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Quando Sony presentò PSP, un amico di Nintendo scrisse al presidente: "Bastardi"

La presentazione di PSP nel 2004 colpì anche Nintendo, almeno secondo il ricordo di Shawn Layden, ex dirigente PlayStation.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   08/10/2026
Un modello di PSP

La rivalità tra Sony e Nintendo nel mercato portatile ha vissuto degli anni particolarmente intensi, soprattutto con l'arrivo di PSP, presentata da Sony nei primi anni Duemila come una sorta di Walkman del XXI secolo. A distanza di anni, Shawn Layden, ex dirigente di PlayStation, ha raccontato un curioso retroscena sulla reazione interna avuta dalla casa di Mario quando la nuova console portatile venne mostrata per la prima volta.

Bastardi!

Intervenuto al podcast The Expansion Pass, Layden ha ricordato di aver ricevuto un messaggio da un suo amico che all'epoca lavorava proprio per Nintendo... decisamente sintetico, visto che si limitò a scrivere: "Bastardi". Layden racconta di aver risposto scherzosamente: "Ehi, fratello, sai com'è, sono solo affari e divertimento!".

L'aneddoto è interessante anche perché ribalta una vecchia storia legata al Game Boy. Secondo un racconto mai completamente verificato, un dirigente Sony avrebbe reagito con irritazione alla vista della console portatile di Nintendo, chiedendo ai propri ingegneri perché un prodotto del genere non fosse stato realizzato da Sony, considerando il successo ottenuto dall'azienda con Walkman e Discman.

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PSP riuscì effettivamente a imporsi sul mercato, anche se non raggiunse i numeri di Nintendo DS. La console Sony ha venduto circa 76,4 milioni di unità nel mondo nel suo intero ciclo di vita, mentre il portatile con doppio schermo arrivò a circa 154 milioni. Insomma, Nintendo dominò comunque la generazione, anche se va detto che PSP fu molto apprezzata, soprattutto in Giappone.

Ritorno alle portatili?

Layden ha poi affrontato la questione del ritorno di Sony alle console portatili. Secondo l'ex dirigente, se PlayStation dovesse davvero tornare a concentrarsi sull'ambito handheld, potrebbe essere necessario adottare una struttura organizzativa differente rispetto al passato.

"Si può sostenere che, se Sony dovesse tornare nel settore delle console portatili, potrebbe quasi essere necessario creare un'azienda separata che se ne occupi. Il suo unico obiettivo sarebbe quello, invece di avere un unico budget per il marketing da distribuire tra console portatile, console e software", ha spiegato Layden.

Il problema, secondo lui, è anche quello di evitare di riproporre semplicemente l'esperienza delle console domestiche su uno schermo più piccolo. L'esempio della PS Vita è particolarmente centrato: Layden ritiene che Sony non abbia compreso fino in fondo come posizionare il dispositivo e quale tipo di esperienza offrire.

PS Vita
PS Vita

"Una delle cose che Nintendo ha sempre capito, e che noi abbiamo impiegato un po' di tempo a comprendere, è che le persone vogliono semplicemente una buona esperienza portatile da una console portatile. Non vogliono necessariamente replicare un'esperienza da console da salotto".

Layden cita in particolare alcuni dei primi giochi sviluppati per Vita, osservando come fosse complicato trasferire su un dispositivo del genere generi pensati per l'hardware domestico. "Cercare di proporre uno sparatutto in terza persona su Vita non era semplice", ha ricordato.

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