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Apple Intelligence su oltre 450 milioni di iPhone, ma il ritardo di Siri pesa sul WWDC 2026

Apple continua a distribuire milioni e milioni di iPhone compatibili con l'IA, ma cresce l'attesa per una nuova Siri a al WWDC 2026 .

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   08/06/2026
iPhone

Apple ha ormai superato quota 450 milioni di iPhone compatibili con Apple Intelligence distribuiti a livello globale enl primo trimestre del 2026. Il dato arriva da Counterpoint Research e conferma la posizione dell'azienda come principale ecosistema premium già pronto per le funzioni di intelligenza artificiale generativa.

Il vantaggio numerico, però, non coincide necessariamente con una leadership tecnologica nel settore IA. A pochi giorni dal WWDC 2026, l'attenzione resta concentrata soprattutto su Siri e sul ritardo accumulato da Apple rispetto ai concorrenti nel campo degli assistenti intelligenti evoluti.

Apple prepara il WWDC 2026 tra IA e attese su Siri

Secondo Counterpoint Research, nessun altro produttore dispone oggi di una base installata così ampia di smartphone compatibili con funzionalità IA generativa. Questo significa che qualunque novità software introdotta da Apple potrebbe raggiungere immediatamente centinaia di milioni di utenti, senza attendere lunghi cicli di rinnovo hardware.

La crescita dei dispositivi compatibili con Apple Intelligence distribuiti mese dopo mese
La crescita dei dispositivi compatibili con Apple Intelligence distribuiti mese dopo mese

Nonostante questo vantaggio, Apple continua però a inseguire sul piano delle funzionalità. La versione avanzata di Siri annunciata nel 2024 non è ancora arrivata nella forma inizialmente promessa e il WWDC 2026 viene considerato un passaggio decisivo per chiarire la strategia dell'azienda nel settore dell'IA.

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Negli ultimi mesi sono emerse indiscrezioni sull'integrazione tra Apple e Gemini di Google, ma i dettagli restano limitati. La conferenza sviluppatori prevista per oggi, 8 giugno 2026, quando in Italia saranno le 19.00, potrebbe diventare il momento scelto da Cupertino per mostrare come intende evolvere Siri e quali funzioni pratiche verranno realmente introdotte nell'ecosistema Apple Intelligence.

Secondo gli analisti, il ritardo accumulato non ha ancora avuto conseguenze dirette sulle vendite. La serie iPhone 17 avrebbe infatti registrato risultati superiori alla generazione precedente, contribuendo a nuovi record di fatturato nel primo trimestre. Un segnale che suggerisce come l'IA, almeno per ora, non rappresenti ancora il principale criterio d'acquisto per molti utenti Apple.

Il problema, però, potrebbe emergere nel medio periodo. Il settore sta infatti accelerando verso la cosiddetta IA agentica, cioè sistemi capaci di agire autonomamente tra applicazioni, servizi e funzioni dello smartphone. In questo scenario l'assistente virtuale rischia di trasformarsi nell'interfaccia principale del dispositivo, modificando profondamente il modo in cui vengono utilizzati telefoni e applicazioni.

Counterpoint sottolinea che Apple storicamente arriva spesso dopo i concorrenti nell'introduzione di nuove tecnologie, ma riesce poi a recuperare grazie a un'integrazione più controllata e a un'esperienza utente più uniforme. Le aspettative attorno alla nuova Siri nascono proprio da questo precedente. Gli utenti si aspettano funzioni concrete, realmente utili nella quotidianità e compatibili con l'approccio di Apple alla privacy.

Nel frattempo, però, i concorrenti Android stanno avanzando rapidamente. Google, Samsung e diversi produttori cinesi stanno già integrando sistemi IA più aggressivi e assistenti sempre più autonomi. Per Apple il rischio non riguarda soltanto le singole funzioni, ma il possibile cambiamento dell'intero equilibrio del mercato smartphone. Se l'IA agentica dovesse diventare centrale nei prossimi anni, chi controllerà l'assistente principale potrebbe ridefinire il rapporto tra utenti, sistema operativo e applicazioni.

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