A un certo punto, durante gli eventi legati alla Gamescom 2025, si è aperto uno spiraglio su un nuovo videogioco prodotto in Italia, un'esperienza caratterizzata da un taglio grafico davvero impressionante e volta a incorniciare una fotografia piuttosto brutale del passato del nostro paese. Si trattava di 1348 Ex Voto, primo progetto in assoluto del neonato e piccolissimo studio Sedleo con sede a Firenze, pubblicato dall'editore francese Dear Villagers e pronto a consegnarsi nelle mani del pubblico fra pochissimo, per l'esattezza il prossimo 12 marzo 2026. Da quell'istante di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, l'opera di debutto di Sedleo si è fatta notare molto sui social network, si è anche trovata suo malgrado al centro di una polemica davvero molto accesa, il che è davvero curioso, perché in concreto non si sa ancora nulla riguardo la reale identità di questo action-adventure cavalleresco. Cosa si nasconde, davvero, al di là del bellissimo quadro estetico e del viaggio delle protagoniste, doppiate da Alby Baldwin e Jennifer English?
Beh, la cosa più saggia da fare in casi come questi è rivolgersi direttamente alla fonte. Abbiamo intervistato Tom Oceano e Fabiola Vivienne Martelli, entrambi fondatori di Sedleo nonché, rispettivamente, game director ed executive producer di 1348 Ex Voto: ecco tutto quello che ci hanno raccontato.
Che cos'è 1348 Ex Voto
Che cos'è, davvero, 1348: Ex Voto? Con l'emersione del trailer sono stati fatti diversi paragoni e accostamenti, anche da parte dello stesso editore Dear Villagers, e non si è certo trattato di paragoni di poco conto: sono emersi nomi di peso come quello di Hellblade: Senua's Sacrifice e quello di The Last of Us; il titolo di Sedleo, tuttavia, ha una scala e un'ambizione molto diverse. Tom spiega: "Abbiamo citato le nostre ispirazioni principali, siamo grandissimi fan di The Last of Us, invece il primo Hellblade è stato una forte ispirazione proprio per il tipo e il genere di gioco. 1348 Ex Voto è un'avventura, un action-adventure molto cinematografico, corto, breve, ma focalizzato su una narrazione intensa. Hellblade è stato un po' il nostro modello d'ispirazione, perché permetteva anche a uno studio così piccolo, con pochissime persone, di presentare un gioco di qualità alta, con grafica realistica e sistemi complessi".
"Allora cos'è 1348? Un action-adventure breve, ambientato nell'Italia del medioevo, in cui si gioca nei panni di Aeta, un'aspirante cavaliere che viaggia attraverso l'Italia nella sua avventura per trovare Bianca". Al netto delle dichiarazioni, molti utenti e addetti ai lavori hanno fatto l'associazione mentale con la serie A Plague Tale di Asobo, ma non sembra questo il caso. "Quel paragone ce l'aspettavamo per via dell'ambientazione e dello stile realistico, ma in realtà finisce lì. Nel nostro gioco non ci sono meccaniche stealth, non ci sono armi dalla distanza, tutto è incentrato sul combattimento corpo a corpo. Però mi è capitato di vedere anche paragoni con Kingdom Come Deliverance, che ovviamente non c'entra proprio niente, è solo ambientato nello stesso periodo storico".
Questo è forse il più grande pericolo di 1348 Ex Voto: quello di trasmettere attraverso la qualità che traspare dalle immagini l'idea di un'ambizione e una scala dell'esperienza che, per forza di cose, non possono far parte della visione di uno studio così piccolo. "Siamo onorati dei paragoni perché fanno riferimento a studi giganteschi, sono mostri sacri. Ma noi siamo 15 persone, siamo molto piccoli". Come conferma Fabiola, "l'overpromising" era una delle preoccupazioni principali: "Non abbiamo mai voluto promettere più di quello che offriamo, per questo siamo molto spaventati dalle comparazioni con giochi tripla A. Abbiamo cercato di dirlo fin da subito, siamo stati sempre chiari e onesti su questo aspetto. È molto difficile, forse la maggior difficoltà in un annuncio del genere perché abbiamo puntato sulla grafica e la qualità visiva da tripla A, quindi è automatico per molti utenti aspettarsi anche delle feature da tripla A. Per noi è molto importante essere chiari sullo scopo e la portata del progetto".
Dal canto suo, 1348 Ex Voto fa parte di quel novero di videogiochi che si stanno presentando con un altissimo grado di qualità visiva - un po' come ha fatto Clair Obscur, per fare un altro paragone molto scomodo - nonostante arrivino da studi molto più piccoli rispetto agli standard anche AA. Vien da chiedersi come sia nata questa nuova corrente. "Nel nostro caso, abbiamo trovato le persone giuste. Persone che sono specializzate e possono raggiungere un risultato del genere. La democratizzazione dello sviluppo aiuta, con Unreal e cose del genere, ma ci sono infiniti scogli da superare". "Nel nostro caso", prosegue Fabiola, "trovare le persone giuste è stato fondamentale. Abbiamo creato il nostro team apposta per creare questo tipo di gioco. Volevamo la grafica super realistica? Abbiamo lavorato con Danylo Dovhyi, che viene da una serie Call of Duty e si è sempre occupato degli ambienti".
"Detto questo, alcuni strumenti moderni permettono di raggiungere risultati altissimi con poche risorse, fino a pochi anni fa non sarebbe stato possibile, ora si può grazie a Nanite, grazie a Lumen, alla fotogrammetria e cose del genere. Ma poi servono le specializzazioni". Questione di talento, quindi? È il talento a fare la differenza quando si raggiungono risultati che sorprendono? "Le cose cambiano a seconda del progetto. In un team di 200 persone funziona in maniera diversa, ma in un gioco come 1348 Ex Voto letteralmente due persone hanno fatto tutto quello che vedete. Una persona ha fatto il design, la scrittura altre pochissime persone. Quindi sì, il talento conta tantissimo, perché si vede il risultato diretto del lavoro di una o due persone su ogni singolo elemento del gioco".
Il contesto
1348 Ex Voto racconta la vicenda di Aeta, un'aspirante cavaliere che si lancia in un viaggio mortale per rientrare in contatto con Bianca, la sua amata; ma che tipo di Italia è quella rappresentata nell'opera di Sedleo? "È un immagine brutale, sicuramente un'Italia un po' esagerata nel raccontarsi apocalittica. Ci sono fazioni di briganti e banditi che hanno il completo controllo di una parte del territorio, fanatici completamente matti in altre regioni, mercenari che fanno razzie e uccidono i civili. Pur senza elementi di fantasy di alcun genere, e nonostante sia ambientata nel mondo reale, la nostra è una storia estremamente fantastica, esagerata per l'epoca di riferimento".
A colpire fin dai primi trailer è stata l'arte ambientale, anche per quel che riguarda le strutture, che di fatto richiamano borghi, castelli e luoghi realmente esistenti sul territorio. "Le ambientazioni sono luoghi che effettivamente esistono, non c'è niente di inventato, tutto è comunque almeno ispirato a posti che abbiamo visitato e vissuto. Diciamo che abbiamo fatto una sorta di sintesi di luoghi che ci piacciono, quindi abbiamo preso ispirazione da un castello che esiste realmente per inserirlo in un contesto diverso. Non abbiamo riprodotto fedelmente paesi o città, anche perché sarebbe stato impossibile per così poche persone, ma ogni singola ambientazione prende ispirazione da posti veri", racconta Fabiola. Tom, poi, aggiunge dettagli sull'ambientazione: "Si parte dalla Calabria, poi si passa attraverso il Lazio risalendo l'Italia e si arriva alla Toscana, Diciamo che queste sono le principali regioni che tocchiamo nel gioco".
Il motivo principale per cui 1348 Ex Voto è stato investito dalle polemiche è la presenza della protagonista Aeta e la sua relazione con Bianca, il che non ha mancato di scatenare diverse discussioni riguardo la presenza di una contaminazione "woke" e l'inaccuratezza storica; al momento i trailer principali del gioco, anche su YouTube, sono sommersi da commenti che toccano l'argomento, nonostante la vicenda sia ancora avvolta nel mistero. "Purtroppo un po' ce l'aspettavamo", ci dice Tom. "Partiamo dal presupposto che la scelta della protagonista è stata interamente nostra e autonoma, dettata dal fatto che era una storia che ci piaceva raccontare, fine. Aperta e chiusa parentesi: si discute molto del fatto che lei sia un cavaliere, che le cavaliere non esistevano all'epoca... ma il gioco non è ancora uscito. Potrebbe essere un tema trattato dal gioco, no?" Anche Fabiola dice la sua: "Sì, ci aspettavamo delle critiche, non in queste proporzioni. Purtroppo al giorno d'oggi va così. Noi stiamo semplicemente raccontando una storia che ci piace e finisce lì".
Restando in tema di protagoniste, Ex Voto ha ricevuto parecchia pubblicità dal fatto che le doppiatrici sono Alby Baldwin e soprattutto Jennifer English, attrici che oggi possono godere di una certa fama, quindi è interessante capire come si è arrivati a ingaggiare loro. "Gli attori sono stati scelti un sacco di tempo fa, due anni fa circa, Jennifer English aveva appena fatto Baldur's Gate III. Ci siamo rivolti a un'agenzia inglese per fare dei provini e diciamo che gli abbiamo detto, da fan di Baldur's Gate, che ci sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con lei. Jennifer era interessata al progetto fin da subito, quindi diciamo che siamo stati molto fortunati". Il fatto che gli attori siano stati scelti due anni fa, molto presto nel processo produttivo, certifica l'importanza della narrazione nel progetto: "1348 è soprattutto una storia", spiega Fabiola, quindi trovare gli attori giusti era indispensabile. Abbiamo trascorso tantissimo tempo a cercarli e a fare provini e alla fine è andata così".
"Da ex art director ed ex illustratrice", continua Fabiola, "questo stile di gioco, legato allo stile visivo molto realistico e narrativo è quello che mi piace. Il fatto che il gioco sia breve permette di focalizzarsi sulla grafica, sulle animazioni mocap e cose del genere; con l'industria dei videogiochi nello stato attuale, diciamo che il nostro trucco è stato proprio la lunghezza limitata, che vedo come un sentiero percorribile anche per il futuro". "Sì", interviene Tom, "vedete che dietro Fabi c'è la tuta per la motion capture? Abbiamo iniziato da noi, ci siamo messi la tuta e abbiamo iniziato a fare le mosse, è partita davvero così. Poi il nostro animatore ha una XSens, siamo andati da lui in Ungheria a registrare con dei suoi amici stuntman tutte le mosse in un circolo di Historical Martial Arts. Certo, non abbiamo mirato al super realismo, non vogliamo offendere nessuno, è un gioco quindi abbiamo un po' estremizzato".
"Per il resto ci siamo affidati a uno studio di Londra per creare insieme ad Alby Baldwin e Jennifer English i filmati, che sono stati registrati in full performance capture, quindi faccia e audio nella stessa registrazione. Speriamo davvero che abbia portato beneficio alla qualità della recitazione e delle scene". Insomma, è così che ha preso forma 1348: Ex Voto, come un progetto molto concentrato, ridotto, che ha scelto chiaramente il suo limite preciso e si è mosso per raggiungere la qualità più elevata possibile nei confini di quel limite. Ora resta da capire se Sedleo riuscirà a trasmettere il suo messaggio al pubblico, nel frattempo vale la pena fare un piccolo tuffo nella storia dello studio e nel suo ciclo di produzione.
Il debutto di Sedleo
Annunciato nell'agosto del 2025, 1348 Ex Voto debutterà il mese prossimo, lasciando una forbice estremamente ridotta fra quei due momenti chiave. I tempi di sviluppo veri e propri sono stati di circa tre anni, ma prima ancora c'è stato un anno di preproduzione; di recente, a pochi mesi dal lancio, è stato annunciato il taglio della versione per Xbox: "Abbiamo preso la decisione con Dear Villagers. Il fatto è che siamo veramente pochi e abbiamo risorse limitatissime. Ripeto, non è un gioco dal budget esorbitante, è un nostro piccolo gioco e stiamo facendo il possibile per svilupparlo al meglio. Così vicino all'uscita ci siamo resi conto che portare una versione su Xbox che fosse dignitosa era complesso, quindi abbiamo preso la decisione che è stata presa, come dice il comunicato, per focalizzarci sulla versione migliore possibile per le altre piattaforme".
L'intera operazione, infatti, è la stessa ragion d'essere di Sedleo, un piccolissimo studio sbucato fuori dal nulla e finito sopra i grandi palchi dell'industria che, a prescindere dalla cornice in cui si è presentato, rimane pur sempre una giovanissima iniziativa dei cofondatori Tom e Fabiola. "Siamo nati in Calabria come un piccolo gruppo di amici, ci siamo riuniti in casa e abbiamo iniziato a fare un gioco così, per passione. Io (Tom) ero art director in pubblicità, mentre Fabi un'illustratrice. Ci stavamo ammazzando per altri nelle multinazionali, quindi ci siamo detti di ammazzarci per noi stessi, facendo una cosa che ci piace. E allora qual è il tipo di gioco che ci piace di più? Action-adventure, spade, cavalieri, ok, perfetto. E quali sono i blocchi principali che servono per fare un gioco del genere? Ecco, un blocco alla volta siamo arrivati qui".
"La verità è che siamo stati molto fortunati nell'aver trovato le persone giuste per poter sviluppare questo gioco. All'inizio eravamo in tre, e in tre abbiamo sviluppato una demo che abbiamo iniziato a presentare". È andato bene al secondo First Playable organizzato da IIDEA a cui abbiamo partecipato, ed è allora che siamo entrati in contatto con Dear Villagers". Tom e Fabiola sono ben consapevoli delle condizioni contemporanee dell'industria, pertanto insistono molto a lungo sul fatto di essere stati molto fortunati nell'arrivare a questo punto della produzione, soprattutto di aver avuto l'opportunità di salire sopra un palco così importante per la presentazione di quello che di fatto è un passion project in un momento in cui è così difficile farsi notare in mezzo a tanti videogiochi (nonché di essere presentati da Snake in persona, ovvero David Hayter). Una passione che non si ferma, dato che lui ha appena platinato Hollow Knight: Silksong dopo mesi d'imprecazioni, mentre lei non ha mai lasciato andare la vicenda di Baldur's Gate III.
Per chiudere, gli abbiamo rivolto la domanda di rito, rimandando l'appuntamento al prossimo 12 marzo 2026, momento in cui tutti i nodi verranno al pettine. Perché il pubblico dei videogiocatori dovrebbe giocare 1348 Ex Voto e cosa deve aspettarsi dall'esperienza? "Si deve aspettare un action-adventure ambientato in un'Italia medievale brutale e realistica. Si deve aspettare un gioco breve, ma intenso. Speriamo di poter trasmettere ai giocatori una storia che abbia un impatto, una di quelle storie che, quando la finisci, continui a pensarci. Che ti lascia un messaggio, ti lascia un pensiero. Speriamo che possa piacere. Noi ce l'abbiamo messa tutta per fare un gioco che piacesse a noi in prima persona. Speriamo che possa piacere anche a chi lo giocherà".