In base a varie rilevazioni, sembra che Sony di recente abbia venduto centinaia di brevetti legati alla realtà virtuale a Meta, facendo pensare che la compagnia stia abbandonando il campo e riducendo drasticamente gli investimenti in PlayStation VR.
In effetti, la cosa non stupirebbe più di tanto considerando la forte riduzione nel supporto per la sua periferica rilevata di recente, ma il trasferimento di ben 419 brevetti globali sulla realtà virtuale a una concorrente diretta in quest'ambito come Meta fa pensare a un vero e proprio abbandono.
Per la precisione, ZDNet Korea riferisce che è già avvenuto il trasferimento di 43 brevetti registrati sul mercato americano da Sony a Meta, avvenuto tra giugno e settembre di quest'anno, ma molti altri sono previsti nel prossimo futuro, arrivando a un totale di 419.
Un segnale piuttosto esplicito
I brevetti in questione coprono numerosi aspetti tecnologici sullo sviluppo e gestione di visori e dispositivi vari che comprendono realtà virtuale, aumentata e mista, con elementi che riguardano il modo in cui vengono processati i dati, le tipologie di lenti e numerosi elementi tecnici specifici sull'hardware.
Stando ai documenti rintracciati da ZDNet sull'accordo tra le due compagnie, che risale a dicembre 2025, il totale ammonta a 419 brevetti di cui 180 presenti nel territorio USA e altri 239 distribuiti fra Giappone, Cina, Corea, Europa e altre aree.
Sembra abbastanza chiaro che Sony abbia intenzione di ridurre parecchio il suo impegno nell'ambito "XR" a questo punto, sia sul fronte dei videogiochi che in termini tecnologici in generale, con le conoscenze e i diritti sulle tecnologie che vengono trasferiti a Meta, la quale sembra invece voler continuare a investire su questo fronte.
Per quanto riguarda il VR e i videogiochi nello specifico, il calo di interesse da parte di Sony appare alquanto palese: dopo un buon inizio con PlayStation VR su PS4, il nuovo PlayStation VR2 non è riuscito a raggiungere i risultati sperati, senza arrivare a sfondare nell'ampio pubblico di PS5.
Da parte sua, Sony ha diminuito progressivamente il supporto fino a renderlo decisamente marginale nella sua offerta videoludica, tutti elementi che fanno pensare alla fine di un'era in PlayStation.