Ubisoft Barcellona procederà al licenziamento di 51 persone, come già annunciato nei giorni scorsi, nonostante il successo di Assassin's Creed: Black Flag Resynced, che lo studio catalano ha contribuito a realizzare insieme a diverse altre divisioni internazionali.
A quanto pare diversi sviluppatori sono convinti che i tagli fossero già stati decisi da tempo, e che dunque l'eventuale riuscita commerciale del remake - che è stato accolto molto bene a livello di critica e prenotazioni - non avrebbe cambiato la situazione in alcun modo.
Stando alle fonti di Tom Henderson, solitamente Ubisoft assegna ai propri team un nuovo incarico prima ancora del completamento dell'attuale, talvolta con un anno di anticipo, ma nel caso di Ubisoft Barcellona non erano arrivate indicazioni simili e ciò ha inevitabilmente destato preoccupazione.
Preoccupazione che ha trovato purtroppo conferma al termine dei lavori su Black Flag Resynced, quando il team è stato sciolto e sono appunto stati annunciati cinquantuno licenziamenti.
Non è un caso isolato
Mentre Assassin's Creed: Black Flag Resynced viene definito uno dei migliori remake di sempre, alcune delle persone che hanno lavorato perché il gioco raggiungesse questo risultato perderanno dunque il proprio impiego, nell'ambito di quello che tuttavia sembra non essere un caso isolato bensì un problema più ampio.
"Questi licenziamenti si inseriscono nel contesto più ampio di una serie di problemi sul posto di lavoro che continuano da tempo", ha infatti spiegato un dipendente di Ubisoft ai microfoni di Insider Gaming. "Non si tratta di un episodio isolato."
"Riflette un modello di continui maltrattamenti, perdita di talenti, uscite forzate dovute all'erosione dei diritti dei lavoratori e una cultura manageriale sempre più verticistica che lascia ai dipendenti pochissima voce nelle decisioni che riguardano il loro lavoro."