6

Kojima e l'IA dopo il caso DLSS 5 in Death Stranding 2: “Non mi piace l'idea, ma diventerà uno standard”

Il dibattito sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei videogiochi coinvolge anche Hideo Kojima, dopo le discussioni suscitate dall'impiego di DLSS 5 su Death Stranding 2.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/10/2026
Un personaggio di Death Stranding 2
Death Stranding 2: On The Beach
Death Stranding 2: On The Beach
Articoli News Video Immagini

Hideo Kojima ha affrontato il tema dell'intelligenza artificiale e del suo crescente impiego nell'industria videoludica, soffermandosi in particolare sul rapporto tra queste tecnologie e le intenzioni artistiche degli autori.

Il discorso arriva anche alla luce delle discussioni suscitate dall'utilizzo di DLSS 5 su Death Stranding 2, che ha portato il game designer a riflettere sui possibili limiti di strumenti capaci di modificare autonomamente l'aspetto di un'opera.

Contrasti

Intervenendo nel podcast Koji10, Kojima ha spiegato di avere un rapporto ambivalente con l'IA. Secondo il designer, alcune applicazioni possono essere utili, soprattutto nel campo del restauro e della conservazione delle opere audiovisive.

"Come creatore, ho sentimenti contrastanti nei confronti di questa tecnologia", ha spiegato Kojima. "L'IA è utile per dare vita a vecchie fotografie o aggiungere loro il colore, giusto? Penso che un giorno potremmo smettere di realizzare remake. Per esempio, ancora oggi i vecchi film vengono restaurati manualmente in 4K. L'IA potrebbe farlo facilmente."

Marvel's Wolverine avrebbe venduto quasi 2 milioni di copie, meglio di Death Stranding 2 e altre esclusive PS5. Marvel's Wolverine avrebbe venduto quasi 2 milioni di copie, meglio di Death Stranding 2 e altre esclusive PS5.

Il problema, secondo Kojima, emerge quando la tecnologia interviene direttamente sulle scelte compiute dall'autore. Un'intelligenza artificiale può facilitare determinate operazioni tecniche, ma non necessariamente comprende le motivazioni artistiche che si trovano dietro una determinata decisione.

"Essendo la persona che ha realizzato l'originale, non vorrei che qualcuno lo modificasse troppo", ha spiegato. "C'era un motivo per cui avevo scelto una determinata illuminazione. Sarebbe diverso se l'IA comprendesse quelle intenzioni."

Il caso di Death Stranding 2 e DLSS 5 sembra aver contribuito a rendere più diretta questa riflessione. Quando gli è stato chiesto cosa pensasse della possibilità che un sistema di IA apportasse autonomamente delle modifiche al suo lavoro, Kojima ha risposto in modo netto: "Non mi piacerebbe. A meno che non fossi io a controllare l'IA nel mio lavoro, sarebbe diverso. Però non lo so."

Il game designer non esclude comunque che l'intelligenza artificiale possa diventare una componente abituale dei processi produttivi. Ha osservato come già oggi il restauro cinematografico e la rimasterizzazione musicale richiedano comunque professionisti e tecnici, che possono utilizzare l'IA per rendere più efficienti alcune operazioni. In futuro, però, una parte crescente di questi compiti potrebbe essere automatizzata

. "Forse alla fine l'IA farà tutto questo automaticamente", ha aggiunto Kojima. "Tra cento anni la risoluzione potrebbe essere ancora più alta. Ma non mi piace molto l'idea."

La posizione espressa dal creatore di Metal Gear non è quindi un rifiuto assoluto della tecnologia, quanto una distinzione tra il suo utilizzo come strumento e la possibilità che assuma un ruolo decisionale nel processo creativo. Per Kojima, il punto centrale resta il controllo dell'autore sulle scelte che definiscono un'opera, soprattutto quando si tratta di elementi come illuminazione, atmosfera e direzione artistica.

Allo stesso tempo, il designer sembra considerare inevitabile la progressiva diffusione dell'IA nei processi di sviluppo e produzione. La questione, almeno dal suo punto di vista, riguarda quindi soprattutto il modo in cui questa tecnologia verrà integrata e quanto spazio continuerà a essere lasciato alle decisioni degli artisti.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.