La discussione intorno a Elden Ring si è riaccesa negli ultimi giorni per via delle numerose notizie legate al film dedicato al gioco di FromSoftware. Le riprese sono iniziate proprio in questi giorni ed è stato rivelato sia il cast - di cui abbiamo già parlato in maniera approfondita - sia la data di uscita, prevista nei cinema di tutto il mondo per il 3 marzo 2028.
Nel frattempo stanno arrivando anche le prime immagini dal set, che mostrano ambientazioni e personaggi familiari ai fan del videogioco, come una delle tante Chiese di Marika, oltre alla presenza di personaggi noti come il Mangiasterco e persino la stessa Regina Marika.
Resta però ancora da capire quale parte della storia verrà raccontata nel film ed è difficile immaginare che una sola pellicola possa coprire l'intera trama del videogioco, dovendo anche introdurre al pubblico le basi di una lore tanto vasta quanto complessa.
Le possibilità sono dunque diverse: il film potrebbe ripercorrere le vicende del gioco suddividendole in più capitoli, un po' nello stile de Il Signore degli Anelli, così da esplorare con maggiore respiro i numerosi personaggi e la storia dell'Interregno. In alternativa, potrebbe concentrarsi su eventi solo accennati o poco approfonditi, trasformandosi magari in un prequel dedicato all'era della Disgregazione, così da mostrare i protagonisti dell'Interregno in un periodo in cui il mondo non era ancora in rovina come nel gioco.
Va considerato, inoltre, che adattare una narrazione "passiva" come quella di Elden Ring - in cui gran parte della storia non viene raccontata direttamente tramite scene di intermezzo o dialoghi, ma emerge attraverso l'esplorazione e la descrizione degli oggetti - è particolarmente complesso per un medium "attivo" come il cinema.
Proprio per questo motivo sarebbe forse più interessante vedere un film che, invece di limitarsi a trasporre gli eventi del gioco, approfondisca aspetti inediti della lore, le cui fondamenta sono state scritte in collaborazione con George R. R. Martin, l'autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, la saga a cui è ispirata la serie TV Game of Thrones.
Anche dopo l'uscita dell'espansione Shadow of the Erdtree, Elden Ring continua a lasciare irrisolti numerosi misteri. Per molti fan sarebbe quindi un sogno vedere alcuni eventi chiariti in modo definitivo, magari proprio attraverso il film, rendendoli canonici. Vediamo allora quali sono i momenti della narrativa del capolavoro di FromSoftware su cui vorremmo finalmente ottenere risposte più concrete.
Vista la natura di ciò di cui andremo a discutere, è ovvio che all'interno di questo articolo ci saranno dei pesanti spoiler riguardanti la trama sia del gioco base che dell'espansione; dunque, se non volete nessuna anticipazione, siete avvisati.
La verità su Melina
È sorprendente come Melina, figura centrale della storia nel suo ruolo di guida per il Senzaluce, resti anche uno dei personaggi più enigmatici, di cui sappiamo pochissimo di concreto. L'unica certezza emersa con l'espansione è che sia figlia di Marika e sorella di Messmer, ma questa rivelazione apre a ulteriori interrogativi: perché non esiste traccia di lei nel passato dell'Interregno, a differenza di quanto accade per gli altri figli di Marika, pur non essendo lei relegata nel Regno dell'Ombra come il fratello?
Sappiamo che Melina è profondamente connessa al fuoco, come suggerisce il suo destino di sacrificio per incendiare l'Albero Madre, luogo in cui afferma di essere nata e dove sua madre le ha affidato una missione. Tuttavia, del suo passato e delle circostanze che l'hanno portata a perdere un corpo fisico, ormai consumato dalle fiamme, non abbiamo dettagli concreti.
Resta poi il mistero del suo legame con un'altra figura: la Regina dall'Occhio Tetro. Questa leggendaria Empirea, scelta dalle Due Dita e un tempo in possesso della Runa della Morte Fatidica, fu sconfitta da Maliketh, che le sottrasse la runa per sigillarla, permettendo così a Marika di dare origine all'Ordine Aureo. Nonostante venga citata più volte, questa figura non appare mai direttamente nel gioco.
Eppure, in una scena visibile scegliendo il finale del Signore della Fiamma della Frenesia - in cui l'Interregno viene distrutto - Melina apre il suo occhio sinistro, da sempre chiuso, rivelando un bagliore violaceo che richiama proprio la descrizione della Regina dall'Occhio Tetro.
In quel momento, inoltre, la fanciulla giura vendetta contro il Senzaluce, promettendo di portargli la Morte Fatidica: un potere accessibile solo a chi possiede la Runa della Morte.
Che la pellicola possa finalmente fare chiarezza sulle origini di Melina?
Radagon e Marika
Il più grande colpo di scena di Elden Ring è senza dubbio la rivelazione che Radagon e Marika sono la stessa persona. Nonostante il peso di questa scoperta, il gioco non chiarisce mai apertamente l'origine del loro legame.
Questo ha dato vita a numerose teorie tra i fan, che ancora oggi si chiedono se i due fossero inizialmente individui distinti poi uniti in un solo corpo, oppure se siano sempre stati un'unica entità, con Radagon nato come emanazione di Marika.
In Shadow of the Erdtree scopriamo che Marika apparteneva a un villaggio di sciamane, caratterizzate dal fatto che "le loro carni si adattavano bene a quelle degli altri", come suggeriscono gli inquietanti rituali legati alla creazione dei vasi viventi. Questo dettaglio lascia intendere come, per la razza di Marika - i Numen - la fusione con altre entità non fosse affatto impossibile, anche in modo volontario.
Il film potrebbe quindi offrire l'occasione perfetta per fare luce su uno dei misteri più affascinanti di Elden Ring: capire se Radagon sia stato un'entità separata, poi assimilata da Marika, oppure una sua emanazione che nel tempo ha sviluppato una propria identità, fino quasi a porsi in contrasto con la sua stessa origine, come suggeriscono gli eventi legati alla distruzione dell'Anello e allo scontro finale.
Le civiltà del passato
Se il film dovesse rivelarsi a tutti gli effetti un prequel, potrebbe chiarire anche molti interrogativi legati alle civiltà perdute che sembrano aver popolato l'Interregno prima dell'ascesa dell'Ordine Aureo. Le tracce della loro esistenza sono disseminate ovunque nel mondo di Elden Ring, soprattutto nel sottosuolo, dove si trovano i resti di diverse culture tra i fiumi Siofra e Ainsel.
Tra queste spiccano i Nox, le cui vestigia sono visibili nelle città di Nokron e Nokstella. Si tratta di una civiltà che sembra aver tentato di rovesciare l'Ordine Aureo, cercando di creare artificialmente un proprio lord; per questo, secondo quanto suggerito, venne punita e sepolta dopo l'impatto di un meteorite contenente il temibile Astel, creatura proveniente dallo spazio profondo e boss del gioco. In queste rovine si può inoltre osservare una figura enigmatica mai identificata: un gigantesco scheletro seduto su un trono, forse un tentativo fallito di creare un nuovo lord.
Sempre nelle profondità dell'Interregno troviamo gli uomini d'argilla, utilizzatori di incantesimi a forma di bolle, che si dice fossero servitori di un'antica dinastia ormai scomparsa di cui nel gioco troviamo diverse architetture. Nelle stesse aree compaiono anche i seguaci della Marcescenza Scarlatta, di cui non si conosce l'origine né si sa se esistessero già prima della manifestazione di questa divinità nel corpo di Malenia.
Le civiltà misteriose non si fermano qui: basti pensare a quella legata ai Deathbird, portatori di una diversa concezione della morte, o al popolo di Zamor, noto soltanto per essere stato acerrimo nemico dei giganti. A Caelid e nella Terra dei Giganti si possono inoltre osservare enormi teschi, molto più grandi degli stessi giganti, di cui non si conosce alcun dettaglio.
Una delle civiltà più importanti è poi, senza dubbio, quella dei draghi, di cui resta oggi soltanto Farum Azula, un luogo in rovina che testimonia di un'epoca in cui gli uomini bestia servivano i draghi e possedevano un'intelligenza più sviluppata.
Qui si incontra anche Placidusax, Elden Lord di un'era precedente all'Albero Madre, in attesa del ritorno della sua divinità. Di questo antico ordine e della divinità che precedette Marika sappiamo ancora troppo poco: un prequel potrebbe finalmente far luce sul conflitto che portò alla fine dell'era dei draghi.
Oltre l’Interregno
Nel corso dell'avventura di Elden Ring vengono citati più volte luoghi esterni all'Interregno. Sappiamo, ad esempio, che diversi personaggi ed equipaggiamenti provengono dalla Terra dei Giunchi, un regno che richiama il Giappone feudale. Altri personaggi arrivano esplicitamente da terre lontane, come Tanith, consorte di Rykard e guida di Villa Vulcano, descritta come una danzatrice incontrata dal figlio di Rennala e Radagon durante i suoi viaggi fuori dall'Interregno.
Anche i Senzaluce vengono esiliati sotto la guida di Godfrey, intraprendendo la cosiddetta Lunga Marcia verso terre sconosciute. Durante questo esilio gran parte di loro, tra cui Godfrey stesso, morirà, ma con la distruzione dell'Anello Ancestrale questi ritorneranno in vita, richiamati dalla Grazia e guidati nuovamente verso l'Interregno per reclamare il titolo di Elden Lord.
Proprio questo ritorno, attraverso la Nebbia, suggerisce che l'Interregno non sia semplicemente un continente, ma una sorta di dimensione separata, isolata e non accessibile con mezzi convenzionali.
Anche il Regno dell'Ombra, un tempo parte dell'Interregno, risulta ormai separato e raggiungibile solo da pochi individui con conoscenze specifiche. Non è quindi impossibile che l'Interregno stesso sia stato isolato dal mondo a cui apparteneva tramite il potere della Volontà Superiore o attraverso altri mezzi ancora ignoti.
I misteri delle divinità
Le divinità in Elden Ring rappresentano una delle forze principali che influenza il destino non solo dei singoli personaggi, ma di intere civiltà. Non esiste soltanto la Volontà Superiore: il gioco presenta numerose entità divine con origini di varia natura, che ricordano in parte la visione dello Shintoismo giapponese.
Ci sono infatti divinità legate alla natura, altre nate da esseri mortali che hanno poi raggiunto uno stato superiore, e poi le cosiddette divinità esterne, come la Madre Senza Forma, la divinità della Marcescenza Scarlatta o quella legata alla Fiamma della Frenesia.
Molte di queste presenze si percepiscono nel corso dell'avventura, ma le loro origini e il motivo della loro influenza sull'Interregno non vengono mai approfonditi del tutto. In alcuni casi è probabilmente una scelta voluta, dato che incarnano più concetti astratti che entità concrete.
In Shadow of the Erdtree viene però introdotto il Portale Divino, un luogo che permette ad alcuni individui di ascendere allo stato di divinità attraverso un preciso rituale. È ciò che accade a Marika e, al termine dell'espansione, anche a Miquella.
Sebbene venga spiegato il processo di ascesa di questi soggetti, resta ancora avvolto nel mistero il motivo dell'esistenza di questo portale e il suo legame con la Volontà Superiore.
E voi? Quali altri aspetti del gioco vorreste vedere nel film di Elden Ring?