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Darwin's Paradox, la recensione della strana epopea di un polpo

Konami stupisce tutti con il lancio di Darwin's Paradox, un titolo che recupera stile e atmosfere dai classici platform per mettere in scena una strana avventura con un protagonista irresistibile.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   01/04/2026
La copertina di Darwin's Paradox

Dove sono finiti i cosiddetti giochi AA? Tra megaproduzioni e titoli indie, un tempo si trovava la ricca schiera di giochi intermedi che costituivano l'ossatura principale del mercato dei videogiochi, proprio quella che potrebbe rappresentare una salvezza per l'industria attuale, soffocata da costi di produzione enormi e contrazione generale degli acquisti. Quei gran volponi di Konami sembrano aver capito la lezione, e infatti eccoli lanciare un titolo che ha tutto l'aspetto di un grosso gioco "indipendente", costruito però con tutti i crismi di una produzione proveniente da un editore di maggior rilievo, che si fregia anche di citazioni ufficiali a serie come Metal Gear Solid e Frogger.

Nella recensione di Darwin's Paradox andiamo alla riscoperta di meccaniche, atmosfere e spirito d'altri tempi, quando si innestavano meccaniche da avventura sulle basi del platform 2D, tirando fuori esperienze anche piuttosto originali a partire da pochi elementi standard. Può essere un'impressione soggettiva, ma è davvero piacevole tornare a concentrarsi su questioni semplici come calibrare al meglio un salto o spostare oggetti per raggiungere zone appena appena fuori portata, ma il gioco di ZDT ha anche molto altro da offrire, con continue sorprese di livello in livello.

Darwin's Paradox è stato mostrato da Konami, con un trailer in stile Metal Gear Solid Darwin's Paradox! è stato mostrato da Konami, con un trailer in stile Metal Gear Solid

Non tutto funziona a dovere: ci sono alcuni problemi di ritmo e qualche fase che può risultare anche frustrante in un percorso piuttosto breve come questa strana storia fantascientifica, ma nel complesso tutto risulta calibrato per offrire una veloce digressione in un modo di intendere i videogiochi un po' d'altri tempi, ma che dovrebbe tornare di moda.

Un polpo solo contro l'invasione aliena

La strana storia di Darwin's Paradox riprende gli stilemi classici del film di fantascienza di serie B degli anni '50 e ci getta nel bel mezzo di un'invasione aliena "occulta", sebbene alquanto palese a un occhio mediamente attento.

Protagonista della vicenda è un giovane e innocuo polpo che si ritrova proiettato dalla meravigliosa barriera corallina al centro di un intrigo di portata mondiale, che ci porta a scoprire i terrificanti segreti che si celano dietro l'enorme successo dell'azienda alimentare Ufood. In una serie di rocambolesche vicende che includono anche un classico rapimento alieno, il protagonista si ritrova sbalzato dal suo habitat naturale a una discarica, poi ai meandri di una misteriosa azienda di confezionamento del cibo e fino al quartier generale di un esercito alieno, seguendo una storia che viene raccontata lasciando perdere parole e dialoghi e utilizzando soprattutto eventi, gesti, narrazione ambientale e un sacco di gag.

Il tono generale è quello di un cartone animato in stile Pixar o Dreamworks, ma fortemente incentrato sull'umorismo, che mette al centro dell'attenzione un piccolo polpo alle prese con sfide soverchianti, da superare facendo affidamento alle sue specifiche abilità: i tentacoli, l'inchiostro, la mimetizzazione e una notevole intuizione.

La barriera corallina è meravigliosa ma anche letale
La barriera corallina è meravigliosa ma anche letale

L'azione si svolge attraverso 16 livelli suddivisi in vari sotto-livelli, caratterizzati da una notevole varietà di scenari e atmosfere, andando dall'oceano a enormi fabbriche di cibo, da discariche a basi segrete, tutte in linea con lo stile da sci-fi anni '50, ma nettamente declinato in senso umoristico. È una parodia di grana grossa, costruita per piacere anche ai bambini come un vero e proprio cartone animato, ma le situazioni in cui il protagonista si ritrova possono strappare sorrisi anche al più cinico dei pro player.

Piattaforme e puzzle

Darwin's Paradox potrebbe essere definito un'avventura a piattaforme a impostazione narrativa, caratterizzata però anche da diversi innesti in stile stealth. Nonostante la ricca grafica in 3D, il gioco procede sempre e comunque seguendo una rigorosa impostazione bidimensionale, costruendo livelli, sfide e puzzle sempre secondo questa prospettiva.

Darwin ha spesso a che fare con marchingegni vari
Darwin ha spesso a che fare con marchingegni vari

Il misto di elementi lo rende un po' assimilabile ai giochi Playdead come Limbo e Inside o alla serie Little Nightmares di Tarsier, soprattutto per la presenza di vari enigmi da risolvere e di momenti fortemente "sceneggiati", ma l'azione platform rimane un elemento fondamentale, molto più che in varie altre avventure ibride. D'altra parte, le caratteristiche del protagonista introducono anche elementi molto peculiari: Darwin è in grado di aggrapparsi a qualsiasi superficie (quando non imbrattato di vernice, come vedrete in particolari situazioni), cosa che introduce la possibilità di "scorrere" per i livelli anche in verticale o a testa in giù, per esempio.

La possibilità di lanciare inchiostro risulta fondamentale per celarsi ai nemici o anche interagire con alcuni meccanismi, mentre la grande agilità nel nuoto risulta fondamentale nei molti livelli acquatici, che cambiano fondamentalmente la dinamica di gioco con una maggiore libertà di movimento.

Uno degli scenari subacquei, dove Darwin può sfruttare tutta la sua mobilità
Uno degli scenari subacquei, dove Darwin può sfruttare tutta la sua mobilità

Al di là di alcune piccole digressioni che portano a scoprire contenuti nascosti (generalmente documenti che aiutano a capire meglio la storia dell'invasione aliena), i livelli sono molto lineari, impostati secondo una meccanica di gioco che si basa sull'abilità nell'eseguire le giuste azioni con il corretto tempismo e una buona abilità ai controlli. Questa rigidità richiama la tradizione classica del platform/puzzle, e in certi casi pone di fronte a sezioni che richiedono una precisione alquanto millimetrica, portando al limite della frustrazione. Il "trial and error" porta a volte a dover ripetere svariate volte il medesimo pezzo di gioco e questo può essere visto come un calo di ritmo, ma chi apprezza le sfide classiche dei giochi a piattaforme saprà ritrovarci quello spirito.

Un po' di stealth action

Il trailer di presentazione di Darwin's Paradox conteneva una chiara citazione a Metal Gear Solid, peraltro ripresa all'interno del gioco con una skin particolare, e il rimando è decisamente azzeccato.

Konami ha consentito vari rimandi a Metal Gear Solid
Konami ha consentito vari rimandi a Metal Gear Solid

Fra azione a piattaforme e piccoli puzzle da risolvere, il gioco presenta infatti anche diverse sezioni in stile stealth action, e anche queste si integrano in maniera convincente nel gameplay, grazie anche alla capacità del polpo di mimetizzarsi. Si tratta soprattutto di schivare sistemi di sicurezza, spesso eludendo telecamere e sonar, in quelle che si rivelano forse le sezioni più impegnative del gioco. In questi frangenti emerge anche una certa implementazione della fisica: nei livelli sommersi, ad esempio, possiamo spostare elementi di scenario fluttuanti in modo da bloccare parzialmente la visuale delle telecamere, consentendo così una particolare interazione.

In definitiva piattaforme, puzzle e stealth sono tutti presenti in forme piuttosto basilari, ma mischiate insieme contribuiscono a mantenere un buon ritmo e variare l'azione in maniera costante lungo tutto il percorso.

I gabbiani sono una notevole minaccia
I gabbiani sono una notevole minaccia

Il fatto che non duri molto, rimanendo ampiamente sotto le 10 ore, contribuisce a non concedere molto spazio alla noia, ma la scarsa longevità può essere un aspetto sicuramente più controverso. Al prezzo a cui viene lanciato (25€), l'offerta risulta abbastanza equilibrata, vista anche la presenza di alcuni segreti da scoprire che portano a tornare nei livelli anche dopo una prima conclusione, ma la durata (oltre al finale piuttosto troncato, che fa pensare a un possibile seguito) non è certo tra i punti di forza di Darwin's Paradox, sebbene aiuti a compattare l'esperienza e mantenere il ritmo.

Come un cartone animato

Vari membri del team parigino ZDT Studio provengono dal mondo del cinema e dell'animazione e la cosa risulta piuttosto evidente in Darwin's Paradox.

Darwin si ritrova in luoghi decisamente variegati
Darwin si ritrova in luoghi decisamente variegati

C'è un notevole studio nella messa in scena, in particolare nei livelli con ambientazioni più aperte che consentono di scorgere diversi elementi in movimento, tanto da costruire una sorta di narrazione attraverso le scene che si svolgono in secondo piano. La qualità è un po' discontinua e ci sono sicuramente parti meno ispirate, ma in linea di massima l'estetica è davvero notevole, supportata anche da una colonna sonora orchestrale di livello. Anche la caratterizzazione è degna di un cartone animato in computer grafica, specialmente per quanto riguarda animazioni ed espressioni del protagonista. Su questo elemento si costruisce gran parte dell'identità di Darwin's Paradox, che mette sullo schermo un'ambientazione interessante e un personaggio carismatico, salvo però non sviluppare appieno il potenziale narrativo con una conclusione un po' affrettata.

Conclusioni

Versione testata Xbox Series X
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 24,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori
ND
Il tuo voto

È sempre piacevole tornare a una meccanica di gioco classica come il platform 2D, e in questo caso l'esperienza è arricchita anche da una caratterizzazione accattivante, con un protagonista veramente irresistibile. È apprezzabile anche il modo in cui ZDT ha tentato di incastrare le caratteristiche del gioco a piattaforme con puzzle e fasi stealth, sebbene senza riuscire a brillare particolarmente in questi ultimi due elementi, che risultano un po' abbozzati, con enigmi semplici o, al contrario, momenti di infiltrazione un po' snervanti. Come platform, Darwin's Paradox funziona però molto bene, e nel complesso è un'esperienza davvero piacevole, che scorre via forse un po' troppo velocemente ma lascia un buon ricordo, in attesa di un possibile seguito che possa arricchirla e concluderla a modo.

PRO

  • L'azione a piattaforme funziona bene e la varietà di situazioni è notevole
  • Caratterizzazione davvero ben costruita, con un protagonista carismatico
  • Un platform 2D dallo spirito scanzonato

CONTRO

  • Il trial and error porta a sessioni ripetute che possono risultare fastidiose
  • I puzzle sono fin troppo semplici
  • Un po' breve, con cliffhanger finale che lascia perplessi