Tra le domande e risposte emerse durante la conferenza con gli azionisti, Sony ha anche riferito di non aver intenzione di vendere console in "perdita significativa", cosa che potrebbe rafforzare le paure sul possibile prezzo alto di PS6, già emerse in precedenza.
Come abbiamo visto anche nei giorni scorsi, le voci parlano di un costo di produzione decisamente alto per PS6, il cui "BOM", ovvero il prezzo di acquisto dei componenti hardware per l'assemblaggio, sarebbe aumentato di almeno 200 dollari negli ultimi mesi rispetto a una previsione iniziale di circa 760$.
Questo farebbe pensare a un costo di produzione vicino già ai 1000 dollari, che potrebbe tradursi in un prezzo al pubblico altrettanto alto, intorno a tale quota.
Un'attenta gestione dei costi
L'idea è che Sony possa pensare a vendere la console in perdita, come spesso succede al lancio delle nuove macchine: tuttavia, i costi sono diventati importanti e sembra che Sony non abbia intenzione di assorbire grandi perdite per ogni console venduta.
"In linea di principio, non intendiamo vendere hardware subendo perdite significative", ha riferito il portavoce di Sony per quanto riguarda la questione.
"Allo stesso tempo, stiamo monitorando attentamente il mercato e continuiamo a valutare la nostra strategia", cosa che prevede chiaramente anche una rimodulazione del prezzo eventualmente a distanza di mesi, come sta accadendo con PS5.
D'altra parte, la questione potrebbe riferirsi anche semplicemente proprio alla gestione di PS5, che si sta dimostrando già complessa su questo punto di vista considerando i continui aggiustamenti sul prezzo al rialzo visti progressivamente in questa generazione.
È ancora presto per fare previsioni precise su cosa succederà con PS6, ed è anche possibile che il lancio della console possa essere posticipato fino al 2029, secondo alcuni analisti.
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