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Castlevania: Belmont’s Curse, abbiamo provato la rinascita di una saga leggendaria

Per provare il nuovo capitolo di Castlevania siamo volati a Parigi, all'interno di una chiesa sconsacrata, dove abbiamo avuto un faccia a faccia di tre ore con Belmont's Curse.

PROVATO di Fabio Di Felice   —   17/07/2026
Rose Belmont è la protagonista di Castlevania: Belmont's Curse
Castlevania: Belmont's Curse
Castlevania: Belmont's Curse
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Ripartire oggi con Castlevania è un'impresa tutt'altro che semplice. Da un certo punto di vista la serie vuole rivolgersi a un pubblico tutto nuovo, fatto di persone che della saga hanno al massimo conosciuto il suffisso "vania" del titolo, dal momento che il genere dei metroidvania è uno dei più presenti sul mercato indipendente. Da un altro punto di vista, c'è tutta un'altra parte di mondo che invece Castlevania l'ha conosciuto: per esperienza diretta, attraverso i racconti dei più grandi oppure grazie al modo in cui Konami ha espanso l'universo narrativo. Per esempio con le serie TV di Netflix. Per esprimere al meglio questa spaccatura è bene quindi partire dai numeri: se escludiamo il mobile, sono passati 12 anni da Castlevania: Lords of Shadow 2 e 18 anni da Castlevania: Order of Ecclesia, l'ultimo capitolo in 2D. Forse il dato più impressionante sono i 37 anni trascorsi da Castlevania III: Dracula's Curse, quello che viene riconosciuto canonicamente come il prequel del nuovo capitolo in uscita il 15 ottobre 2026, ovvero Castlevania: Belmont's Curse.

Konami ha scelto quindi di ripartire dalle radici della serie per raccontare nuovamente al pubblico che cos'è Castlevania e di consegnarlo nelle mani di un team francese che ha già dimostrato di saper trattare la materia in maniera egregia. Evil Empire, insieme a Motion Twin, ha già lavorato con la materia quando ha realizzato Dead Cells: Return to Castlevania, espansione per il loro titolo più famoso. Fu proprio quel contatto tra Occidente e Oriente a sancire il patto con Tsutomu Taniguchi, producer della serie, che fece loro una proposta inaspettata: un nuovo capitolo, uno che tornasse alle origini.

Belmont's Curse vuole essere una lettera d'amore alla serie e anche un capitolo per una nuova generazione
Belmont's Curse vuole essere una lettera d'amore alla serie e anche un capitolo per una nuova generazione

"Capire come conciliare quarant'anni di storia con l'esigenza di raccontare questo universo a una nuova generazione è stata la sfida più grande che abbiamo affrontato", ci dice Emmanuel Nouaille, creative director del videogioco. Per provare Castlevania: Belmont's Curse siamo venuti a Parigi, all'interno di una chiesa sconsacrata in Impasse Reille, dove abbiamo potuto giocare per tre ore. "Ho iniziato a giocare a Castlevania quando ero un ragazzino", ci dice Taniguchi, 46 anni, quasi gli stessi della saga che è diventata il suo lavoro. "Vogliamo che anche la nuova generazione possa avere questa esperienza e riscoprire Castlevania".

Bonjour, Paris

Partiamo da quello che c'era già: Trevor Belmont, leggendario cacciatore di vampiri. Ha ucciso Dracula, ma senza sapere che la sua maledizione si sarebbe riversata nel mondo, diventando un miasma ancora peggiore del corpo (im)mortale del conte. Ora Trevor viene convocato a Parigi. È il 1499 e una piaga sta dilagando nella città. A scrivergli è un vescovo e in cambio dei suoi servigi gli promette oro, terre e ricchezze. Trevor, però, non combatte per quello: la sua famiglia è un'antica stirpe di cacciatori di vampiri, di crociati. Estirpare il male è il loro unico risarcimento. In missione l'uomo porta con sé sua figlia, Rose. È lei il volto di questo Castlevania ed è da qui che Belmont's Curse comincia a inserire, piano piano, le sue novità.

Quando Trevor ci lascia, con il compito di investigare in questa Parigi caduta in disgrazia, il gioco ci introduce in fretta ai movimenti base di Rose. La ragazza può far uso della magia sin dall'inizio grazie al mazzo di tarocchi che le è stato lasciato in eredità dalla madre. Il modo in cui sono gestiti i tarocchi è una delle novità del videogioco: ognuno di essi rappresenta un incantesimo e ogni magia ha delle missioni da portare a termine, chiamate Opere di misericordia, che permettono di potenziarne gli effetti. Inoltre, i tarocchi hanno un'altra incredibile caratteristica: possono intrappolare le anime dei nemici più forti che Rose deve affrontare, i boss, per poi sfruttarne le abilità.

Seppure l'ispirazione per il gioco sia dichiaratamente fatta risalire a Castlevania III e a Symphony of the Night - uno dei capitoli più amati e rivoluzionari della serie - è facile leggere in questo videogioco anche un certo rimando a Dead Cells e al moderno immaginario anime. L'estetica di Belmont's Curse è deliziosa: colorata e gotica; nella sua esplosione di flash e di scie iridescenti che accompagnano ogni colpo di Rose, è sempre presente quella grana oscura e sanguigna che ha contraddistinto la serie.

Si esplora Parigi, i suoi tetti, le cattedrali e le fogne
Si esplora Parigi, i suoi tetti, le cattedrali e le fogne

Nel percorso della ragazza, sempre leggibile e ben supportato da una mappa esaustiva, vengono fuori tutti gli elementi del genere: i percorsi alternativi, le stanze che fungono da checkpoint, gli innumerevoli segreti nascosti negli interni e negli esterni della città, muri da sfondare, zone a cui si accede solamente facendo scivolare Rose in tunnel quasi invisibili. E poi una serie di anelli a cui aggrapparsi che, per ora, sono solo una splendida promessa. Diventeranno utili solo dopo lo scontro con il primo boss: il Caduto.

L'ombra sopra Parigi

Inizialmente non c'è modo di esplorare la mappa prima del boss. Il passaggio di livello del personaggio è automatico e l'unica cosa che si può potenziare un pochino è la magia, portando a termine le Opere di misericordia dell'arcano. Ma gira che ti rigira, lo scoglio va superato e richiede di imparare in fretta i tempi di schivata e di attacco se si vuole proseguire. Il Caduto è un nemico bestiale, grande e grosso, che attacca con gli artigli e ti costringe a schivarlo all'ultimo secondo. Rose infatti ha la possibilità di spostarsi velocemente all'indietro o di scivolare al di là del nemico, diventando invincibile per pochissimi decimi di secondo. Dalla sua, per evitare di soccombere, ha tre pozioni che ripristinano parte dell'indicatore della vita e si ricaricano a ogni morte. Niente più.

Alcuni scontri con i boss vanno studiati a puntino
Alcuni scontri con i boss vanno studiati a puntino

Il Caduto è uno dei tre custodi delle chiavi che servono per accedere alle catacombe di Parigi. Durante la nostra prova abbiamo avuto modo di sconfiggerli tutti e tre, poi la demo si è interrotta. C'è un mantra che Emmanuel Nouaille ci ha ripetuto più volte durante l'intervista: "Volevamo che Castlevania: Belmont's Curse fosse un videogioco impegnativo ma giusto". Dobbiamo ammettere che la prova ha rispettato in pieno queste sue parole.

Lo scontro con il boss è infatti impegnativo, ma giusto. Specialmente perché arriva all'inizio, quando non si ha ancora grande dimestichezza con il sistema. I colpi però sono ben leggibili e le mosse non ti sorprendono mai in maniera scorretta. C'è un piccolo sgambetto nella parte finale, che ci ha fatto ghignare pur nel game over, ma poi siamo riusciti a superarlo al tentativo successivo.

Tornano le stanze con gli specchi che funzionano da checkpoint
Tornano le stanze con gli specchi che funzionano da checkpoint

Le altre due boss fight, che non vi anticiperemo, sono altrettanto piacevoli. In particolare quella con la Guerriera è eccezionale sia per l'impatto scenico sia per la leggibilità dei colpi da evitare all'ultimo secondo. Entrambi gli scontri sono più facili di quello con il Caduto, anche perché quando arrivano abbiamo già cominciato a collezionare oggetti, armi e livelli.

Non c'è Castlevania senza frusta

Quando i boss vengono sconfitti il sistema di progressione del gioco si mette in moto: ciascuno di loro ci dà accesso a un nuovo arcano, a volte anche a una nuova arma o a un'abilità aggiuntiva per Rose. Questo chiaramente le consente di tornare sui suoi passi e accedere ad aree altrimenti chiuse. Per esempio, il Caduto, che saltellava da una parte all'altra dell'arena con la sua frusta arcana, ci permette di raccoglierla e utilizzarla. La frusta è uno degli elementi più riconoscibili di Castlevania, ma in Belmont's Curse vive una seconda giovinezza, dal momento che Rose è in grado di utilizzarla sia per attaccare sia per esplorare. E, anzi, per entrambe le cose contemporaneamente. Quest'arma infatti ci permette di agganciarci agli anelli che vediamo sparsi nel livello e di penzolare per raggiungere punti altrimenti inaccessibili, ma anche di afferrare nemici lontani e raggiungerli con un balzo. Questa mossa consente a Rose di sferrare un attacco molto più forte di quello normale, oppure di utilizzare gli avversari come appoggio e arrivare più in alto, fino a raggiungere pedane sospese e passaggi segreti.

Sconfiggendo i boss avremo accesso alle loro abilità
Sconfiggendo i boss avremo accesso alle loro abilità

La frusta arcana è una delle cose che ci sono piaciute di più, perché imprime un ritmo completamente diverso all'esplorazione. Potersi lanciare da un nemico all'altro ci fa attraversare la mappa a grande velocità. E poi è un metodo eccezionale per far fuori grandi quantità di nemici, perché l'attacco di reazione che arriva dopo averli agganciati solitamente colpisce un'area ampia ed è ottimo per tenere a bada gruppi numerosi.

Nella versione completa di Belmont's Curse avremo la possibilità di ottenere sette tipologie di armi che Rose potrà utilizzare contro i demoni. All'inizio dell'avventura la ragazza è armata di una spada veloce e letale, ma nella nostra prova abbiamo trovato anche dei cestus, ovvero guanti che trasformavano il sistema di combattimento in un balletto pieno di rimbalzi, quasi da picchiaduro a scorrimento, uno spadone lento e inesorabile e una lancia che può attaccare anche a distanza. Quest'ultima forse è quella che abbiamo trovato meno efficace, dal momento che la frusta permette di accorciare qualsiasi distanza e quindi non abbiamo sentito la necessità di colpire senza avvicinarci.

Rose può lanciare magie grazie al potere degli arcani
Rose può lanciare magie grazie al potere degli arcani

Oltre alle armi, sconfiggere i boss dà accesso anche a un nuovo potere utile per attraversare i livelli. Dopo la frusta arcana abbiamo imparato a emettere un'aura luminosa che faceva apparire o scomparire certe pareti e dava a Rose la possibilità di parare i colpi in arrivo se evocata col giusto tempismo. L'abilità si è rivelata fondamentale per sconfiggere il terzo boss della prova e l'abbiamo trovata importante anche per rispondere agli attacchi a distanza dei nemici. L'esplorazione è stata sempre piacevole e molto naturale: non abbiamo mai avvertito la sensazione di esserci persi all'interno del livello e la mappa ci è sembrata ben disegnata. Questo anche perché, sparsi per la mappa, vediamo degli spiriti che è possibile consultare per avere accesso a indizi extra su come proseguire in direzione del prossimo scontro con il boss. Solitamente gli spettri danno indicazioni molto precise, che permettono di orientarsi attraverso passaggi nascosti e aree segrete.

A miserable little pile of secrets

Chiaramente la mappa è piena anche di segreti. Non solo frammenti di cuore che aumentano l'energia e il mana a disposizione di Rose, ma anche reliquie, oggetti che permettono di ottenere capacità aggiuntive per l'eroina: maggiori danni quando si colpisce in aria, per esempio, oppure la possibilità di ripristinare completamente l'energia quando si apre uno scrigno. Alcuni di questi arrivano solo alla fine di percorsi molto complessi e ricchi di trappole. In questi frangenti è richiesta a chi gioca una certa abilità nei movimenti: salti, wall jump e tempismo perfetto nell'usare la frusta al momento giusto per muoversi da un appiglio all'altro.

L'aspetto gotico e sanguigno del tutto è sempre splendido
L'aspetto gotico e sanguigno del tutto è sempre splendido

Proprio questo scivolare da una cosa all'altra in maniera sempre omogenea, sempre naturale, è il miglior traguardo di questo Belmont's Curse: muoversi dal registro del classico Castlevania, gotico, algido e rigoroso, per poi lambire anche i contorni di un videogioco moderno e fresco come ha saputo essere Dead Cells. La nostra prova si è interrotta una volta collezionate le chiavi e ottenuto l'accesso alle catacombe, e ovviamente non vediamo l'ora di sapere cosa si nasconde laggiù, nelle profondità di Parigi, dove Rose dovrà spingersi per scoprire qual è la maledizione che si porta dietro con il suo nome.

Castlevania: Belmont's Curse sembra unire in sé il meglio della serie classica con l'approccio moderno e fresco di Dead Cells, riuscendo perfettamente a strizzare l'occhio a tutti i passi avanti che il genere ha fatto negli ultimi anni. Forte di un'estetica molto interessante, di una colonna sonora eccellente che omaggia i classici con un ritmo irresistibile e di un'esplorazione della mappa sempre stimolante, la prova ci ha colpito positivamente. Forse c'è qualche picco di difficoltà improvvisa, specialmente all'inizio, ma niente che non possa essere superato facendo attenzione ai pattern d'attacco degli avversari. Non vediamo l'ora di scoprire altro su Rose, sulla maledizione che ha colpito Parigi e sul destino dell'arcinemico dei Belmont: il conte Dracula.

CERTEZZE

  • Stile interessante, colorato, ma oscuro e gotico
  • Le musiche sono eccezionali, un omaggio con un sound tutto nuovo
  • Ritmo dell'esplorazione praticamente perfetto

DUBBI

  • Qualche picco di difficoltà, specialmente all'inizio
  • Riuscirà a farsi largo in un genere affollatissimo?
  • La demo aveva qualche imperfezione, speriamo venga risolta in tempo
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Konami ha organizzato un viaggio a Parigi per provare Castlevania: Belmont's Curse fornendo trasporti, vitto e alloggio.
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