La decisione di PlayStation di interrompere la produzione dei dischi nel 2028 potrebbe accelerare la fine del mercato fisico nel settore videoludico, ma la prospettiva non sembra preoccupare il CEO di GameStop, Ryan Cohen. In un'intervista con Bloomberg, il dirigente ha dichiarato che la vendita di giochi nuovi e usati è ormai economicamente irrilevante per l'azienda.
Sebbene GameStop sia storicamente associata ai negozi specializzati nella vendita di copie fisiche, il peso di questo segmento si è ridotto drasticamente negli ultimi anni. Secondo Cohen, oggi il software rappresenta solo circa il 12% del business complessivo, mentre gli oggetti da collezione costituiscono oltre metà delle entrate.
Le parole di Cohen
Alla domanda se un futuro dominato dal digitale possa influenzare la strategia dell'azienda, Cohen è stato diretto: "Non importa, non importa affatto. Il software contava in passato. Oggi il software rappresenta meno del 12% del business, mentre i collezionabili costituiscono oltre metà dell'attività. Quindi è totalmente, completamente irrilevante."
La percentuale citata dal CEO è in linea con gli ultimi dati finanziari pubblicati a maggio, che indicavano ricavi dal software, quindi copie nuove, usate e digitali, pari al 18% del totale.
L'eliminazione dei giochi su disco da parte di PlayStation (e potenzialmente anche di Xbox) avrà inevitabilmente un impatto su GameStop, ma molto meno significativo di quanto molti immaginassero. La diversificazione dell'offerta, portata avanti negli ultimi anni, ha infatti ridotto la dipendenza dell'azienda dal mercato fisico, rendendo la transizione verso un futuro più (o solo) digitale meno traumatica.