La colonna sonora di Saros è disponibile da oggi sulle piattaforme streaming e Sony ha intervistato il suo autore, Sam Slater, per comprendere quali siano stati i retroscena della realizzazione delle musiche che accompagnano lo sparatutto di Housemarque.
"Come in tutti i progetti, soprattutto in qualcosa di gigantesco come un videogioco, il primo enigma è: quale sarà l'anima di questa colonna sonora?", ha detto Slater. "Greg Louden (Creative Director di Housemarque), Joe Thwaites (Music Lead di PlayStation Studios Creative Arts) e io abbiamo girato a lungo intorno a temi e texture sonore iniziali che ci permettessero di afferrare Carcosa e identificarla come un luogo."
"Come compositore, tendo sempre a partire dall'idea di costruire un mondo, voglio sapere cos'è. Nella fase in cui un compositore entra in un progetto videoludico, hai immagini preliminari e test visivi, ma non hai ancora il gioco completo davanti a te, quindi tutti cercano di capire se ogni idea appartenga davvero a quel mondo oppure no."
"Quel puzzle si costruisce lentamente su sé stesso fino a diventare questo incredibile intreccio musicale tridimensionale che piega il tempo e che, allo stesso tempo, deve funzionare e permettere al giocatore di attraversare il gioco."
Tanto metallo
"Greg è un metallaro, io sono un metallaro: Condividiamo molte esperienze simili e probabilmente negli ultimi vent'anni abbiamo frequentato luoghi simili", ha continuato Slater, e noi stessi abbiamo accennato a questo approccio musicale nella recensione di Saros.
"Aveva l'idea di fondere drone metal e musica elettronica oscura, creando tensione tra questi due mondi: uno è molto organico e sovraccarico, l'altro è incredibilmente pulito, ma è proprio l'alta fedeltà di quei suoni elettronici a diventare opprimente. E poi bisogna in qualche modo unire i due elementi."
"Abbiamo passato molto tempo a scambiarci brani. C'era una playlist in cui io e Greg ci mandavamo continuamente musica, e siamo andati davvero molto lontano. Si trattava di trovare un linguaggio condiviso per qualcosa di incredibilmente astratto: l'anima musicale di un mondo che non esiste."
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