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Gabe Newell ha smesso di fare giochi dopo Portal 2 perché tutti dicevano sempre sì alle sue idee

Gabe Newell, il patron di Valve, ha spiegato il motivo per cui non ha più voluto fare giochi dopo Portal 2: veniva compiaciuto troppo.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   01/04/2026
Una foto di Gabe Newell

Gabe Newell è sicuramente una delle personalità di riferimento dell'industria dei videogiochi, grazie al percorso che ha fatto insieme a Valve, la compagnia che ha fondato e che ormai rappresenta il mercato PC grazie a Steam. Internamente, però, il suo status gli ha creato qualche problema, tanto da averlo portato, dopo il lancio di Portal 2, ad abbandonare lo sviluppo dei videogiochi. A differenza della maggior parte delle figure dirigenziali del pianeta, a Newell non piace essere compiaciuto dai suoi dipendenti sul posto di lavoro.

Newell la sa lunga

A raccontarlo è stato Josh Weier, lead designer di Portal 2, che in un'intervista ha spiegato come Newell si sia trovato circondato da tanti collaboratori poco inclini a contraddirlo. "Voleva sempre far parte del team, ma essere Gabe e trovarsi nella sua posizione non faceva funzionare bene le cose", ricorda Weier. Il problema, aggiunge, era l'atteggiamento degli altri sviluppatori: "La gente diceva 'Qualsiasi cosa tu dica', mentre lui rispondeva 'No, no, voglio essere parte del team e proporre idee'".

Il nuovo hardware di Valve
Il nuovo hardware di Valve

Questa dinamica, per Newell, rendeva difficile mettere a confronto le varie visioni creative del team, tanto da spingerlo a fare un passo indietro: "Penso ci sia stato un periodo in cui si è tirato indietro dicendo: 'Va bene, immagino che in questo modo non riuscirò a interagire con tutti'".

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Il contesto è quello della fine degli anni 2000, un momento di grande successo per Valve grazie a titoli come Half-Life 2 e alla crescita di Steam come piattaforma dominante del mercato PC. Lo status di Newell era già allora indiscusso e immaginiamo fosse difficile per molti dipendenti mettere in discussione le sue parole.

Newell era probabilmente cosciente che il meglio, in ambito creativo e non solo, si ottiene dai contrasti ragionati, ossia dal confronto, anche quando molto acceso. Non essendo un povero inetto che voleva far piovere dall'alto le sue decisioni, solo in forza della del suo ruolo, ha fatto un passo indietro, dimostrando ancora una volta la sua intelligenza. Anche perché, pare che non fosse più stimolato dal punto di vista creativo. Scelta la sua che evidentemente ha pagato, vista la crescita di Steam anno dopo anno.

Oggi Newell appare principalmente impegnato in una funzione di supervisione, intervenendo solo occasionalmente nel processo creativo, mentre l'azienda continua a operare come una delle realtà più influenti del settore.