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Future? No Thanks!, la recensione della satira ecosocialista di Molleindustria

Nel 2045 ecosocialista di Molleindustria, Harvey Huffstone ha un solo giorno e sette missioni per fare i conti con la propria vita prima dell'eutanasia.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   10/10/2026
Un primo piano di Harvey Huffstone, il protagonista del gioco

A guardarlo distrattamente Future? No Thanks! di Molleindustria, studio fondato dall'italiano Paolo Pedercini nel 2003, è un piccolo open world in cui si va in giro a risolvere le ultime quest di un vecchio che ha scelto di sottoporsi all'eutanasia prima di dimenticare la sua vita a causa dell'età e della malattia. In realtà non è proprio così.

Quantomeno, non c'è solo questo. Harvey Huffstone, questo il nome del protagonista, vive fuori dal tempo: è una scoria proveniente dalla società turbocapitalista, la nostra, che proprio non riesce ad adattarsi all'utopia in cui vive, in primo luogo alle persone che la abitano.

Fuori posto

Siamo nel 2045 e tutti i più grandi temi dei nostri anni sembrano essere stati risolti dal governo ecosocialista al potere, come ad esempio i cambiamenti climatici, i diritti dei lavoratori, gli attriti nei rapporti sociali, le disuguaglianze e i problemi legati all'evoluzione tecnologica. L'IA stessa è stata regolamentata e domata, prendendo la forma di un Karl Marx low-poly virtuale che aiuta a governare e si consulta con gli umani per prendere le decisioni più importanti. Tutto va bene, verrebbe da dire, senonché... niente, senonché niente. Non ci sono crisi all'orizzonte o minacce particolari, a parte per uno sgangherato gruppo di nostalgici del capitalismo che fa più pietà che paura. L'utopia ha i suoi tic ed è burocratizzata fino al midollo ma, in linea di massima, sembra funzionare per come è stata concepita.

È il buon Harvey a essere fuori posto: è un vecchio scorbutico omofobo e sessista che nella vita sembra aver sbagliato tutto, tanto da non avere nessun affetto che voglia partecipare al suo funerale, figlia e nipote inclusi. Non comprende la nuova società, che disprezza apertamente. Il gioco è ambientato durante il suo ultimo giorno di vita, in cui deve andare in giro per la città alla ricerca delle tracce di un passato che non riesce a scrollarsi di dosso, per tirare le somme della sua esistenza terrena. Insieme a lui viaggia un cane robot, fornitogli dall'ospedale, che svolge il ruolo di assistente emotivo, nonché di spalla comica. Riuscirà a morire con qualche rimpianto in meno? Ma, alla fine, è davvero così importante?

Steam classifica come per adulti un gioco PEGI 12: l'appello dello sviluppatore Molleindustria a Valve Steam classifica come per adulti un gioco PEGI 12: l'appello dello sviluppatore Molleindustria a Valve

Il punto di partenza è l'ospedale che gli praticherà l'eutanasia: una struttura organizzata, nella quale il trapasso volontario è stato studiato per essere il meno indolore e più umano possibile. È qui che ci vengono assegnate tutte le missioni in una sola volta: fumare un sigaro, guidare un'auto della nostra epoca, fare sesso per l'ultima volta, partecipare a una rissa, bere una Coca-Cola, mangiare una bistecca e fare pace con la sua famiglia. Per la maggior parte sembrano dei compiti abbastanza triviali. In realtà sono abbastanza impegnativi e lo metteranno a confronto con un sé stesso che non pensava esistesse più.

Girando per la città può capitare di imbattersi in strani eventi, come un balletto di robot
Girando per la città può capitare di imbattersi in strani eventi, come un balletto di robot

Del resto siamo in una società nuova e quelle che ci sembrano azioni banali non lo sono per niente: la carne animale non viene più mangiata, il fumo è stato abolito, le auto sono state eliminate e la Coca-Cola non viene più prodotta. Anche il sesso è un problema, visto che gli approcci con le donne del buon Huffstone sono classificati come molestie, tanto che il nostro è stato segnalato come "sex offender"; per non parlare della rissa, dato che non c'è nessuno che abbia voglia di azzuffarsi con lui o con chiunque altro. Del resto siamo in un mondo in cui la violenza sembra non trovare più posto, in cui le persone parlano per risolvere i loro problemi e in cui i poliziotti vanno in giro vestiti in modo buffo per non intimidire le persone.

È proprio nel rappresentare gli eccessi di questa utopia che Future? No Thanks! affascina e funziona, perché Huffstone non è solo una stonatura in una partitura perfetta, ma è soprattutto l'elemento di contrasto che serve a mostrare quanto questa perfezione sia in realtà artefatta e pensata per reprimere certi istinti umani, più che per eliminarli davvero. Non che vengano rimpianti apertamente, badate bene, ma viene mostrato che in qualche modo esistono ancora e a farli manifestare è proprio la sfacciataggine del vecchio, che non ha alcuna remora a essere sé stesso per manipolare gli altri e ottenere ciò che vuole, pur seguendo un processo di maturazione nel corso dell'avventura, che lo porterà a mostrare il suo lato umano in maniera più aperta.

Un open world compatto

Ora, Future? No Thanks! è un open world, ma non aspettatevi di andare in giro a fare quello che si fa solitamente negli open world. Niente torri da scalare o avamposti da liberare, quindi, ma tante persone con cui parlare e qualche oggetto da raccogliere.

Huffstone a bordo della sua carrozzella elettrica
Huffstone a bordo della sua carrozzella elettrica

Intanto va detto che la mappa è molto piccola e si può attraversare per intero nel giro di pochi secondi usando la carrozzella elettrica del protagonista, che va velocissima ed è molto divertente da guidare. Per velocizzare ulteriormente le cose ci sono anche varie stazioni della metropolitana, che permettono di raggiungere i punti chiave della mappa in pochi istanti. In questo modo si sente meno il peso del backtracking, molto frequente: è proprio la struttura delle missioni che richiede di fare avanti e indietro tra i vari luoghi. C'è un po' di ricerca da fare, insomma, nonostante la presenza di segnalini sulla mappa che indicano i posti visitati o quelli di cui si sono ottenute informazioni da altre fonti.

Un gruppo di nostalgici del capitalismo
Un gruppo di nostalgici del capitalismo

Non aspettatevi niente di troppo complicato, comunque, perché nella maggior parte di casi, afferrato il filo di una missione, si riesce a concluderla senza grossi intoppi. C'è anche da dire che non esiste l'obbligo di completarle tutte. Anzi, a certe condizioni è impossibile anche riuscirci, il che non impedisce di arrivare al finale. In particolare, può capitare di dover compensare dei fallimenti spendendo dei soldi; soldi che non sono disponibili in quantità illimitata. Certo, si possono svolgere dei lavoretti, legati a dei minigiochi, per ottenerne di più, ma non è possibile accumularne a sufficienza per compensare certe scelte, a meno che non si rigiochi l'intera avventura risparmiando quando possibile ed elaborando una strategia di spesa a priori. C'è anche da dire che in alcuni casi fallire è funzionale al tema del gioco. Ad esempio è possibile non assecondare il complottismo di un certo personaggio, facendo una scelta etica, al prezzo però di doverlo pagare per superare un certo obiettivo. In effetti, più Huffstone si mostra umano, più deve compensare con i soldi i suoi fallimenti.

Scrittura brillante

È proprio qui che Future? No Thanks! brilla particolarmente: nella scrittura, intesa nel suo senso più ampio. Pedercini ha più volte dimostrato in passato di avere grandi capacità satiriche. Titoli come Operation: Pedopriest, Orgasm Simulator, Faith Fighter, Phone Story, The New York Times Simulator o Democratic Socialism Simulator, per citarne alcuni, avevano già mostrato la sua capacità di commento dell'attualità politica e sociale usando il linguaggio proprio dei videogiochi, ma con l'avventura di Huffstone ha fatto un bel salto in avanti, creando un cast impeccabile di personaggi stravaganti con cui ha messo in scena la commedia umana contemporanea.

Riusciremo a entrare in questa setta stravagante?
Riusciremo a entrare in questa setta stravagante?

Così eccoci impegnati a provocare un gruppo di furry per fare una scazzottata; oppure eccoci pronti a infilarci in una setta religiosa dagli abiti realizzati con materie prime naturali, che vuole farci sacrificare una mucca per accoglierci tra le sue fila. O, ancora, eccoci entrare in un bordello alla ricerca di sesso, per farci psicanalizzare prima del rapporto da una sex worker particolarmente colta. Oppure eccoci pronti ad acquistare dell'arte capace di abbattere dei droni, o andare alla ricerca di una lattina di Coca-Cola in un centro commerciale nascosto da una fitta vegetazione, che gli abitanti del posto credono essere una leggenda urbana più che un luogo reale.

In un'utopia ci si riunisce di continuo per decidere su ogni questione
In un'utopia ci si riunisce di continuo per decidere su ogni questione

Come avrete capito, Future? No Thanks! funziona benissimo per quel che è, senza tentare mai di strafare. Segue la filosofia di fare poche cose, provando a farle davvero bene. Gli unici difetti, se vogliamo trovarglieli, riguardano il già citato backtracking, che può diventare fastidioso quando non si sa bene che fare, e la mancanza di chiarezza sulla possibilità di finire il gioco senza completare tutti gli obiettivi. In realtà crediamo che anche quest'ultima sia una scelta tematica, perché in fondo la morte è la morte, a prescindere da chi viene al tuo funerale. Soltanto ci saremmo risparmiati di girare la città per un'ora alla ricerca di lavoretti da svolgere, se avessimo saputo che non c'era alcuna necessità di farlo. In realtà, all'inizio dell'avventura qualcosa viene detto che può farlo capire, ma dopo ore passate a far riassaggiare un po' di passato ad Huffstone, è facile che non ci si ricordi proprio di tutto. O forse è solo un rimpianto in più, chissà.

La città è piccola e colorata
La città è piccola e colorata

Come nota di chiusura vogliamo citare il doppiaggio in inglese, davvero ottimo, nonostante non si stia parlando di una produzione enorme. Per inciso, le voci sono tutte azzeccate, le battute sono pronunciate nei tempi giusti e con le intonazioni corrette e, in generale, gli attori sembrano sempre perfettamente in ruolo. Non è una qualità da poco, a ben vedere.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store
Prezzo 20,49 €
Multiplayer.it
8.5
Lettori
ND
Il tuo voto

Future? No Thanks! è il titolo più compiuto di Molleindustria, nonché quello che meglio riesce a mostrare le capacità di scrittura e di analisi della realtà di Pedercini. Non aspettatevi un open world tradizionale, perché non lo è, ma solo un racconto fatto di dialoghi brillanti e situazioni paradossali, per quello che è uno dei migliori videogiochi ambientati in un'utopia (non moltissimi, a dirla tutta) che siano stati realizzati negli ultimi anni e, forse, sempre. C'è anche da avvisare che i testi e i dialoghi sono soltanto in inglese. In questo caso, più che di un difetto, parliamo di una barriera d'ingresso per alcuni giocatori, che sicuramente avranno piacere di esserne informati.

PRO

  • Scrittura di altissimo livello
  • Doppiaggio eccellente
  • Huffstone è l'antieroe che sognavamo

CONTRO

  • In backtracking può farsi sentire in alcuni momenti
  • Un po' di chiarezza in più su come raggiungere il finale non avrebbe guastato
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Abbiamo recensito il gioco grazie ad un codice inviato dallo sviluppatore.
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