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Sony afferma che non venderà PS6 in perdita, dopo l'emersione degli altissimi costi di produzione potenziali

Durante una recente sessione di domande e risposte, i vertici di Sony hanno chiarito la posizione dell'azienda in merito all'aumento dei costi dei componenti e alle future politiche di prezzo.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   29/06/2026
Una foto di PS5

Sony è intervenuta sul tema del costante aumento dei costi dei componenti elettronici, in particolare la RAM, precisando che non rientra nei piani aziendali vendere hardware in perdita, pur mantenendo un attento monitoraggio delle dinamiche di mercato.

La dichiarazione è emersa durante una recente sessione di domande e risposte relativa alla divisione Game & Network Services dell'azienda e segue la voce sugli altissimi costi produttivi di PlayStation 6, che potrebbero presto sforare i 1.000 dollari per unità. Per l'occasione, è stato chiesto ai dirigenti un aggiornamento sulle attuali strategie relative ai prezzi e alla redditività dell'hardware. Facendo esplicito riferimento alla "piattaforma di prossima generazione", è stato domandato se fosse ragionevole presumere che la politica dei prezzi avrebbe continuato a dare priorità alla redditività, come avviene oggi.

Nelle trascrizioni ufficiali, Sony ha ribadito che l'hardware rappresenta una delle componenti più importanti dell'esperienza videoludica e che l'obiettivo è far sì che gli utenti ne riconoscano il valore.

PlayStation 5
PlayStation 5

"In primo luogo, consideriamo l'hardware come la base per fornire l'esperienza di gioco e, offrendo prodotti come il PlayStation Portal Remote Player, miriamo a fornire esperienze adattate agli stili di gioco degli utenti al di fuori del salotto, che è tradizionalmente considerato l'ambiente di utilizzo principale", ha risposto la società.

Sulla questione economica, i vertici hanno aggiunto: "Per quanto riguarda i prezzi, non è realistico per noi assorbire tutti gli aumenti dei costi dei componenti, e abbiamo già implementato alcuni aumenti di prezzo al di fuori del Giappone. Al momento, tuttavia, le vendite procedono come previsto e non riteniamo che ciò abbia portato a un calo della domanda da parte dei clienti".

La posizione dell'azienda sulla marginalità è stata delineata con chiarezza: "In linea di principio, non intendiamo vendere l'hardware in forte perdita. Al contempo, stiamo monitorando attentamente il mercato e continuando a valutare il nostro approccio. Riteniamo sia importante fare ogni sforzo per assicurarci che i clienti comprendano appieno il valore che forniamo in relazione al prezzo". Attualmente, la carenza di memorie RAM e di archiviazione - e il conseguente aumento dei costi - ha già provocato rincari hardware non solo per Sony, ma anche per aziende come Microsoft, Nintendo, Apple e Valve.

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