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Meta ha perso, ma la multa è di soli 375 milioni di dollari per non aver tutelato abbastanza i minori

Una giuria del New Mexico ha condannato Meta a pagare una multa da 375 milioni di dollari per pratiche ingannevoli e rischi per i minori.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   25/03/2026
Mark Zuckerberg di Meta

Una giuria del New Mexico ha stabilito che Meta Platforms ha violato la normativa statale sulla protezione dei consumatori. Il procedimento nasce da un'azione legale promossa dal procuratore generale dello Stato, che ha accusato la società di aver fornito informazioni fuorvianti sulla sicurezza delle proprie piattaforme e di non aver adottato misure adeguate contro lo sfruttamento minorile online.

Al centro della causa ci sono i social della compagnia, ovvero Facebook, Instagram e WhatsApp. Secondo l'accusa, questi strumenti avrebbero consentito a soggetti pericolosi di entrare in contatto con utenti minorenni, facilitando dinamiche che in alcuni casi si sarebbero tradotte in abusi reali.

La decisione della giuria del New Mexico

Dopo meno di un giorno di deliberazione, la giuria ha riconosciuto la responsabilità dell'azienda, imponendo una sanzione civile pari a 375 milioni di dollari, circa 345 milioni di euro. Si tratta della prima volta in cui una giuria si esprime in modo diretto su accuse di questo tipo nei confronti di Meta, che negli ultimi anni si trova ad affrontare numerosi procedimenti legati all'impatto delle piattaforme sulla salute mentale dei giovani.

Mark Zuckerberg fotografato all'esterno del tribunale durante il procedimento legale contro Meta
Mark Zuckerberg fotografato all'esterno del tribunale durante il procedimento legale contro Meta

La società ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso, sottolineando le difficoltà legate all'individuazione e alla rimozione di contenuti dannosi e attori malevoli. Le autorità del New Mexico hanno invece definito il verdetto un passaggio significativo, evidenziando la necessità di responsabilizzare le grandi aziende tecnologiche rispetto alla gestione dei rischi online.

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Il processo, durato sei settimane e concluso a Santa Fe, ha messo in luce criticità strutturali nella moderazione dei contenuti e nella protezione degli utenti più vulnerabili. Secondo l'accusa, per anni non sarebbero state adottate misure sufficienti per prevenire contatti tra adulti e minori con finalità illecite.

Una seconda fase del procedimento è prevista per maggio, quando verranno valutate eventuali modifiche obbligatorie alle piattaforme e possibili sanzioni aggiuntive. In origine lo Stato aveva richiesto danni per oltre 2 miliardi di dollari, circa 1,84 miliardi di euro. Nonostante il ridimensionamento della sanzione, il caso potrebbe comunque avere ripercussioni anche su altri procedimenti simili e contribuire a ridefinire gli standard di responsabilità per i servizi online rivolti a un pubblico globale.

Voi che cosa ne pensate? Diteci la vostra nei commenti qua sotto. Intanto in Australia bisognerà dimostrare di essere diciottenni anche per giocare a titoli come Grand Theft Auto Online.