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Apple iPhone Fold: il pieghevole la cui assenza fa più rumore del suo annuncio

Apple continua a rimanere fuori dal mercato foldable mentre i concorrenti accelerano: si tratta di una scelta coerente con la sua storia, ma non priva di rischi.

SPECIALE di Raffaele Staccini   —   21/04/2026
iPhone Fold Mockup

Nel mercato dei pieghevoli si sta dipanando una dinamica interessante. Da una parte aziende come Samsung e Huawei continuano a sperimentare, sbagliare e correggere. Dall'altra, Apple resta fuori. Non è una novità: Apple ha costruito la propria identità proprio su questo approccio, ovvero non essere la prima, ma essere quella che rende una tecnologia davvero utilizzabile su larga scala.

Ma questo schema è ancora valido oggi? Oppure il caso dei foldable ha ormai un contesto così particolare che la scelta può essere più rischiosa rispetto al passato? Ora che siamo reduci da un cambio importantissimo al vertice di Apple, proviamo a capire cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.

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Aspettare e rifinire

Apple punta sul mantra di non inseguire l'innovazione nel momento in cui nasce, ma di abbracciarla quando è pronta per essere trasformata in un prodotto che sfiora la perfezione. È un claim del marketing, ma per certi versi è anche una realtà storica. L'iPhone è arrivato in un mercato già esistente, ma ha eliminato molte delle frizioni che rendevano gli smartphone precedenti complessi da usare: prima di iPhone, mancava un equilibrio tra hardware, software e interfaccia. Lo stesso è accaduto con l'iPad, che ha dato forma a una categoria altrimenti confusa, e con l'Apple Watch, che ha trasformato un insieme di esperimenti in un prodotto coerente. In tutti i casi, Apple non ha inaugurato nuove categorie, ma le ha rese comprensibili e desiderabili dal grande pubblico.

Una selezione di diversi Apple Watch
Una selezione di diversi Apple Watch

Questo approccio ha funzionato perché Apple è entrata in mercati senza grandi barriere, dove nessun attore aveva consolidato un vantaggio definitivo. Il valore non stava nell'essere primi, ma nel proporre una versione migliore. Applicando ora lo stesso schema ai pieghevoli, si capisce perché Apple sia ancora ferma. I foldable esistono, funzionano e sono migliorati sensibilmente negli ultimi anni. Ma non hanno ancora raggiunto un equilibrio pieno.

La componente meccanica resta un punto critico. Le cerniere sono più affidabili rispetto alle prime generazioni, ma introducono comunque complessità e potenziali punti di usura. La piega sul display, per quanto ridotta, è ancora percepibile. Anche sul piano dell'ergonomia, i compromessi sono evidenti. Molti dispositivi risultano più spessi e pesanti rispetto a uno smartphone tradizionale.

L'idea di avere uno schermo più grande è valida, ma non sempre si traduce in un vantaggio concreto nell'uso quotidiano, soprattutto a causa del software. Android ha fatto passi avanti, ma l'esperienza resta disomogenea. Alcune applicazioni sfruttano bene i nuovi formati, altre si limitano ad adattarsi. Non c'è ancora quella coerenza che definisce un prodotto maturo, e questo si è notato bene con il caso del Samsung Galaxy Z Trifold.

Il problema del compromesso

Apple finora non ha evitato i foldable perché non poteva realizzarli, ma perché richiedevano compromessi importanti. Compromessi che l'azienda di Cupertino non vuole accettare. Un iPhone, infatti, deve offrire un'esperienza prevedibile, stabile, uniforme. Inserire una componente come un display pieghevole significa accettare variabili difficili da controllare completamente, sia sul piano hardware sia su quello software.

I due schermi di un Samsung Galaxy Flip5 post rottura
I due schermi di un Samsung Galaxy Flip5 post rottura

Da questo punto di vista, la scelta di restare fuori è coerente. Entrare con troppo anticipo avrebbe significato proporre un prodotto che, per quanto avanzato, non avrebbe rispecchiato pienamente gli standard che Apple si è imposta. O, meglio, quegli standard che fino a oggi è riuscita a far percepire come i più alti del mercato.

Questo non significa che la strategia finora sia priva di rischi. Il mercato foldable, pur essendo ancora una nicchia, sta maturando. Samsung ha accumulato anni di esperienza su materiali, cerniere e ottimizzazione software. Huawei, soprattutto nel mercato cinese, sta costruendo un ecosistema sempre più integrato attorno ai propri dispositivi, tanto da aver puntato sul Pura X per distribuire la prima versione di HarmonyOS completamente slegata da Android.

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Nel frattempo, una parte degli utenti ha già iniziato ad adattarsi ai compromessi dei pieghevoli. Non tutti cercano un'esperienza perfetta e molti sono disposti ad accettare limiti in cambio di nuove possibilità d'uso. Questo ha creato abitudini, e fidelizzazione, che potrebbero aver fatto perdere a Apple una parte del suo pubblico potenziale.

C'è anche un altro aspetto da non trascurare. Più l'attesa si protrae, più aumenteranno le aspettative. Un eventuale iPhone pieghevole non potrà essere semplicemente competitivo, perché ogni minimo difetto verrà amplificato proprio in virtù di quella narrazione sulla perfezione di cui abbiamo parlato poco fa.

I rumor su iPhone Fold: a che punto siamo

Le indiscrezioni aggiornate a questo mese confermano comunque che questo approccio attendista sta per finire. L'iPhone pieghevole in formato "book" sarebbe ormai in dirittura d'arrivo, con il suo display interno ampio e allargato, e quello esterno utilizzabile come fosse quello di uno smartphone tradizionale. La vera partita sembra giocarsi sulla qualità del display e sulla cerniera, con pannelli probabilmente forniti da Samsung Display e una forte attenzione alla riduzione della piega visibile.

Al centro, il presunto 'dummy' di un iPhone Fold
Al centro, il presunto "dummy" di un iPhone Fold

Il vero nodo resta il software. Apple dovrà integrare iOS in modo che il passaggio tra modalità chiusa e aperta sia naturale, senza interruzioni. Non si tratta solo di adattare le app, ma di ripensare l'interazione. Le tempistiche, che indicano la fine del 2026 o persino il 2027 come possibile finestra di lancio, mostrano chiaramente che l'azienda non intende accelerare finché ogni elemento non sarà sotto controllo.

A questo punto, la differenza tra Apple e il resto del settore appare evidente. Da un lato c'è un approccio iterativo: si crea, si distribuisce, si migliora, si corregge. È la strada seguita da Samsung e Huawei, che permette di accumulare esperienza e adattarsi rapidamente. Dall'altro c'è un approccio selettivo: si aspetta, si osserva e si entra solo quando il prodotto è pronto. È la strada di Apple, che riduce i rischi ma rallenta l'ingresso.

Nessuna delle due strategie è intrinsecamente migliore. Sono risposte diverse allo stesso problema. Ad oggi le stime indicano che l'azienda americana potrebbe conquistare circa il 20% del mercato già nel primo anno di vendita del suo Fold, riducendo le quote di attori consolidati come Samsung e Huawei che ora sono tra i principali protagonisti del segmento.

Come cambierebbero le quote di Samsung e Huawei dopo l'ingresso nel mercato dei pieghevoli di Apple (immagine di TrendForce)
Come cambierebbero le quote di Samsung e Huawei dopo l'ingresso nel mercato dei pieghevoli di Apple (immagine di TrendForce)

Un ingresso di questo tipo avrebbe un impatto immediato anche sulla direzione tecnologica dell'intero settore. Parallelamente infatti, l'attenzione dell'industria si sta spostando su uno degli aspetti più critici dei dispositivi pieghevoli: la visibilità della piega sul display. Non è più solo una questione estetica, ma di percezione qualitativa. Ridurre o eliminare la piega significherebbe avvicinare definitivamente questi dispositivi agli standard degli smartphone tradizionali, ed è proprio su questo terreno che si giocherà la prossima fase della competizione.

Timing, non tecnologia

La questione, insomma, non è mai stata se Apple avrebbe realizzato un pieghevole. Era piuttosto capire quando avrebbe deciso che fosse il momento giusto per farlo. Se il timing sarà corretto, l'azienda potrà sfruttare il lavoro fatto dai concorrenti per proporre un prodotto più rifinito, eliminando gran parte dei compromessi attuali. È lo scenario che si è già visto in passato.

La piega su Huawei Pura X, il pieghevole con uno dei form factor più interessanti
La piega su Huawei Pura X, il pieghevole con uno dei form factor più interessanti

Se invece il mercato dovesse stabilizzarsi prima, con standard e abitudini già consolidati, Apple potrebbe trovarsi a inseguire, in una posizione meno favorevole rispetto a quella a cui è abituata.

L'assenza di Apple dal mercato foldable è quindi una scelta coerente con la sua storia, ma non è automaticamente la scelta giusta. È una scommessa. Da un lato, permette di evitare errori e di entrare con un prodotto più maturo. Dall'altro, espone al rischio di lasciare spazio ai concorrenti e di perdere la fase più dinamica dell'innovazione.

Il compromesso che oggi Apple rifiuta potrebbe essere, per altri, già abbastanza buono. Ed è proprio su questo equilibrio che si giocherà il futuro dei pieghevoli.