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Il CEO di Nvidia non teme che l’IA faccia dimenticare la matematica ai bambini: “Non conosco nemmeno il mio indirizzo”

Jensen Huang, CEO di Nvidia, non sembra particolarmente preoccupato dal rischio che l'uso sempre più diffuso dell'intelligenza artificiale porti le persone, soprattutto i più giovani, a perdere alcune competenze di base.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   25/09/2026
Jensen Huang, il capo di Nvidia

Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha affrontato il tema degli effetti collaterali dell'intelligenza artificiale sulle capacità cognitive degli esseri umani, in particolare i più piccoli, durante una recente intervista concessa al New York Times, commentando anche alcune ricerche che evidenziano come gli studenti possano completare più rapidamente i compiti utilizzando strumenti di IA, ma al prezzo di una minore assimilazione delle conoscenze, in particolare quelle matematiche.

Lo ha detto davvero

Secondo Huang, il problema della perdita di competenze di base è reale, ma non necessariamente preoccupante. Interpellato sulla possibilità che i ragazzi stiano progressivamente dimenticando concetti come le tabelline, le divisioni o le radici quadrate, il dirigente ha risposto: "Provate a chiedere a un ragazzo di fare una divisione in colonna oggi. Le tabelline stanno iniziando a essere dimenticate. Fare le radici quadrate, mio Dio. La matematica di base viene dimenticata. È importante? Non credo. Non credo proprio."

Il logo di Nvidia
Il logo di Nvidia

Huang ha quindi messo in discussione l'idea che tutte le competenze tradizionalmente considerate fondamentali debbano necessariamente essere conservate, sostenendo che in futuro potrebbero emergere capacità differenti considerate più utili. A sostegno della propria posizione ha portato anche un esempio personale, spiegando quanto l'uso della tecnologia abbia modificato le sue abitudini.

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"La mia prima confessione: in realtà non conosco il mio indirizzo. È completamente vero... Mia moglie Lori ve lo dirà. Un giorno dovevo fare benzina, qualche anno fa. Mi hanno chiesto il CAP e sono andato nel panico. Non conoscevo il mio CAP. Non conosco il mio numero di telefono. Dimentico queste cose. Posso conviverci." Un racconto sicuramente emozionante e che ci porta a provare profonda empatia per la sua condizione, vista la sua ragguardevole età di 63 anni, ma che non si capisce come si colleghi al fatto che le conoscenze di base possano diventare improvvisamente superflue per tutti gli altri esseri umani.

Comunque sia, secondo Huang, l'IA potrebbe effettivamente portare alla perdita di una certa "raffinata destrezza intellettuale", ma questo sarebbe compensato dallo sviluppo di quella che definisce la capacità di diventare "pensatori sistemici". Nel suo ragionamento, alcune attività oggi considerate essenziali potrebbero semplicemente perdere importanza perché affidate agli strumenti tecnologici.

Il problema è che non sembra considerare il fatto che le conoscenze di base servono per costruire anche i ragionamenti più complessi. Quindi, venendo a mancare, si creerebbero degli enormi buchi che non è chiaro come possano essere compensati dalla tecnologia. Del resto, le conseguenze sull'apprendimento dell'adozione delle IA, soprattutto tra i più giovani, sono ancora oggetto di studio e non si possono quindi considerare già definite.

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