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1348 Ex Voto, un fugace assaggio del progetto di Sedleo

Buone potenzialità e qualche inevitabile incertezza per l'interessante avventura ambientata nell'Italia medievale.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   01/03/2026
L'artwork di 1348 Ex Voto con in primo piano Aeta, la protagonista del gioco
1348 Ex Voto
1348 Ex Voto
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Come era stato già chiarito nell'intervista che ci avevano concesso solo pochi giorni fa Tom Oceano e Fabiola Vivienne Martelli, fondatori di Sedleo, il punto di riferimento di 1348 Ex Voto non è Kingdom Come: Deliverance, quanto Hellblade: Senua's Sacrifice. Non si tratta solo di prospettiva, una terza persona con telecamera fissata sopra la spalla dell'avatar. Non è una questione di genere di appartenenza e professione, o aspirante tale, della protagonista, in entrambi i casi una giovane guerriera. A rendere valida l'analogia, sono il ritmo dell'azione e l'impostazione globale del gameplay.

C'è una certa curiosità intorno a 1348 Ex Voto, soprattutto dalle nostre parti, come è ovvio che sia, visto che il gioco è ambientato proprio nell'Italia del Medioevo e ha come protagonista Aeta, che non desidera altro che diventare cavaliere e, magari, coronare il suo sogno d'amore dando finalmente una forma più definita al rapporto che la lega con Bianca, giovane destinata, suo malgrado, a prendere i voti.

Grazie ad una demo di una mezz'oretta circa, pubblicata in questi giorni su Steam, siamo riusciti a farci un'idea più specifica e precisa di cosa potrà offrirci questa intrigante produzione. La sensazione generale è quella di un progetto con personalità, ma non privo di problematiche. Un progetto che, per l'appunto, ci ha ricordato proprio Hellblade: Senua's Sacrifice.

Un’avventura tutta da raccontare

I primi secondi passati in compagnia di 1348 Ex Voto mettono subito in chiaro due cose. La prima riguarda l'aspetto narrativo. Sedleo vuole innanzitutto raccontare una storia; immergere lo spettatore in un contesto storico credibile, ma volutamente non fedele e accurato; tratteggiare personaggi complessi e alle prese con scelte etiche, morali e personali di un certo peso. Non è un caso se per il doppiaggio di Aeta e Bianca, che con il dialogo con cui si avvia la demo delineano immediatamente un rapporto tra l'amicale e l'amoroso, siano state scelte attrici dalla comprovata esperienza. Alby Baldwin imprime il desiderio di rivalsa della protagonista, determinata a votare la propria vita all'onore e alla difesa del più debole, ma evidentemente oppressa da una società che non prevede cavalieri donne. Jennifer English, che recentemente ha impersonato la Maelle di Clair Obscure: Expedition 33, rende tangibile l'arrendevolezza di Bianca, destinata controvoglia a farsi suora, ma anche l'affetto, l'apprensione e l'ammirazione che prova nei confronti di Aeta, che coraggiosamente sta tentando di affermarsi a discapito delle consuetudini sociali.

Il breve filmato con cui si è aperta la demo, insomma, è stato più che sufficiente per delineare con estrema efficacia personalità, aspirazioni, punti di vista delle protagoniste. Pur appena incontrate, non si può non provare immediatamente un certo attaccamento nei confronti di Aeta e Bianca, sintomo di una scrittura efficiente e ben studiata.

La seconda caratteristica che mette immediatamente in risalto il gioco è la relativa bontà della grafica. Relativa perché non tutti i dettagli dei modelli poligonali delle protagoniste convincono totalmente. Le espressioni facciali non sono raffinatissime, così come la resa dei capelli o alcune animazioni, che tradiscono il budget contenuto della produzione. Tuttavia, il colpo d'occhio è assolutamente soddisfacente e persino sorprendente. Gli scorci della radura in cui è ambientato il prologo denotano un'accorta attenzione per il dettaglio e, non appena ci si ritrova a vagare per i sentieri e i vicoli del villaggio in cui si avvia l'azione vera e propria, è impossibile non restare ammirati e affascinati dalla convincente riproduzione del borgo medievale dato alle fiamme da un gruppo di violenti banditi.

Esplorazione e combattimenti

Dopo una pacifica introduzione, la tranquilla vita di Aeta viene sconvolta dall'incursione di un gruppo di armati malintenzionati. Comincia così la rocambolesca ricerca della perduta Bianca, forse uccisa o rapita. Proprio questo espediente narrativo innesca l'avventura vera e propria e il videogiocatore si ritrova così a controllare la cavaliera a partire dalla già citata prospettiva in terza persona.

Un primissimo piano di Aeta, la protagonista del gioco
Un primissimo piano di Aeta, la protagonista del gioco

Quanto visto e giocato nella demo ci parla di un gioco fondamentalmente bipartito in compartimenti quasi stagni, un po' come, per l'appunto, accadeva in Hellblade: Senua's Sacrifice. Da una parte abbiamo l'esplorazione di aree per lo più delimitate, dall'altra i combattimenti.

Il borghetto dato alle fiamme ci ha concesso solo qualche minima deviazione dal percorso, case in cui intrufolarci o sentieri secondari in cui ci siamo imbattuti in alcune pergamene, la valuta di scambio con cui migliorare le abilità di Aeta, aumentandone la salute o incrementando di un colpo la lunghezza della combo con la spada, per esempio. In questa sezione iniziale per lo più era possibile proseguire sull'unica strada disponibile tra semplicissime e risicate sezioni platform in cui si salta da una passerella di legno all'altra e vie che si aprivano su panorami grottescamente affascinanti, con il loro contrasto tra deliziose casette incasellate in una natura quasi incontaminata e i corpi smembrati degli abitanti del villaggio.

Il villaggio in fiamme segna l'inizio dell'avventura
Il villaggio in fiamme segna l'inizio dell'avventura

In questi frangenti, 1348 Ex Voto è un gioco che vive di regia e di narrazione ambientale. Sedleo, già con questo antipasto, ci ha dato ampia dimostrazione di saperci fare nel creare scenari ricchi di dettagli e che sembrano realmente abitati dai personaggi. Anche scenograficamente l'abilità degli sviluppatori è evidente e si palesa in scelte architettoniche e di level design in cui l'avanzata del giocatore è puntualmente premiata da uno scorcio intrigante e piacevole alla vista.

Aeta di tanto in tanto inciampa in qualche ostacolo invisibile, o resta incastrata tra due muri, ma sono piccole sbavature che non influenzano più di tanto l'esperienza. Inoltre, l'avanzata della protagonista non è stata intralciata né da enigmi, né da sezioni di scalata in cui, quanto meno, sia necessario aguzzare la vista per scovare l'appiglio utile. Non è detto che proseguendo nell'avventura le cose non si complichino, come non è del tutto da escludere l'eventualità che gli sviluppatori vogliano offrire un'esperienza quanto più lineare possibile, ma in quel caso toccherà unicamente a scenografia e sceneggiatura tenere alto l'interesse del videogiocatore.

Degni di nota anche alcuni effetti luce
Degni di nota anche alcuni effetti luce

L'altra anima del gameplay, invece, è rappresentata dai combattimenti veri e propri. Questi scontri sono ampiamente prevedibili, dal momento che è il level design stesso a suggerire il puntuale arrivo o l'incontro con un nemico. Non appena l'area di gioco si amplia, spunta poco a sorpresa un malintenzionato desideroso di sangue. Non si tratta di un vero e proprio difetto, beninteso, ma una tale costruzione degli ambienti divide in compartimenti stagni il combattimento dall'esplorazione.

Ad ogni modo, il sistema di combattimento si rifà anch'esso alla semplicità d'approccio di Hellblade: Senua's Sacrifice, distanziandosi sensibilmente e scientemente dal tecnicismo richiesto in Kingdom Come: Deliverance. Non c'è una barra della resistenza di cui tenere conto e per avere la meglio basta parare le offensive nemiche, o schivarle con un minimo di tempismo, per poi lanciarsi in furiosi affondi e fendenti così da rompere la guardia dell'avversario. Complice una certa legnosità delle animazioni, gli scontri ci sono parsi la parte meno riuscita della demo. Non ci siamo annoiati, non ci sono errori grossolani, anche perché il feedback dei colpi è soddisfacente, ma almeno in questi alterchi iniziali abbiamo trovato il tutto un po' banale e per nulla profondo.

1348 Ex Voto è certamente un progetto molto intrigante. La sua vocazione principale è quella di raccontare una bella storia, ambientata in un'Italia medievale non storicamente accurata, ma indubbiamente affascinante ed esteticamente gradevolissima. Da questo punto di vista, la demo ci ha dato la sensazione che il progetto stia andando nella giusta direzione. Aeta sembra un personaggio ben caratterizzato, il borghetto devastato dall'incursione dei banditi è ricco di dettagli, si crea subito interesse circa le sorti della povera Bianca. Sul fronte ludico, il gioco invece mostra debolezze strutturali più evidenti. Le incertezze sono parte integrante di una produzione che volutamente e dichiaramente punta altrove, ma va da sé che la nostra speranza è che 1348 Ex Novo celi, nel prosieguo dell'avventura, sezioni dove il level design si dimostri più smaliziato e dove i combattimenti riescano in qualche modo a mettere in mostra una profondità e varietà maggiore. Ad ogni modo, non possiamo che ritenerci soddisfatti da questo primo contatto con il gioco. Se prima 1348 Ex Novo aveva la nostra attenzione, ora ha certamente anche il nostro interesse.

CERTEZZE

  • Artisticamente e graficamente valido
  • Sceneggiatura a fuoco

DUBBI

  • Level design estremamente lineare
  • Combattimenti legnosi e poco vari