un gesto che sembra uscito da una stesura preliminare di Pulp Fiction o Le Iene.

Sifu

Il fatto che Kill Bill sia per buona parte l'omaggio personale di Quentin Tarantino al cinema di Bruce Lee non è mai stato un segreto; ragion per cui, se si parla di arti marziali e di vendetta, Sifu si merita immediatamente il suo bel posto in questa lista. Anche qui la struttura "step-by-step" ricorda molto il percorso di Beatrix, con il protagonista che ha giurato di farla pagare carissima a cinque individui che hanno organizzato l'assassinio del padre e che quindi sono da depennare da questo mondo uno alla volta.

L'avventura confezionata da Sloclap è un inarrestabile turbine di ossa che si spezzano, in una continua ricerca ossessiva della perfezione marziale; la stessa che Beatrix ha dovuto imparare sotto la tirannia di Pai Mei e di cui dà sfoggio più volte nella pellicola: dal duello casalingo contro Vernita Green a quello "camperistico" che la vede avere la meglio sulla perfida Elle Driver.

Impossibile però dimenticare la baraonda alla Casa delle Foglie Blu in cui la nostra eroina stermina gli 88 Folli con ogni mezzo possibile, e proprio come in quella scena, anche in Sifu è necessario sfruttare l'ambiente per sopravvivere, e si è spesso in inferiorità numerica, al cospetto di nemici aggressivi e che non ci pensano due volte ad attaccare in contemporanea per farci la pelle.

MadWorld

Nel 2009, PlatinumGames decise di sfidare le convenzioni di Nintendo Wii lanciando MadWorld, action in terza persona che aveva tutta l'intenzione di mescolare all'estetica fumettistica quelle secchiate di sangue che il buon Tarantino porta sullo schermo quando è in vena di eccessi. Caratterizzato da un colpo d'occhio estremo, il titolo è interamente in bianco e nero, con una sola eccezione: il rosso acceso del sangue; una scelta cromatica audace, che va oltre il semplice vezzo stilistico, mirata com'è a enfatizzare l'elemento cardine dell'avventura che scorre letteralmente a fiumi.

Il comparto artistico di MadWorld è a dir poco estremo
Il comparto artistico di MadWorld è a dir poco estremo

La storia segue da vicino le gesta di Jack Cayman, ex-agente di polizia con una motosega montata sul proprio braccio destro che partecipa a un sanguinoso reality show chiamato "DeathWatch", in cui è chiamato a eliminare i propri avversari nella maniera più cruenta possibile. Il tutto viene commentato da una telecronaca volgare, sboccata e super cinica, per un mix di ironia nerissima e violenza visiva che ha reso pellicole come Le Iene, ad esempio, dei cult immortali.

WET

Una guerriera implacabile che usa armi da fuoco e katane con un'agilità che sfida le leggi della fisica. Ecco, se pensate che questa sia una brevissima descrizione di Beatrix Kiddo, siete nel giusto; ma lo siete anche se questa etichetta vi ha fatto tornare alla memoria Ruby, la protagonista di WET. L'opera sviluppata da Artificial Mind and Movement è un po' il "missing link" tra il cinema di serie B degli anni '70 e il joypad, e questo perché sin dai primi istanti mette in bella mostra un filtro pellicola rovinata, graffi digitali e un sonoro frusciante, rifacendosi all'estetica Grindhouse tanto cara alla coppia Tarantino-Rodriguez.

Le analogie tra la Ruby di WET e Beatrix Kiddo sono palesi
Le analogie tra la Ruby di WET e Beatrix Kiddo sono palesi

La struttura degli scontri è divisa in arene dove la musica rock esplode non appena il primo proiettile viene sparato, con l'affinità con Kill Bill che raggiunge l'apice nelle sezioni "bagno di sangue"; in queste fasi, infatti, lo schermo diventa uno stencil rosso e nero, Ruby entra in uno stato di trance omicida e il gioco si trasforma in una danza di silhouette e schizzi vermigli.

Ora, nonostante la tiepida accoglienza che gli è stata riservata all'epoca della sua uscita, specie a causa di una certa ripetitività delle dinamiche e una longevità non proprio da primato, nella sua imperfezione WET rimane forse l'omaggio più sfacciato e diretto al b-side della filmografia tarantiniana, quello fatto di donne letali, dialoghi sporchi e una violenza dai metodi spicci.

Insomma, l'arrivo al cinema di Kill Bill: The Whole Bloody Affair solo dal 28 maggio al 3 giugno appare un po' come la chiusura di un cerchio per coloro che da più di vent'anni sognano di rivivere le gesta della Sposa senza interruzioni, ma se una volta riaccese le luci in sala voleste continuare ad assaporare il ferroso sapore del sangue - stavolta virtuale e pad alla mano -, be', ora sapete a quali titoli poter tornare a dare un'occhiata.

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