OpenAI non sembra intenzionata a limitarsi allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale e servizi software. Secondo indiscrezioni provenienti dall'Asia, l'azienda starebbe costruendo una strategia hardware articolata, pensata per integrare dispositivi fisici, componenti proprietari e infrastruttura cloud.
La direzione appare chiara: creare un ecosistema chiuso, in cui hardware e software siano progettati per funzionare insieme, riducendo la dipendenza da piattaforme esterne e rafforzando il legame tra utenti e servizi OpenAI. In questo quadro si inseriscono Gumdrop e Sweetpea: vediamo di cosa dovrebbe trattarsi.
Uno dei progetti più avanzati dovrebbe essere quello degli auricolari intelligenti con nome in codice "Sweetpea". Secondo fonti taiwanesi, si tratterebbe di earbuds fortemente orientati all'elaborazione IA, con una combinazione di calcolo locale e supporto cloud. Il cuore hardware sarebbe un chip Samsung Exynos realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, destinato a gestire parte delle operazioni direttamente sul dispositivo. Non è chiaro quale variante Exynos verrebbe utilizzata. Samsung si prepara infatti a introdurre nuove generazioni di SoC a 2 nm, a partire da Exynos 2600 e, successivamente, Exynos 2700, entrambe caratterizzate da miglioramenti sul fronte delle prestazioni, dell'efficienza energetica e del supporto alle memorie di nuova generazione. L'adozione di un chip così avanzato suggerisce ambizioni elevate, pur in un prodotto che continuerebbe a fare forte affidamento sull'elaborazione remota.
Parallelamente, OpenAI starebbe sviluppando un altro dispositivo consumer noto internamente come "Gumdrop". Il prodotto avrebbe dimensioni simili a un iPod Shuffle e sarebbe completamente privo di schermo. L'interazione avverrebbe tramite sensori, microfoni e fotocamere, con un approccio basato sulla consapevolezza del contesto e sull'uso della voce.
Questo dispositivo sarebbe in grado di eseguire modelli AI ottimizzati in locale, demandando al cloud le operazioni più complesse. Tra le funzioni ipotizzate figurano la conversione di appunti scritti a mano in testo digitale e l'invio diretto dei contenuti a ChatGPT, oltre alla comunicazione con altri dispositivi. L'uscita sarebbe previsto non prima della fine del 2026.
Sul fronte infrastrutturale, OpenAI continuerebbe inoltre la collaborazione con Broadcom per lo sviluppo di ASIC dedicati all'intelligenza artificiale. Il chip, nome in codice "Titan", verrebbe prodotto da TSMC con processo a 3 nanometri e dovrebbe arrivare entro la fine del 2026. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle GPU NVIDIA e rafforzare la posizione negoziale dell'azienda.
Una seconda generazione, Titan 2, sarebbe già in fase di pianificazione e dovrebbe sfruttare il processo TSMC A16, promettendo un significativo salto prestazionale.