- Solidus Snake (Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty)
- Pagan Min (Far Cry 4)
- Andrew Ryan (BioShock)
- L'uomo misterioso (Mass Effect)
- Kreia (Star Wars Knight of the Old Republic II: The Sith Lords)
- Lord Emon (Shadow of the Colossus)
- Takuto Maruki (Persona 5 Royal)
- Le Luci (The Last of Us)
- Re Logan (Fable III)
- Kessler (InFAMOUS)
"Non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo". Chi è che lo diceva? Ma soprattutto: che succede quando scopriamo che il cattivo più cattivo in fondo non era poi così cattivo? Ve lo chiediamo perché un buon videogioco si basa molto spesso su un villain tratteggiato in chiaroscuro; di quelli che talvolta sanno persino convincerci della validità dei loro discutibili obiettivi e delle loro azioni sanguinarie.
E allora, tra uno spoiler e l'altro, scopriamo insieme 10 tra quei cattivoni che sotto sotto facevano quel che facevano per nobili motivi e che magari, per un attimo, ci hanno persino fatto dubitare di volerli riempire di mazzate. Ma solo per un attimo, eh.
Solidus Snake (Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty)
Hideo Kojima è un maestro nel progettare antagonisti cangianti e, in questo senso, con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty ci ha regalato Solidus Snake, il terzo clone di Big Boss e quindi fratello di Liquid e Solid Snake. Noi vestiamo la tuta da infiltrazione dell'esordiente Raiden, inviato a liberare una struttura nota come Big Shell, apparentemente sequestrata da un gruppo terroristico guidato proprio da Solidus, appunto.
Ad un tratto scopriamo però che l'intera operazione è una grande messinscena orchestrata dai Patriots, un'entità occulta controllata da 12 saggi che governa l'informazione, la politica e la vita stessa dei cittadini americani attraverso intelligenze artificiali e algoritmi di filtraggio dei dati.
Gli obiettivi di Solidus sono apparentemente terroristici, poiché intende dirottare la colossale fortezza sottomarina Arsenal Gear e far esplodere una testata nucleare sopra New York, ma guardando oltre la scia di sangue che si lascia dietro, la sua vera motivazione è l'emancipazione dell'essere umano dall'invisibile dittatura dei Patriots.
Da ex Presidente degli Stati Uniti, infatti, ha visto i suoi ordini venire costantemente modificati da questa oscura organizzazione, le cui interferenze avevano diramazioni capillari, tanto da farne i veri padroni del governo americano.
Nel 2001, forse il discorso finale di Solidus ci sarà pure suonato come il delirio di un megalomane, ma oggi, in un'epoca dominata da fake news e sorveglianza digitale di massa, be', forse le sue parole dovrebbero essere rilette in chiave differente.
Pagan Min (Far Cry 4)
Far Cry 4 ci conduce nel Kyrat, una fittizia regione himalayana dilaniata dalla guerra civile in cui ci ritroviamo subito prigionieri di Pagan Min, stravagante ed eccentrico dittatore vestito con un memorabile completo fucsia. Grazie all'intervento di un gruppo di ribelli che lotta per la liberazione del paese dall'oppressione, riusciamo a fuggire ed è qui che il gioco ci spinge a credere che rovesciare Pagan Min sia l'unico modo per portare la pace nella zona.
La verità, infatti, è che i due leader della ribellione, Amita e Sabal, si rivelano ben peggiori del tiranno che vogliono spodestare, tra la volontà di instaurare una teocrazia basata su tradizioni barbare e l'obiettivo di reclutare bambini soldato. In questo scenario desolante, be', Pagan Min non è il male assoluto, quanto piuttosto un governante sì cinico ma che ha solo compreso l'intrinseca natura violenta e instabile della sua gente.
A questo proposito, il dettaglio più clamoroso risiede forse nel finale alternativo del gioco: se all'inizio dell'avventura si decide di ascoltare Pagan, rimanendo seduti al tavolo per una decina di minuti come richiesto, anziché fuggire, lui ritorna, e ci conduce in un santuario in cui ci concede di lasciare le ceneri di nostra madre, con la storia che termina poco dopo.
Insomma, considerato ciò, verrebbe da dire che tutta la violenza che si innesca in seguito a questo primo incontro non è altro che il frutto della nostra ostinazione a voler combattere al fianco di ribelli fanatici e distruttivi. Sta' a vedere che adesso è pure colpa nostra.
Andrew Ryan (BioShock)
In BioShock, il protagonista, Jack, sopravvive a un disastro aereo e si ritrova in una metropoli sottomarina distopica, Rapture, popolata da mutanti dipendenti da una sostanza mutagena che altera il codice genetico chiamata ADAM.
Il creatore di questa meraviglia ingegneristica è Andrew Ryan, un magnate idealista il cui obiettivo originario era tuttavia nobile nella sua radicalità: fondare una società in cui l'artista non dovesse temere la censura, lo scienziato non fosse limitato da una morale bigotta e l'individuo potesse godere pienamente del frutto del proprio lavoro, senza che le istituzioni agissero da parassiti.
Il giocatore lo inquadra immediatamente come una minaccia, ma il collasso di Rapture non è avvenuto a causa della filosofia di Ryan in sé, bensì per l'introduzione dell'ADAM e per le macchinazioni segrete di Frank Fontaine, un gangster senza scrupoli che ha persino finito per fare il lavaggio del cervello allo stesso Jack.
In tutto questo, le motivazioni di Ryan mantengono una grande coerenza interna per tutta la durata della storia, e la sua celebre fine, in cui ordina a Jack di ucciderlo affermando che un uomo sceglie mentre uno schiavo obbedisce, dimostra tutta la propria tragica fedeltà al principio cardine della sua filosofia.
L'uomo misterioso (Mass Effect)
La trilogia di Mass Effect mette in scena una galassia sull'orlo dell'estinzione a causa dell'arrivo dei temibili Razziatori; e sta a noi, nel ruolo del comandante Shepard, ricacciare indietro nello spazio la minaccia.
In questo scenario epico, l'Uomo Misterioso si presenta come il leader supremo di Cerberus, un'oscura organizzazione antropocentrica vista con estremo sospetto dalle altre specie aliene e dal Consiglio della Cittadella. E mentre quest'ultimo si nasconde dietro una fitta nebbia di burocrazia, negando l'esistenza stessa dei Razziatori per evitare il panico generale, l'Uomo Misterioso è l'unico ad agire con lungimiranza pragmatica.
Nel secondo capitolo della saga, finanzia la resurrezione del comandante Shepard e gli fornisce le risorse necessarie per salvare migliaia di colonie umane in giro per la galassia, ma il suo obiettivo finale, che emerge nel terzo episodio, non è la distruzione dei Razziatori, bensì il loro controllo.
Sebbene alla fine ceda alla manipolazione mentale dei nemici, l'assunto di partenza dell'Uomo Misterioso è perlomeno degno di considerazione: sconfiggere i Razziatori significa infatti annichilire la più grande fonte di tecnologia e conoscenza dell'universo, mentre controllarli significherebbe elevare l'umanità a un livello di evoluzione superiore.
Pur macchiata dal sangue di certi sacrifici e azioni estreme, la condotta dell'Uomo Misterioso ha comunque un che di positivo. Ma davvero il fine giustifica i mezzi?
Kreia (Star Wars Knight of the Old Republic II: The Sith Lords)
Tra i videogiochi dedicati all'universo di Guerre Stellari, Knights of the Old Republic II: The Sith Lords si distingue per una profondità filosofica interessante, incarnata magistralmente dalla figura di Kreia. Questa è infatti una donna anziana, cieca, ex maestra Jedi ed ex signora dei Sith, che, da mentore, accompagna l'Esule Jedi in una galassia devastata dalle guerre civili.
L'obiettivo supremo di Kreia non è però la conquista della Repubblica o lo sterminio dei Jedi per sete di potere, ma qualcosa di infinitamente più ambizioso, oseremmo dire fuori scala: distruggere la Forza stessa.
Detta così sembra un po' una follia, ma Kreia odia la Forza perché la considera un'entità che sfrutta gli esseri viventi come semplici pedine in un eterno e sanguinoso gioco per mantenere un ipocrita equilibrio. Ogni volta che la bilancia pende troppo verso il Lato Oscuro o il suo contrario, la Forza orchestra guerre galattiche e sofferenze immani per riportare lo status quo, privando di fatto ogni creatura del proprio libero arbitrio.
Be', dobbiamo ammettere che se si analizza la storia della galassia lontana lontana, caratterizzata da cicli infiniti di distruzione che non portano mai a una pace definitiva, la tesi di Kreia diventa anche condivisibile. Uccidere la Forza significherebbe magari causare un tremendo trauma iniziale, ma almeno permetterebbe all'umanità e alle specie aliene di essere padrone assolute delle proprie scelte. Mica male.
Lord Emon (Shadow of the Colossus)
Quella di Shadow of the Colossus è una narrazione essenziale e rarefatta, all'interno della quale il giocatore interpreta un giovane guerriero che penetra nelle Terre Proibite per chiedere all'entità chiamata Dormin di resuscitare la sua amata Mono. Per farlo, il protagonista deve utilizzare una spada sacra e cacciare sedici colossi, maestose creature che vagano per lande desolate, fungendo da sigilli viventi.
Verso la fine del viaggio, però, fa la sua comparsa Lord Emon, leader spirituale del popolo di cui fa verosimilmente parte il protagonista, che guida un gruppo di soldati nel disperato tentativo di fermarci. Sulle prime, Lord Emon ci appare come il classico persecutore che vuole ostacolare il trionfo del vero amore, ma la realtà dei fatti ribalta completamente i ruoli: il personaggio che controlliamo, infatti, è un individuo che ha violato un tabù millenario e profanato un luogo sacro liberando una pericolosa divinità.
Per quanto sia avaro di spiegazioni - confessiamo che qualcuna in più ci avrebbe fatto comodo -, Lord Emon rappresenta un po' la voce della saggezza, la responsabilità sociale e la conservazione dell'ordine contro la potenziale smania distruttiva dell'individuo. Insomma, qualche volta sarebbe bene dare ascolto ai più anziani, no? Potremmo risparmiarci parecchi casini.
Takuto Maruki (Persona 5 Royal)
Il terzo semestre aggiunto da Persona 5 Royal all'avventura originale introduce il dottor Takuto Maruki, consulente scolastico che aiuta gli studenti della Shujin Academy a superare alcuni traumatici eventi. Grazie al risveglio della sua Persona e alla fusione con il proprio Palazzo cognitivo, Maruki ottiene però il potere di riscrivere il tessuto stesso della realtà manipolando i desideri delle persone.
Siamo di fronte a un pazzo scriteriato, direte voi, e avreste pure ragione se non fosse che il suo obiettivo è quello di dare vita a un'utopia assoluta: un mondo in cui il dolore, il lutto, il fallimento e la disperazione vengono cancellati per sempre.
Nella realtà modificata da Maruki, ogni individuo vive una vita perfetta, ripulita da ogni sofferenza, ed è chiaro che i protagonisti decidono di combatterlo in nome dell'autodeterminazione, sebbene si debba riconoscere che rifiutare la prospettiva di Maruki richieda una dose massiccia di idealismo.
Il dottore è infatti un uomo spezzato dal dolore che offre all'umanità una terapia globale e definitiva, ma, si sa, la vita è fatta di cose belle e di cose brutte, altrimenti non sarebbe vita. O no?
Le Luci (The Last of Us)
In The Last of Us il fungo Cordyceps è senza dubbio la scocciatura principale, con quel suo viziaccio di trasformare le persone in abomini feroci, ma se ci pensate, arrivati al climax della faccenda, è da Marlene e dalle Luci che dobbiamo guardarci le spalle.
Quella che opera di sotterfugio nell'America post-apocalittica immaginata da Naughty Dog è una milizia ribelle che combatte sia contro l'oppressione delle zone di quarantena governative, sia per trovare una cura che possa restituire un futuro all'umanità. Ed è proprio per questo che quando il cinico contrabbandiere Joel riesce finalmente a scortare la giovane Ellie, miracolosamente immune al contagio, fino al loro laboratorio principale a Salt Lake City, la storia si scontra con un dilemma etico micidiale.
I medici delle Luci scoprono infatti che per sintetizzare un vaccino è necessario rimuovere chirurgicamente il tessuto cerebrale di Ellie, un'operazione che le costerà inevitabilmente la vita. Dal punto di vista del giocatore, che ha vissuto l'intera avventura sviluppando un legame paterno ed emotivo con la ragazzina, Le Luci si trasformano all'improvviso nell'antagonista finale, in un ostacolo spietato da abbattere senza pensarci due volte.
Eppure, se si spoglia la situazione dall'egoismo sentimentale di Joel, la leadership delle Luci applica la più pura e tragica delle logiche mirate alla sopravvivenza: sacrificare una singola vita, per quanto giovane e innocente, in cambio della salvezza potenziale di milioni di individui.
Le Luci sono quindi pronte a compiere un omicidio eticamente mostruoso pur di dare un senso a vent'anni di sofferenze globali, provando ad aggrapparsi all'ultima, disperata carta che l'umanità ha in mano. Ve la sentite di giudicarli?
Re Logan (Fable III)
La figura di Re Logan, in Fable III, ci viene subito presentata come quella del tiranno da manuale della letteratura fantasy, che governa il regno di Albion con pugno di ferro inflessibile.
Il giocatore spende l'intera prima metà dell'avventura a radunare alleati, promettendo benessere per tutti una volta completata la rivoluzione; tuttavia il colpo di scena si verifica dopo aver spodestato Logan: costui è infatti a conoscenza del fatto che Albion verrà invasa dallo Strisciante, un'entità primordiale decisa a sterminare chiunque nel regno.
Per finanziare l'esercito e costruire le difese necessarie a respingere questa minaccia apocalittica occorre chiaramente una fortuna, e Logan aveva capito che l'unico modo per accumularla in poco tempo era spremere ogni singola risorsa economica della nazione, sacrificando il benessere dei cittadini sull'altare della loro sopravvivenza.
Quella di Logan è dunque la classica posizione scomoda di chi deve prendere decisioni importanti; ma forse ha un po' sottovalutato l'utilità del dialogo perché, ecco, se ci avesse detto dall'inizio come stavano le cose, magari avremmo potuto trovare una soluzione insieme, no?
Kessler (InFAMOUS)
Nel primo capitolo di InFAMOUS ci trascina per le strade di Empire City, per farci fare il bello e il cattivo tempo grazie ai poteri elettrici dell'uomo giusto nel posto sbagliato Cole MacGrath. L'antagonista principale in questo caso è Kessler, un misterioso individuo a capo della fazione dei Primogeniti, che tormenta Cole sottoponendolo a prove psicologiche d'inaudita crudeltà, fino ad arrivare a orchestrare la morte di Trish, la storica fidanzata del protagonista.
Le azioni di Kessler sembrano guidate da un sadismo inspiegabile, finché la rivelazione finale non risolve l'enigma: Kessler è in realtà il Cole MacGrath del futuro, tornato indietro nel tempo per un motivo ben preciso. Nella sua linea temporale originale, Cole infatti era un uomo felice, sposato con Trish e padre di due figli; quando un misterioso nemico noto come la Bestia era apparso sulla Terra per distruggere la civiltà.
Cole era stato debole ed egoista, scegliendo di fuggire per proteggere i propri cari anziché combattere, favorendo così l'estinzione dell'umanità; ma consumato dai sensi di colpa, Kessler (anche se sempre di Cole stiamo parlando) ha usato il suo potere temporale per riscrivere la storia. Il suo obiettivo è diventato quindi quello di fortificare il Cole del passato, di forgiare il suo animo attraverso l'obbligo di compiere scelte complicate, facendogli eliminare ogni distrazione emotiva, anche a costo di fargli perdere la donna che amava.
Kessler ha dunque perso tutto, è diventato un mostro che ha azzerato i sentimenti e si è fatto addirittura odiare dal suo stesso io passato per un bene superiore: la salvezza dell'umanità. Complimenti per la dedizione, non c'è che dire.
Siamo sicuri che però, oltre a questi, conosciate molti altri antagonisti mossi da intenzioni tutto sommato comprensibili; fateci sapere allora nei commenti chi sono i vostri preferiti.