Sega è attualmente oggetto di forti critiche in seguito al lancio di un recente Alternate Reality Game (ARG) dedicato a Sonic the Hedgehog. L'iniziativa, chiamata "Chaos Hunt" e presentata all'inizio di questa settimana, è una campagna di marketing online strutturata come una caccia al tesoro per celebrare il 35° anniversario della serie. L'evento invita i giocatori residenti negli Stati Uniti a cercare gli Smeraldi del Caos, scansionando codici QR in luoghi reali come Venice Beach e Chicago, per poter vincere premi esclusivi. Fin qui niente di strano.
Le polemiche sono emerse quando alcuni utenti hanno analizzato nel dettaglio i termini e le condizioni necessari per partecipare. Iscrivendosi sul sito ufficiale dell'evento, viene richiesto di accettare le clausole di "Community", l'agenzia di marketing che gestisce la campagna.
Nelle note legali viene specificato che i dati degli utenti raccolti "potrebbero essere utilizzati per addestrare e migliorare i nostri modelli di IA proprietari". Il documento rivela inoltre che tali informazioni potrebbero essere impiegate anche da modelli di intelligenza artificiale di terze parti, pur sottolineando che non saranno condivisi i dati personali.
La reazione di una parte degli appassionati è stata molto negativa, com'era lecito attendersi. Su X, l'utente BestJonRobEver ha fatto notare un'incongruenza con il mondo del gioco: "Sono abbastanza sicuro che Sonic dovrebbe essere contro queste modalità di addestramento dell'IA, ma va bene". Sulla stessa linea si pone RikoandTako, che commenta: "Le aziende possono per favore smettere di cercare di inserire l'IA in ogni cosa? Persino per una caccia agli Easter Egg stiamo coinvolgendo l'IA?".
Tuttavia, non sono mancate posizioni più pragmatiche, come quella dell'utente Terminator0245, che ha risposto: "Scollegatevi da Twitter allora, dato che questo sito sta facendo esattamente la stessa cosa". Insomma, i contrasti relativi alle IA generative continuano. Se in Occidente si tratta di una tecnologia che continua a suscitare controversie per questioni di privacy e diritto d'autore, in nazioni come la Corea del Sud e il Giappone (dove Sega ha la sua sede centrale) il pubblico e le aziende non sembrano condividere le stesse preoccupazioni dell'utenza americana o europea. Resta da vedere se, in futuro, l'integrazione dell'IA nelle operazioni di marketing subirà o meno delle limitazioni. In alternativa c'è Emma.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.