È facilissimo farsi risucchiare dal vortice dei saldi di Steam, finendo per acquistare molti più giochi di quanti si abbia effettivamente il tempo, o la reale intenzione, di giocare. Eppure, se pensate che la vostra libreria a tre o quattro cifre sia fuori controllo, preparatevi a ricredervi: secondo gli ultimi dati di SteamDB, ci sono almeno 120 persone al mondo che possiedono collezioni da 20.000 giochi in su.
In cima a questa singolare classifica dei collezionisti compulsivi (le cosiddette "balene" di Steam) svetta un utente di nome Sonix. La sua libreria vanta la bellezza di 43.085 titoli, per un valore commerciale che ai prezzi odierni sfiora i 750.000 dollari. E non è solo: ad oggi, sono tre i videogiocatori ad aver superato la mostruosa soglia dei 40.000 giochi, un traguardo che lo stesso Sonix aveva tagliato per primo nel settembre dello scorso anno.
Acquistati per non essere nemmeno avviati
Per far capire quanto siano surreali queste cifre, basta un po' di matematica. Per giocare l'intera collezione di 40.000 titoli servirebbero sette anni ininterrotti, giorno e notte. Calcolando un più realistico "impegno" di 8 ore al giorno, ci vorrebbero 21 anni. Ancora più assurdo: se ipotizzassimo di impiegare un solo minuto per acquistare ogni singolo gioco, lavorando per 8 ore al giorno servirebbero tre mesi interi solo per cliccare su "compra" e costruire la libreria.
Ma come si comportano questi accumulatori seriali? Il profilo dell'utente al 120° posto, il giapponese "Cheltan" (su Steam da oltre 17 anni), ci offre uno spaccato interessante. Dei suoi 20.005 giochi (dal valore di circa 148.500 dollari) ne ha effettivamente avviati "solo" 8.732. Il suo tempo di gioco medio è di 4,7 ore per titolo. Evidentemente, Cheltan ha fatto incetta di sconti e bundle, pagando ogni gioco in media 7,47 dollari e portando il costo orario del suo intrattenimento a soli 0,92 dollari.
Numeri titanici a parte, il meccanismo psicologico alla base è lo stesso per tutti. Moltissimi videogiocatori ammettono di avere centinaia di giochi in libreria di cui ignorano l'esistenza. Tra offerte irrinunciabili, bundle chilometrici e acquisti su siti di chiavi di terze parti (che, a differenza dello store ufficiale di Steam, non avvisano se si possiede già una copia del titolo), finire per comprare accidentalmente due volte lo stesso gioco solo perché è in super sconto è un "incidente di percorso" molto più comune di quanto si possa pensare.