L'IA è sempre più importante nello sviluppo dei videogiochi, ma è davvero uno strumento miracoloso come alcuni pensano? Secondo David Gardner, un ex dirigente di Electronic Arts, ex CEO di Atari e ora co-fondatore di London Venture Partners, non è affatto così.
Parlando con The Game Business, Gardner ha spiegato il proprio punto di vista sull'uso dell'IA nei videogiochi.
Le parole di Gardner sull'IA
Gardner ha affermato: "L'intelligenza artificiale e i piccoli team... questo è il nuovo modello di business, almeno per una nuova proprietà intellettuale. Ti butti, metti in moto l'ingranaggio, crei la tua community e inizi a generare guadagni regolari perché le persone spendono. E poi punti in alto. Non hai bisogno di un mega team. Avrai sempre più agenti IA attivi per rendere produttivo il tuo processo di sviluppo."
Sebbene detto in questo modo sembri tutto rose e fiori, c'è un problema: l'IA velocizza i lavori ma velocizza anche i pessimi lavori. "Riusciranno a garantire la qualità? I singoli individui sono validi? Perché l'IA si limiterà a portarli più velocemente da qualche parte, che sia un posto buono o uno pessimo. Il mio compito come investitore è capire: questo team sarà in grado di colpire nel segno? Riusciranno a comprendere cosa ameranno i consumatori? E saranno persino capaci di andare d'accordo durante il viaggio?"
Molte grandi compagnie stanno iniziando a usare ufficialmente l'IA, ad esempio Bandai Namco conferma che la sta usando per rendere lo sviluppo più efficiente.
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