Prestando fede al loro nome, i brainrot stanno creando grossi problemi in Giappone, dove stanno avendo un successo enorme, soprattutto tra i più giovani. Termini come "Italian brainrot" sono entrati nel linguaggio comune dei bambini delle elementari, al punto da figurare tra le parole più in voga dell'anno. Personaggi come Tung Tung Tung Sahur e Ballerina Capuccina circolano su TikTok e YouTube facendo numeri da capogiro, e la casa editrice Kadokawa ha annunciato la pubblicazione di enciclopedie per ragazzi interamente dedicate a questi personaggi, che ricordiamo essere stati creati con l'intelligenza artificiale.
Sull'onda di questa ondata d'interesse ha guadagnato terreno anche Steal a Brainrot, un mini-gioco di Roblox incentrato sul furto di personaggi collezionabili ispirati proprio ai meme Brainrot. Ed è qui che il fenomeno ha cominciato a mostrare i suoi lati problematici.
Secondo quanto riportato dalla rivista AERA with Kids di Asahi Shimbun, tra bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie si stanno verificando episodi preoccupanti legati al gioco. Le tensioni nate nello stesso, che comprendono furti di oggetti virtuali e insulti online, si stanno trasferendo nella vita reale, sfociando in accese discussioni verbali e, in qualche caso, in vere e proprie risse: uno dei genitori intervistati ha raccontato di un bambino quasi spinto giù per le scale a seguito di una lite originata nel gioco.
A complicare il quadro ci sono gli orari degli eventi internazionali, che in Giappone ricadono spesso tra le tre e le quattro di notte, inducendo molti ragazzi a rinunciare al sonno pur di parteciparvi. Non mancano poi questioni di natura economica: tra gli studenti più grandi, oggetti rari del gioco vengono scambiati o venduti tramite app, a volte per cifre di diverse migliaia di yen.
Le reazioni online al fenomeno sono contrastanti. C'è chi minimizza, ricordando che conflitti simili esistevano già ai tempi del Famicom, e chi sposta il problema sul piano educativo, sostenendo che la questione riguarda il modo in cui si formano oggi i valori etici dei bambini, indipendentemente dal gioco specifico. Ma in molti indicano nei meccanismi delle piattaforme sempre connesse, tra eventi a tempo limitato, microtransazioni continue, sistemi di monetizzazione aggressivi, un fattore che amplifica tensioni e dipendenze. "Nuovi oggetti, nuovo equipaggiamento, microtransazione dopo microtransazione... è ovvio che i problemi arrivino", ha commentato un intervistato.
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