Secondo una citazione in giudizio, Nintendo of America sta facendo causa al governo degli Stati Uniti d'America. Il motivo? Le tariffe internazionali imposte dal Presidente Donald Trump.
Ricordiamo che la Corte Suprema ha annullato i dazi il 20 febbraio, ma Trump ha promesso di imporne di nuovi, pari al 15%, su molte importazioni globali. Ad oggi, ventiquattro Stati hanno intentato causa contro i nuovi dazi. Anche più di 1.000 aziende hanno citato in giudizio il governo degli Stati Uniti per quella che definiscono un'attuazione illegale di tali tariffe.
I dettagli sulla causa legale
Gli avvocati di Nintendo of America citano in giudizio il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e il Segretario del Tesoro Scott Bessent; il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti e l'ex Segretario della Sicurezza Interna Kristi Noem; l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti e il Rappresentante per il Commercio Jamieson Greer; la U.S. Customs and Border Protection e il Commissario Rodney Scott; nonché il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e il Segretario del Commercio Howard Lutnick.
La causa di Nintendo of America mira in gran parte a ottenere il rimborso dei dazi precedentemente imposti che la Corte Suprema ha annullato. "Questa azione riguarda l'avvio e la gestione, da parte dei convenuti, di misure commerciali illegittime che hanno portato, fino a oggi, alla riscossione di oltre 200 miliardi di dollari in dazi sulle importazioni provenienti da quasi tutti i Paesi", scrivono i legali nell'atto.
Nintendo ha dovuto subire le precedenti tariffe proprio quando si stava preparando a distribuire Nintendo Switch 2. La compagnia ha anche dovuto rimandare le prenotazioni della console dopo che i dazi furono annunciati, per comprendere cosa stesse accadendo e come adeguare la propria strategia. La console non aumentò di prezzo, ma gli accessori sì.
Secondo Nintendo, nonostante i numerosi ricorsi legali, l'amministrazione Trump ha continuato a imporre i dazi. Secondo i legali di Nintendo, ciò costituisce una violazione dell'International Emergency Economic Powers Act del 1977, motivo per cui l'azienda avrebbe diritto al rimborso dei dazi pagati a partire dal febbraio 2025. "Tutti i dazi riscossi ai sensi delle imposte IEEPA devono essere rimborsati con gli interessi", scrivono gli avvocati. Essi affermano inoltre che il governo ha "ammesso questo punto" in altri documenti processuali.
Nessuna delle parti coinvolte ha pubblicamente commentato la causa, al momento della scrittura. Segnaliamo infine che Trump è "estremamente popolare tra i videogiocatori" dice la Casa Bianca, nonostante dazi e aumento di prezzi.