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OpenAI, possibile azione legale contro Apple: integrazione di ChatGPT su iOS ritenuta insufficiente e meno efficace del previsto

OpenAI non sarebbe soddisfatta dei risultati ottenuti dall'integrazione di ChatGPT su iOS, giudicata troppo elementare e limitata, mentre l'arrivo di Gemini e Claude potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   15/05/2026
Apple e OpenAI

Quando Apple aveva annunciato l'integrazione di ChatGPT su iOS nel 2024, OpenAI si aspettava un'impennata significativa degli abbonati, oltre a una profonda integrazione nell'ecosistema Apple. Stando ad alcune indiscrezioni, però, i risultati sarebbero stati particolarmente deludenti. Più precisamente, gli utenti preferirebbero l'app autonoma di ChatGPT, piuttosto che utilizzare la piattaforma tramite Siri. Vediamo meglio i dettagli.

Risultati deludenti

A riportare queste informazioni è stato Mark Gurman di Bloomberg. Se inizialmente ci si aspettava una partnership in grado di generare miliardi di dollari all'anno, l'iniziativa si è rivelata un "fallimento", almeno secondo quanto riportato. Come vi abbiamo anticipato, l'integrazione di ChatGPT su iOS è stata ritenuta meno efficace del previsto, dato che gli utenti preferiscono continuare a usare l'app autonoma della piattaforma.

Secondo i dirigenti di OpenAI, stando alle informazioni riportate, l'implementazione di Apple sarebbe troppo elementare e limitata. Più precisamente, agli utenti viene richiesto di richiamare specificamente "ChatGPT", con i risultati che vengono visualizzati in finestre piccole e poco visibili.

ChatGPT
ChatGPT

Un dirigente anonimo avrebbe dichiarato: "Dal punto di vista del prodotto, abbiamo fatto tutto il possibile", aggiungendo che Apple non ha compiuto uno "sforzo sincero" per promuovere l'integrazione. Cosa accadrà, ora? A quanto pare, OpenAI ha già incaricato uno studio legale esterno di valutare le possibili opzioni, tra cui una notifica formale di violazione contrattuale. L'obiettivo sarebbe quello di risolvere la questione in via extragiudiziale, ma le cose potrebbero complicarsi con l'arrivo di iOS 27 e le integrazioni con chatbot concorrenti come Gemini e Claude.

Il punto di vista di Apple

Apple, a sua volta, sembrerebbe nutrire risentimenti nei confronti di OpenAI, secondo quanto riportato da Gurman. Nel mirino restano le preoccupazioni legate agli standard di privacy, uno dei principali fattori che avrebbe spinto l'azienda di Cupertino a diversificare i fornitori dei propri modelli di intelligenza artificiale.

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Pare, inoltre, che i dirigenti di Apple siano "furiosi da oltre un anno" per l'aggressiva campagna di reclutamento condotta da OpenAI nei confronti dei suoi ingegneri hardware. A peggiorare la situazione è stata l'acquisizione di OpenAI nei confronti di una startup di dispositivi co-fondata da Jony Ive, ex capo del design di Apple. Non ci resta che attendere ulteriori informazioni sulla questione.

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