La serie Galaxy S26 è diventata disponibile solo ieri, mercoledì 11 marzo 2026, ma le prime analisi tecniche hanno già iniziato a rivelare cosa si nasconde all'interno dei nuovi smartphone di punta di Samsung. Uno dei primi teardown completi riguarda il Galaxy S26 Ultra, analizzato in dettaglio da Zack Nelson di JerryRigEverything per capire quali cambiamenti siano stati introdotti rispetto alla generazione precedente.
L'analisi non si concentra sulla classica prova di resistenza, ma su un'apertura completa del dispositivo e sull'esame dei componenti interni. Dalla fotocamera teleobiettivo al sistema di raffreddamento, emergono alcune modifiche progettuali che mostrano come Samsung abbia lavorato sull'ottimizzazione dello spazio interno e sulle prestazioni fotografiche.
Il teardown di Samsung Galaxy S26 Ultra
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il modulo teleobiettivo del Galaxy S26 Ultra. Il dispositivo continua a utilizzare un sensore da 50 megapixel con zoom ottico 5x e stabilizzazione ottica, lo stesso schema di base già visto nel Galaxy S25 Ultra. Tuttavia, il nuovo modello introduce un miglioramento significativo nella quantità di luce che raggiunge il sensore: l'apertura dell'obiettivo è stata ampliata da f/3.4 a f/2.9.
Questo incremento consente di far entrare circa il 37% di luce in più, un fattore che può migliorare in particolare le fotografie scattate in condizioni di illuminazione ridotta. Nonostante questo miglioramento ottico, il modulo fotografico risulta anche più compatto: l'unità è circa il 22% più corta rispetto alla generazione precedente.
La riduzione delle dimensioni è resa possibile da una nuova architettura chiamata ALOP, acronimo di All Lenses On Prism. Nei sistemi periscopici tradizionali il prisma era collocato davanti al gruppo di lenti, con il risultato di limitare parzialmente il flusso di luce. Nel nuovo design le lenti sono posizionate direttamente sul prisma, una scelta che permette di sfruttare meglio la luce in ingresso e di ridurre lo spazio occupato dal modulo.
Il teardown mostra anche modifiche al sistema di dissipazione. Il Galaxy S26 Ultra integra una camera di vapore più grande di circa il 15% rispetto a quella della generazione precedente. Il componente occupa una porzione significativa dell'interno dello smartphone e dovrebbe contribuire a mantenere temperature più stabili durante attività intensive, come giochi o registrazione video ad alta risoluzione.
Dal punto di vista della riparabilità, il dispositivo sembra mantenere una struttura relativamente accessibile. Il pannello posteriore può essere rimosso con il calore e la batteria risulta relativamente semplice da estrarre. All'interno dei moduli degli altoparlanti sono presenti anche piccole sfere progettate per ridurre il suono metallico tipico degli speaker di dimensioni ridotte.
Un altro elemento interessante riguarda lo slot della S Pen. L'alloggiamento dello stilo è isolato dal resto dei componenti interni, una scelta che dovrebbe limitare l'ingresso di liquidi nel corpo principale del telefono attraverso quella apertura. L'analisi evidenzia inoltre che la S Pen della generazione precedente è leggermente più sottile e non si inserisce correttamente nel nuovo slot del Galaxy S26 Ultra.
Infine, il dispositivo introduce il nuovo Privacy Display di Samsung. Durante il teardown non sono stati forniti dettagli tecnici approfonditi su questa tecnologia, ma viene ipotizzato che il rivestimento antiriflesso utilizzato nel Galaxy S25 Ultra potesse interferire con il nuovo sistema di protezione della privacy dello schermo. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui il trattamento antiriflesso è stato modificato nel modello più recente.