Negli ultimi giorni è emerso un caso piuttosto insolito: su AliExpress e altri store internazionali è comparso un dispositivo chiamato Lenovo G02, un PC handheld per il retrogaming dal look economico (il prezzo oscilla tra i 60 e gli 80 euro) ma con un marchio estremamente riconoscibile. Il problema? Il dispositivo arriva precaricato con migliaia di ROM ed emulatori, inclusi titoli Nintendo, PlayStation, Sega e altre piattaforme protette da copyright.
Una situazione che ha sollevato immediatamente più di un dubbio: possibile che Lenovo, il più grande produttore di PC al mondo, venda una retro‑console piena di software illegale? Volendo tagliare la testa al toro, la risposta è sì, ma ci sono alcune sfumature che rendono il quadro più complesso.
Un prodotto con licenza… ma non prodotto direttamente da Lenovo
Incuriosito dalla vicenda, il portale Retrododo ha acquistato il dispositivo e contattato Lenovo tramite PR e dipendenti dell'azienda. La sorpresa è arrivata via email: il G02 è effettivamente un prodotto ufficialmente autorizzato, ma destinato al solo mercato cinese e non sviluppato internamente da Lenovo.
"Il dispositivo G02 è prodotto tramite un accordo regionale di licenza del marchio, destinato esclusivamente al mercato cinese, e non fa parte del portfolio globale ufficiale di Lenovo. Di conseguenza, i prodotti sviluppati attraverso questi accordi possono differire dai prodotti Lenovo venduti tramite i canali autorizzati.", recita la mail.
Con questa dichiarazione, il quadro diventa più chiaro: il Lenovo G02 non è un prodotto progettato dall'azienda, ma un dispositivo realizzato da un produttore terzo che utilizza il marchio Lenovo tramite un accordo di licenza regionale. Si tratta di una pratica comune nel mercato cinese, dove i brand più noti concedono il proprio nome a dispositivi economici destinati a segmenti molto specifici.
Ciò non toglie, però, che il G02 venga venduto con una dotazione software che rappresenta una violazione evidente del copyright. La console arriva infatti con migliaia di ROM, emulatori e perfino BIOS preinstallati, coprendo piattaforme come Nintendo DS, Nintendo 64, Game Boy Advance, PlayStation, PSP e Dreamcast.
In Cina la normativa sulla distribuzione di ROM è più sfumata e spesso poco applicata, ma a livello internazionale la questione è molto meno tollerata, soprattutto quando si parla di proprietà intellettuali di aziende come Nintendo, storicamente inflessibile su questi temi. Per quanto Lenovo sostenga che il prodotto sia destinato esclusivamente al mercato cinese, la presenza del marchio sulla scocca lo rende immediatamente riconoscibile. Inoltre, il fatto che il dispositivo sia acquistabile senza difficoltà anche fuori dalla Cina, grazie a negozi online come AliExpress, rende la situazione ancora più delicata.
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