Il gioco di sopravvivenza Rust ha molte qualità, ma ha anche un grande problema: i bari. C'è una intera comunità di "cheater" contro la quale gli autori hanno lottato per lungo tempo. Ora, il team ha deciso di inserire nuovi sistemi di sicurezza, noti nel mondo videoludico: Secure Boot e Trusted Platform Module (TPM). L'informazione arriva da Alistair McFarlane, COO di Facepunch, che ha pubblicato un post sui social media spiegando cosa accadrà.
Cosa succederà a Rust
Come potete vedere nel post qui sotto, McFarlane ha scritto: "Stiamo continuando a rafforzare le nostre iniziative anti-cheat. A partire da marzo, i proprietari dei server potranno attivare [gli anti-cheat] e consentire le connessioni solo ai giocatori che hanno Secure Boot e TPM 2.0 attivati."
Ovviamente la reazione non è del tutto positiva, ma non solo da parte dei bari. McFarlane infatti aggiunge: "Sappiamo che non tutti dispongono di hardware che supporti Secure Boot o TPM 2.0, ed è per questo che inizialmente stiamo adottando questo approccio intermedio."
Ciò detto, questi sistemi stanno via via diventando sempre più accessibili quindi "questa opzione verrà resa disponibile come impostazione facoltativa per i proprietari dei server, ma nel tempo analizzeremo le metriche e prevediamo di renderla obbligatoria su tutti i server. I tassi di adozione di Secure Boot e TPM 2.0 sono ormai significativamente più alti e continuano a crescere: stanno diventando sempre più uno standard nei giochi multiplayer competitivi."
Voi cosa ne pensate? Vari giochi devono combattere contro i giocatori disonesti, c'è chi dice che ARC Raiders ha un grosso problema con i bari: "Il 50% delle lobby è composto da cheater".