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Su Beast of Reincarnation lavora un piccolo team, Game Freak sta collaborando con molti studi esterni

Game Freak sta sviluppando Beast of Reincarnation con un team interno relativamente piccolo, supportato però da numerosi studi esterni che contribuiscono alla realizzazione del progetto.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   23/01/2026
Lo scontro con una belva di Beast of Reincarnation

Kota Furushima, game director di Beast of Reincarnation, il nuovo progetto degli autori della serie Pokémon, ha svelato che Game Freak si sta affidando in modo significativo alla collaborazione con numerosi studi partner esterni.

Il titolo è stato uno dei protagonisti dell'Xbox Developer Direct, dove è stata mostrata una lunga presentazione dell'action GDR. Sulla carta, il gioco ha tutte le potenzialità per diventare uno dei progetti più interessanti dell'anno, e molti spettatori sono rimasti colpiti soprattutto dal comparto grafico, un aspetto che, nel caso dei giochi Pokémon, è spesso oggetto di critiche per via della loro arretratezza tecnica.

Le parole di Furushima

"Il team è piuttosto numeroso, come potete immaginare, ma ci tengo a sottolineare che non è composto solo da persone interne a Game Freak", ha dichiarato Furushima in un'intervista con IGN. "Siamo riusciti a coinvolgere molte aziende partner con cui collaborare, compagnie e studi in grado di realizzare la visione che avevamo per questo gioco. Siamo quindi fortunati ad avere anche un gran numero di persone esterne che stanno lavorando con noi".

Il director di Beast of Reincarnation spiega perché è ambientato in Giappone Il director di Beast of Reincarnation spiega perché è ambientato in Giappone

Precisiamo che, dopo la pubblicazione dell'intervista, l'ufficio PR di Game Freak ha contattato IGN per chiarire che il team interno è in realtà "relativamente piccolo", pur mantenendo un ruolo centrale nella direzione e nella gestione del progetto.

L'outsourcing di parti dello sviluppo è una pratica comune nell'industria videoludica, anche se non esiste una regola universale: alcuni studi lo utilizzano molto, altri in misura minore. Un esempio recente è Sandfall Interactive: il team dietro l'acclamato Clair Obscur: Expedition 33 era composto da sole 30-40 persone, con numerosi elementi del gioco affidati a team esterni.