Qualsiasi videogiocatore degno di questo nome, e con qualche anno sulle spalle, ha sentito nominare almeno una volta nella propria vita Desert Strike: Return to the Gulf. Pur non avendolo mai giocato, finito e amato, è difficile non sapere di cosa tratti e quali siano i pilastri ludici che sorreggono questo ormai antico sparatutto con visuale isometrica in cui ci si ritrova al comando di un elicottero armato di tutto punto. Inviato per sabotare i loschi piani del generale Kilbaba nel Golfo Persico, l'anonimo pilota non doveva far altro che distruggere qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, trarre in salvo eventuali prigionieri e preoccuparsi di non rimanere a secco di missili e benzina.
La produzione di Electronic Arts, al debutto su Mega Drive nel 1992 prima di essere convertita per una lunga serie di console, proponeva un gameplay diretto, immediato, senza troppi fronzoli. Conoscere progressivamente la mappa, e ogni minaccia e pericolo che celava, era parte integrante dell'esperienza, l'unico reale vantaggio cumulabile tra un game over e l'altro su cui potesse contare il videogiocatore, spesso vittima di mortali trappole fatte di missili terra-aria, artiglieria pesante e corazzatissimi carri armati.
Per tutti coloro che ancora sospirano con nostalgia al ricordo dei pomeriggi passati con Desert Strike: Return to the Gulf, o per chi non vede l'ora di un gioco tutto azione e pochi preliminari, potrebbe essere utile scoprire dell'esistenza di Cleared Hot, titolo in accesso anticipato su Steam che dichiaratamente e sfacciatamente si rifà proprio al classico di Electronic Arts.
Pioggia di proiettili e missili sin da subito
Dicono che in Cleared Hot ci sia anche una trama. Una storia, narrata perlopiù tramite schermate fisse e dialoghi recitati in inglese, che coinvolge un protagonista testosteronico con un passato da militare, un mentore consumato dalla vita, una banda di criminali che si rivela presto l'esercito privato di un folle megalomane con la fissa per la conquista del mondo. Dicono che ci sia tutto questo, ma a dire la verità non gli abbiamo dedicato troppa attenzione, presi come eravamo dalla sequela di missioni, dodici in tutto, che compongono il primo capitolo della modalità single player proposta in accesso anticipato su Steam.
Come anticipato, la creatura di Not Knowing Corporation, software house debuttante, si perde pochissimo in preliminari per scaraventare l'utente il più in fretta possibile sul fronte, già armato di tutto punto per affrontare dai cieli le minacce che gli si pareranno di fronte.
Del resto, lo stesso sistema di controllo è elementare, intuitivo, responsivo quanto basta per dare l'impressione di controllare un veicolo sicuramente reattivo, ma che inevitabilmente, e giustamente, soffre un minimo d'inerzia quando si tratta di cambiare repentinamente direzione. Con i dorsali si modifica, pur limitatamente, la quota. Lo stick sinistro controlla l'elicottero, mentre con il destro si gestisce la mira. Con un grilletto si apre il fuoco con la mitragliatrice, che può surriscaldarsi, l'altro invece spara i missili, la cui scorta è limitata, ma può essere rifornita recuperando specifiche casse trovate in giro per l'ambientazione. Con un pulsante frontale si attiva la schivata, ottima per scrollarsi di dosso qualche razzo nemico, con un altro, infine, si attiva il verricello con cui è possibile trarre in salvo ostaggi e recuperare casse che rigenerano lo scafo dell'elicottero o ricaricano la riserva di missili.
Anche il sistema di controllo, insomma, richiama in tutto e per tutto Desert Strike: Return to the Gulf, senza alcuna intenzione di realismo, senza grosse complicazioni, dando pieno controllo anche al videogiocatore meno smaliziato sin da subito.
Esattamente come in Desert Strike
Una volta in volo, ci si accorge come Cleared Hot, anche in termini di design di livelli e missioni non cerchi di inventarsi alcunché. Questo primo pacchetto di missioni è ambientato in una serie di scenari per lo più desertici. Di tanto in tanto fanno capolino qualche rilievo, qualche corso d'acqua, piccole macchie di vegetazione, ma anche in questo caso il tributo al classico di Electronic Arts è evidente, sebbene l'art design in stile cartoon renda il tutto più caricaturale e doni ai livelli un certo brio con colori sgargianti e vivaci.
A dispetto delle apparenze, tuttavia, anche il sangue brilla di una particolarissima luce sotto il sole caldo e rovente di questo deserto. Il giocatore difatti già nel corso della prima missione, dopo aver spostato qualche container con il suo verricello, entrerà in possesso di equipaggiamento militare per difendere i beni di un suo cliente dall'avanzata di una losca gang armata fino ai denti.
Sotto il fuoco incessante della mitragliatrice, criminali appiedati e piccoli suv vengono ridotti in poltiglia nel giro di pochi secondi, restituendo il giusto senso di onnipotenza che ci si aspetterebbe da un gioco del genere. Questa sensazione, tuttavia, dura poco. Nel giro di un paio di missioni dovrete vedervela con avamposti dotati di dispositivi antiaerei, soldati equipaggiati di bazooka, caccia supersonici da cui non potrete far altro che scappare, evitando in ogni modo possibile di finire nel proprio raggio d'azione.
Cleared Hot non diventa mai estremamente difficile, ma sa essere impegnativo. Grazie alla mini-mappa sempre visibile in un angolo dello schermo, potrete farvi un'idea delle minacce che dovrete affrontare, ma nervi saldi e riflessi fulminei saranno le principali risorse che vi garantiranno la sopravvivenza. Eludere un missile con lo scatto attivato con tempismo perfetto regala soddisfazioni, così come eliminare un gruppo di nemici appiedati prima che possano rendersi conto di cosa li abbia colpiti.
Come detto, il design dei livelli e delle missioni non infondono chissà quale varietà e imprevedibilità alle dodici missioni dell'early access. Per lo più dovrete difendere convogli alleati, distruggere specifiche strutture nemiche, recuperare qualche container in giro per lo scenario. Solo l'ultimo livello, tra l'altro, mette in scena un vero e proprio scontro contro un boss, sebbene la battaglia vera e propria si riveli ben lontano dall'essere memorabile o capace di proporre chissà quale grado di sfida.
Per lo più, insomma, si tratterà di andarsene in giro per lo scenario di turno, distruggere qualsiasi cosa vi capiti a tiro ed evitare i missili nemici. Cleared Hot offre un divertimento immediato, ma non particolarmente sfaccettato o duraturo. Eppure, grazie ad un paio di trovate, non ci ha mai annoiato.
Tanto per cominciare, si può utilizzare il verricello in modo creativo. L'interazione con lo scenario è piuttosto limitata. C'è qualche muro che si può abbattere con i missili, qualche edificio che si può radere al suolo con la mitragliatrice. Per lo più è tutto legato alle missioni, ma in certi casi farsi strada a suon di piombo può rendere l'eliminazione degli avversari più semplice. Tuttavia, container, detriti, gli stessi veicoli utilizzati dall'esercito nemico possono diventare oggetti vaganti con cui travolgere costruzioni e avversari.
Secondariamente, i livelli hanno la giusta durata. Dieci, quindici minuti al massimo sono più che sufficienti per completare tutti gli obiettivi. Complici le dimensioni di ogni scenario, l'azione non è mai diluita e il ritmo resta sempre altissimo, a tutto vantaggio di coinvolgimento e divertimento.
Infine, tra una missione e l'altra è possibile spendere il denaro accumulato per acquistare nuovi armamenti e velivoli. Mitragliatrici più potenti ma che si surriscaldano più velocemente, missili dal potere distruttivo devastante, ma dalla scorta limitatissima; oppure mini-gun capaci di lunghissime raffiche e razzi a ricerca, la selezione, in questo senso, è piuttosto ampia e ci è capitato di trovare più adatti certi loadout, rispetto ad altri, in specifiche missioni. Anche la selezione di elicotteri, per quanto tutti costosissimi, è piuttosto ampia. Lo Sky Wolf è insuperabile in termini di velocità e rapidità, ma bastano pochi colpi per abbatterlo. L'Apache è un mezzo che se la cava nelle situazioni più disparate, ma vi costringerà a tornare spesso alla base per rilasciare gli ostaggi caricati nella carlinga. L'Hind, al contrario, è l'ideale per chi vuole avere tanto spazio per caricare passeggeri e armi. Nonostante siamo stati in grado di completare tutte le missioni anche con l'elicottero consegnatoci all'inizio dell'avventura, cambiare mezzo di tanto in tanto ha introdotto un pizzico di piacevole varietà alle varie sortite.
Cleared Hot è il classico gioco mordi e fuggi, un passatempo capace di offrire una decina di minuti di spensierata carneficina ai comandi di un elicottero armato di tutto punto. La profondità del gameplay è minima, mission e level design sono ancorati alle stesse direttive che furono già di Desert Strike: Return to the Gulf, il comparto grafico non eccelle in alcun ambito. Eppure, queste prime missioni offerte nell'early access ci hanno divertito, intrattenuto, ricondotto con la mente ai tempi del Mega Drive. Per il proseguo dell'avventura in single player gli sviluppatori promettono nuove ambientazioni, nuovi nemici, nuovi velivoli e il prezzo a cui è venduto il gioco è assolutamente paragonabile alle ambizioni del progetto. Resta comunque un prodotto estremamente verticale, dedicato a chi cerca un'esperienza arcade, retrò fino al midollo, che elargisce un divertimento immediato, ma estremamente evanescente. Se ciò che stavate aspettando è un sequel spirituale di Desert Strike: Return to the Gulf, fareste bene a tenere sott'occhio Cleared Hot. Non è ancora chiaro quando il gioco debutterà ufficialmente, ma già in questa sua forma il gioco è perfettamente in grado di divertire per un paio di pomeriggi.
CERTEZZE
- Gameplay immediato
- Colonna sonora e art design retrò
- Diversi elicotteri da sbloccare
DUBBI
- Missioni ripetitive
- Struttura di gioco adatta solo ad un pubblico molto specifico