Se c'è una cosa che supera l'amore dei giapponesi per i loro treni, è l'entusiasmo che i turisti provano per questi straordinari mezzi di locomozione. Efficienti, puliti, mai in ritardo. Solitamente sono uno degli aspetti che ti restano dentro quando visiti il Giappone per la prima volta. Parlate con qualcuno che ha preso uno Shinkansen, il famoso treno proiettile, e vi racconterà che quando i controllori passano all'interno delle carrozze, prima di cambiare vagone si voltano verso i passeggeri e fanno un inchino per ringraziarli. Ogni volta. E poi vi dirà che quando il treno arriva in stazione e la tratta successiva procede in senso inverso, c'è un addetto che gira i sedili nel verso giusto, in modo che il viaggio prosegua in maniera confortevole per i passeggeri. Tra coloro che raccontano con entusiasmo questi piccoli gesti di cortesia tipici della ritualità giapponese ci sono sicuramente i membri di Undercoders, gli sviluppatori spagnoli di Denshattack!.
Ci sarebbe da chiedersi, nonostante l'entusiasmo, come faccia a venirti in mente un'idea del genere. Un videogioco distopico dove i treni sono il nuovo simbolo punk, un po' come gli skateboard per la cultura street degli anni '90. Forse la risposta è proprio in quel sentimento che ha scaldato i loro animi stanchi quando, attraversando il Kyushu con lo zaino in spalla, hanno ricevuto quei gesti di cortesia. Qualcosa si è depositato in fondo al loro cuore ed è venuto fuori anni dopo, giocherellando con il modellino di un treno giapponese come fosse un fingerboard, uno di quei minuscoli skate per le dita.
L'idea nasce lì, per stessa ammissione degli sviluppatori, ed era ovvio che il gioco sarebbe stato ambientato in Giappone. Protagonisti sarebbero stati i treni a vagone singolo, quelli controllati da una sola persona, i wanman (ワンマン). Questi treni solitamente operano su linee locali e sono ideali per ammirare panorami poco turistici. Le tratte registrano un numero esiguo di passeggeri a causa del progressivo spostamento della popolazione verso le grandi città.
Denshattack! è infatti la storia di chi è rimasto fuori dai grandi centri urbani: una subcultura punk e ribelle che si sfida a colpi di treno.
Mai, mai, scorderai...
In un futuro non così lontano, le grandi città giapponesi sono state costrette a rinchiudersi all'interno di enormi cupole d'aria per via dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici. Le reti ferroviarie cittadine sono servite da supertrasporti impersonali e il sovraffollamento è un problema concreto. Questa, però, come ci tiene a segnalare lo splendido incipit di Denshattack!, è la storia di chi è rimasto fuori: la storia di artigiani e contadini, di coloro che hanno deciso di non piegarsi alle leggi della città. Là fuori le linee locali sono state quasi completamente abbandonate. Qualcuno resiste, come Emi, la protagonista del videogioco, che utilizza i binari per fare delle consegne con il suo wanman, ma per la maggior parte del tempo questa rete ferroviaria viene utilizzata per gare clandestine chiamate Denshattack.
Quando Emi viene a sapere delle corse decide che vuole farne parte. Grazie a Fernando Tamashiro, un fotografo che la inizia alle gare, Emi comincia a girare l'intera arcipelago giapponese, da sud a nord, per sfidare tutti i campioni delle diverse regioni nipponiche. I Denshattacker sono personaggi sopra le righe: gyaru che fanno della moda e della bellezza la loro ossessione, anche quando si tratta di treni; un gruppo di teppiste che affronta tutto con la mazza da baseball; un'ex idol J-pop ormai un po' demodé, ma che governa l'area di Tokyo; oppure una squadra di poliziotti armati di droni da combattimento. Nel corso della campagna impareremo a conoscere tutti questi avversari e li sfideremo in gare mozzafiato, passando prima dai loro sottoposti, in un crescendo che non sfigurerebbe affatto in uno shonen.
3, 2, 1... GO!
Denshattack! è un videogioco di corse sui binari, il cui carburante principale è una miscela speciale di velocità e fantasia. Il gameplay ci vede appunto ai comandi di un wanman lanciato senza freni in piste che sfruttano binari incompleti, spericolati e a volte pericolosamente danneggiati nelle periferie giapponesi. Dalla descrizione capirete che ogni pista ha prima di tutto un certo livello di difficoltà nel portarla a termine senza schiantarsi più di tanto. Non ci sono limiti alle volte in cui si può finire fuori strada e ricominciare, ma il tempo passa e il gioco penalizza il punteggio quando non si porta a termine un segmento come si deve. Superare indenni la corsa è già di per sé complesso: per farlo bisogna saper leggere il percorso, anticipare le curve, frenare (poco!) quando necessario e anche bilanciare il treno da un lato all'altro in alcuni momenti. Il senso di velocità è tangibile, gli ostacoli vengono messi davanti agli occhi del videogiocatore a ritmo battente.
Se avete mai giocato a simulatori di treni giapponesi come Densha de GO!, qualche passaggio vi sarà già chiaro. Quando si prende una curva bisogna agire sul freno e cercare di mantenere in equilibrio il vagone per ottenere un bonus alla velocità; ci sono momenti in cui vanno evitati ostacoli all'ultimo secondo, cambiando binario quando la strada si interrompe. Frangenti in cui bisogna suonare il clacson per segnalare il passaggio del treno. Ma Denshattack!, ovviamente, non è un simulatore e quindi, proseguendo nell'avventura, si aggiungono situazioni sempre più estreme: pareti che vanno percorse mettendo il treno in orizzontale, momenti in cui la carrozza si attacca a binari volanti e diventa una funivia, tunnel che vanno tagliati scivolando fino al soffitto e chi più ne ha più ne metta. Denshattack! non cerca alcun tipo di realismo, e ve ne accorgerete quando in uno dei primi livelli atterrerete su una ruota panoramica e comincerete a guidarla come se il vostro treno si fosse trasformato in un enorme criceto.
Poi c'è il sistema dei trick. Quando il treno si alza dal binario dopo un salto o una rampa, muovendo la levetta analogica è possibile fargli compiere una serie di evoluzioni in aria per nulla dissimili da quelle che Tony Hawk faceva nei suoi videogiochi di skateboard. Anche il lessico è lo stesso: ollie, manual, kickflip, front 180, heelflip. Ogni evoluzione dà dei punti, può essere concatenata in una combo e la buona riuscita prescinde dal fatto che si atterri sani e salvi. A tal proposito, dobbiamo segnalare che la versione del gioco che abbiamo provato noi ha ancora alcuni impatti non proprio puliti che auspicabilmente verranno risolti con una patch al day one. A volte il senso di velocità si mangia del tutto la sicurezza di atterrare come si deve, e altre volte il treno ci è sembrato non agganciarsi perfettamente ai binari.
In ogni caso, l'incrocio di questi due sistemi, la vita da treno e la vita da skateboard, è molto ben riuscito e la sensazione di essere all'interno di un flow costruito a puntino accompagna lo svolgersi di tutti i livelli del videogioco. Nella testa del giocatore combattono costantemente due necessità: la prima è la ricerca della salvezza, la sicurezza di affrontare il percorso e arrivare fino alla fine incolumi; la seconda è la smania per il punteggio, il desiderio di estendere una combo all'infinito nella speranza di vedere il contatore schizzare fino alle stelle. Peccato che non ci sia ancora modo di confrontare il punteggio con i propri amici o con gli altri giocatori. Speriamo venga aggiunto in futuro.
S-K-A-T-E
Ogni livello del gioco ha tre criteri di valutazione. Uno legato al punteggio ottenuto, uno legato al tempo impiegato per portarlo a termine e uno legato alle imprese. Quest'ultima idea è anch'essa ereditata dai videogiochi di skateboard. Le imprese possono riguardare il raccogliere un certo numero di oggetti sparsi nella mappa, o distruggere certi elementi dello scenario, eliminare i treni che gareggiano contro di noi oppure riuscire in un'acrobazia complessa in un certo punto della pista. A seconda del punteggio accumulato, del tempo impiegato e delle sfide portate a termine ci verrà conferita una medaglia di bronzo, d'argento o d'oro. Per ottenere il massimo punteggio su tutte le piste, ci vuole una dedizione degna dei più ostinati Denshattacker.
I livelli sono generalmente molto brevi, durano anche solo una manciata di minuti e sono velocissimi, grazie anche alla continua mutazione della pista: binari multipli da cambiare all'ultimo istante, wallride e sezioni a loop che ti sparano a centinaia di chilometri orari, facendoti poi atterrare su minuscole rotaie dove fare grinding come fossero corrimani di scalinate, mantenendo sempre in equilibrio la carrozza.
A questa costruzione dei livelli fanno eccezione due tipologie: la prima è rappresentata dalle mappe a obiettivi. Sono costruite come enormi anelli che tornano al punto di partenza, con binari alternativi che portano a diverse missioni segnalate da cartelli colorati. I compiti richiesti cambiano da mappa a mappa: dovrete accompagnare le persone a spasso per la città, consegnare del ramen caldo a domicilio, fracassare tutte le vetrate di uno stadio, scoprire passaggi segreti, accendere fuochi d'artificio o sabotare generatori d'energia in un data center.
L'altra eccezione sono i livelli dei boss alla fine di ogni settore della mappa. Questi sono insindacabilmente quelli in cui Denshattack! mette in campo il massimo della fantasia: enormi mecha che cercheranno di prendervi a pugni, robot poliziotto da affrontare pilotando droni d'attacco, treni che vi lanceranno gigantesche palle da baseball da rispedire al mittente usando il vostro vagone come fosse una mazza. E non finisce qui: kaiju che attaccano la baia di Tokyo e momenti in cui il sistema si piega fino quasi a cambiare genere, lambendo in maniera geniale quello dei rhythm game.
Jet Set Train
Spassoso è il termine perfetto per descrivere Denshattack!. Ci siamo innamorati del suo appeal velocissimo, senza pause e senza alcuna riserva, tanto che in più di un'occasione ci ha ricordato quei folli esperimenti videoludici giapponesi tipici dell'epoca della prima PlayStation. Anche lo stile grafico e la musica sono straordinari e citano esplicitamente i grandi videogiochi targati SEGA come Jet Set Radio e Crazy Taxi: quei colori accesi, quei gialli irresistibili e lo stile un po' anime che trasforma tutto in un racconto dove si alternano yakuza, idol e treni da combattimento. Ogni canzone del gioco è orecchiabile, ci sono tracce cantate che sottolineano alla perfezione il tono spensierato dell'avventura, a volte in maniera non dissimile rispetto alla serie Katamari Damacy.
Conquistando medaglie, raccogliendo i collezionabili e superando sfide, si accumulano risorse che è possibile spendere all'interno dei negozi sparsi sull'arcipelago giapponese. Questi danno dapprima accesso a una serie di adesivi, decalcomanie e altre personalizzazioni estetiche per i nostri treni, e poi - in un secondo momento - anche alla possibilità di comprare vagoni differenti. Questi ultimi cambiano non solo l'aspetto, ma anche il set di abilità a disposizione: alcuni di essi permettono di avere maggiore controllo nel minigioco del grinding, ma riducono il punteggio; altri allungano il tempo della combo o permettono di estendere la finestra dei trick in aria. Ci sarebbe piaciuto, però, avere un maggior grado di personalizzazione dei treni e delle livree che si sbloccano, che invece sono fisse, senza possibilità di mescolarle tra loro o di disegnarne una personalizzata.
Scorrazzando per il Giappone, Emi e gli altri Denshattacker popolano una schermata di caricamento sempre più affollata, piena di personaggi assurdi che si spartiscono lo spazio del treno. È così facile dimenticarsi che questo videogioco non sia giapponese, perché condivide due delle caratteristiche che tornano nei videogiochi e nei treni nipponici: l'amore per quello che si sta facendo e la premura per chi vi sale a bordo, che sia un passeggero o un videogiocatore. Denshattack! è un inchino impeccabile, peccato per la mancanza dei sottotitoli in italiano.
Conclusioni
Denshattack! è un videogioco spagnolo che sembra al cento per cento giapponese, con le sue follie, le esagerazioni, i colpi di genio e la capacità di stupire continuamente. Lo fa grazie alla sua estetica da anime, alle musiche sempre orecchiabili e a una reinterpretazione del Giappone che sa citare i classici SEGA come Jet Set Radio e Crazy Taxi. A brillare però è il gameplay velocissimo e sempre divertente: un gioco di corse su binari che è anche un eccellente videogioco di skateboard. Sono i treni però a fare evoluzioni in aria, ad atterrare sui binari per fare grinding e a procedere spediti lungo le pareti inanellando combo. Ogni pista ha la sua personalità, ci sono moltissimi extra da collezionare e un cast di personaggi sorprendente. Una perla che vi farà sorridere per tutto il tempo, mentre la velocità vi scompiglia i capelli.
PRO
- Un'idea dietro l'altra, non ci si annoia mai
- Il ritmo delle corse è adrenalinico
- Un videogioco spagnolo nel corpo, giapponese nello spirito
- Tanti contenuti, sfide e obiettivi strampalati
CONTRO
- Alcuni impatti non sono ancora impeccabili
- Avremmo voluto personalizzare di più il treno
- Per ora manca una classifica dei punteggi online