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Death Stranding 2: On the Beach è il sequel perfetto o un parziale passo falso?

Inevitabilmente meno originale rispetto al primo capitolo, Death Stranding 2: On the Beach sceglie una strada più tranquilla e prudente, supportato da valori produttivi indiscutibili. Nonostante tutto.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   23/06/2025
Elle Fanning in Death Stranding 2

Com'è Death Stranding 2: On the Beach? "Meno particolare" rispetto al primo capitolo, a occhio, ma pur sempre un prodotto brillante, estremamente bello da vedere, caratterizzato da una direzione artistica straordinaria e da valori produttivi indiscutibili, a prescindere dalle scelte insolitamente conservative compiute stavolta da Hideo Kojima.

Il game director giapponese si è espresso in maniera ancora più libera con questo sequel, ma come talvolta accade il trucco di magia non gli è riuscito appieno e così sono emersi alcuni aspetti del gioco che hanno convinto meno, soprattutto gli utenti che avevano apprezzato tantissimo l'originale Death Stranding pur al netto delle sue criticità.

Tornano i personaggi che avevamo conosciuto nell'episodio di debutto, anche stavolta doppiati in italiano in maniera magistrale (incluso lo stesso Luca Marinelli), e spunta una nuova missione che Sam Porter Bridge deve portare a termine, andando a riconnettere stavolta l'Australia ma trovando ad attenderlo uno scenario ancora più insidioso.

Death Stranding 2: On the Beach, la recensione dell'opera più libera di Hideo Kojima Death Stranding 2: On the Beach, la recensione dell'opera più libera di Hideo Kojima

Torna anche il peculiare gameplay simulativo introdotto nel primo capitolo, arricchito però sotto ogni aspetto e con un rinnovato focus sull'azione e i combattimenti, impreziositi da sequenze stealth e fasi offensive sostanzialmente più curate, varie e interessanti rispetto al passato; e lo stesso vale per le sezioni esplorative, con tutte le loro variabili inedite.

Luci e ombre?

I voti di Death Stranding 2: On the Beach parlano quasi all'unanimità di un prodotto eccezionale e i pareri discordanti sono in effetti pochi, ma esistono ed esprimono perplessità che ritroviamo segnalate anche su queste pagine, a ben vedere.

Tecnicamente eccelso, il nuovo titolo diretto da Hideo Kojima mette in scena un racconto per certi versi fine a se stesso, che pecca di chiarezza e organicità, mentre sul piano del gameplay l'autore ha scelto di limitare in qualche modo le lunghissime camminate, finendo per depotenziare il senso di isolamento e la tensione che costituivano un po' l'essenza di Death Stranding.

Al netto dei giudizi della stampa, sarà ovviamente l'utenza ad avere l'ultima parola: scopriremo fra pochi giorni in che maniera Death Stranding 2: On the Beach verrà accolto dal pubblico e se la rinnovata visione di Kojima, attenta anche a intervenire su elementi che erano stati considerati critici, sia stata in grado di consegnarci il miglior sequel possibile. Voi che ne pensate? Parliamone.

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