Final Fantasy 14 non è nuovo ai crossover con altri capitoli della serie, ma Evercold rappresenterà un caso particolare: sia la serie di raid da otto giocatori sia quella degli alliance raid da 24 giocatori saranno infatti dedicate a collaborazioni con altri universi. Se quest'ultima prenderà una direzione decisamente più insolita con un crossover legato a Evangelion, il raid a tema Final Fantasy VII Remake sarà quello legato alla serie di Square Enix. In passato Final Fantasy 14 aveva già ospitato eventi stagionali dedicati, tra gli altri, a Final Fantasy 15, mentre la serie di raid Omega di Stormblood era ricca di riferimenti ai precedenti capitoli della saga, giustificati all'interno della storia come simulazioni informatiche.
Per il progetto legato a Final Fantasy 7, tuttavia, l'entusiasmo iniziale degli sviluppatori ha rischiato di far crescere rapidamente le ambizioni del progetto. In un'intervista a GamesRadar+, Naoki Hamaguchi, director di Final Fantasy 7 Remake e coinvolto direttamente nel crossover, ha raccontato che il suo team stava elaborando moltissime idee.
Tante idee, tempi stretti
Il problema era però mantenere il progetto entro limiti compatibili con le risorse disponibili e con il calendario di Final Fantasy 14. Hamaguchi ha spiegato: "Allo stesso tempo dobbiamo stare molto attenti che questo non abbia ripercussioni sul calendario delle patch di FF14, perché altrimenti sarebbe come mettere il carro davanti ai buoi."
La prudenza è stata condivisa anche da Naoki Yoshida, producer e director di Final Fantasy 14. Secondo Hamaguchi, entrambi hanno dovuto invitare i rispettivi team a "calmarsi" e a "essere ragionevoli", valutando con attenzione quanto lavoro fosse effettivamente possibile sostenere.
Hamaguchi ha raccontato di aver chiesto in particolare ai suoi "valutare la nostra capacità produttiva per capire cosa sia realistico fare e assicurarsi che possano fare del loro meglio". L'obiettivo, quindi, non è ridimensionare il crossover in sé, ma evitare che l'entusiasmo porti a un progetto eccessivamente ambizioso a scapito del resto delle attività dei due team.
La scelta appare comprensibile considerando il carico di lavoro che Creative Studio 3 di Square Enix ha dovuto sostenere negli ultimi anni, impegnato contemporaneamente sullo sviluppo di Final Fantasy 16 e sul supporto a Final Fantasy 14. Anche alcune limitazioni riscontrate nei contenuti più recenti dell'MMO sono state ricondotte alle risorse disponibili.