Xbox Game Pass era nato con un'idea diversa, quella di offrire agli abbonati un ampio catalogo di giochi più datati anziché le ultime uscite, e alcuni ex Microsoft hanno rivelato ai microfoni di Bloomberg che il suo lancio è stato osteggiato internamente.
Secondo questa ricostruzione, c'è stato chi nella casa di Redmond ha avvertito i vertici che "rendere disponibili fin dal day one giochi molto richiesti e caratterizzati da budget elevati avrebbe potuto svalutarne il valore e cannibalizzare le vendite delle copie acquistate singolarmente a prezzo pieno."
Le testimonianze di cinque ex dipendenti rivelano che "si è trattato di una decisione molto controversa all'interno dell'azienda. Quando Game Pass è stato lanciato, infatti, il suo scopo era valorizzare i giochi del back catalogue che non riuscivano più a raggiungere nuovi giocatori, non quello di offrire i blockbuster a una frazione del loro prezzo."
L'esempio più eclatante è quello di Call of Duty, che veniva venduto a 70 dollari prima di approdare su Game Pass: la scelta di includerlo nel catalogo sembra abbia determinato una perdita di oltre 300 milioni di dollari di vendite fra Xbox e PC.
Un servizio che non è mai decollato
Come riportato di recente, Xbox Game Pass sarebbe ancora fermo a circa 30 milioni di abbonati, meno di quanto Microsoft stessa aveva annunciato nel 2024, probabilmente per via degli aumenti di prezzo che hanno fatto perdere parecchi iscritti al servizio.
Due ex dipendenti hanno riferito a Bloomberg che "all'interno dell'azienda cresceva da tempo la preoccupazione che il numero di abbonati a Game Pass avesse ormai raggiunto il proprio picco", dopodiché c'è stata l'appena citata questione relativa all'aumento di prezzo, che ha avuto ripercussioni drammatiche sulla piattaforma.
Secondo le fonti, alla base delle difficoltà di Xbox Game Pass ci sarebbe un problema strutturale: "se da un lato i consumatori sono disposti a pagare un canone mensile a Netflix per accedere in streaming a migliaia di film e serie TV, la maggior parte dei videogiocatori non adotta lo stesso comportamento."
Molti utenti, infatti preferiscono "concentrarsi su pochi titoli preferiti, a cui continuano a giocare nel tempo. Una ricerca di Circana ha mostrato infatti che la maggioranza dei giocatori statunitensi acquista al massimo due videogiochi all'anno, mentre un terzo del mercato non ne compra nemmeno uno."