Il game director Konrad Tomaszkiewicz ha detto che il sequel di The Blood of Dawnwalker potrebbe non avere un timer, andando dunque ad accantonare una delle caratteristiche centrali del titolo d'esordio di Rebel Wolves.
Come saprete, infatti, il protagonista del gioco si trova ad avere a disposizione trenta giorni e trenta notti per liberare la sua famiglia, ostaggio di un gruppo di vampiri, e in questo lasso di tempo deve scegliere quali missioni affrontare, lasciandone inevitabilmente alcune da parte.
Qualcuno ha criticato questo approccio, e così per il prossimo capitolo gli autori stanno valutando di rivederlo, chiaramente in base alle esigenze di una nuova storia. "A essere onesti non abbiamo ancora deciso", ha spiegato Tomaszkiewicz.
"Se avremo delle parti della storia, o l'intera storia, a cui questo sistema si adatta, allora lo utilizzeremo. Se avremo delle storie a cui non si adatta, non lo forzeremo", ha continuato il game director di The Blood of Dawnwalker.
"Giocheremo con questo meccanismo e proveremo a utilizzarlo per aumentare il senso di urgenza di alcuni eventi. Tuttavia non sto dicendo che in ogni gioco avremo lo stesso schema o lo stesso ciclo: non funziona così."
Un debutto di successo
The Blood of Dawnwalker ha venduto oltre un milione di copie al lancio, a conferma del successo di un progetto che ha convinto un gran numero di persone e continua a macinare numeri importanti, a giudicare dalle varie classifiche.
Sarà dunque molto interessante vedere in che direzione si muoverà Rebel Wolves per il prossimo capitolo della saga, se ci sarà un'evoluzione anche tecnica dell'esperienza e quali novità verranno introdotte, al di là dei discorsi relativi al timer.