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100 miliardi di transistor in un'unghia: l'incredibile chip da 0,7 nm di IBM

IBM ha svelato una tecnologia da 0,7 nanometri basata su transistor tridimensionali: la produzione commerciale potrebbe iniziare entro cinque anni.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   25/06/2026
Chip

La corsa verso semiconduttori sempre più potenti ed efficienti continua a spingere l'industria oltre i limiti delle tecnologie attuali. E così IBM ha annunciato la prima tecnologia al mondo in grado di realizzare chip con una struttura di appena 0,7 nanometri, una soglia che rappresenta un ulteriore passo avanti nella miniaturizzazione dei semiconduttori.

L'annuncio arriva mentre il settore cerca nuove soluzioni per aumentare la potenza di calcolo senza incrementare consumi energetici e dimensioni fisiche. Secondo IBM, il nuovo progetto potrebbe aprire la strada a processori più adatti ai carichi di lavoro richiesti dall'IA generativa, dai data center e dalle applicazioni avanzate di elaborazione dati.

La tecnologia Nanostack punta a superare i limiti della miniaturizzazione

Il cuore dell'innovazione è una nuova architettura di transistor chiamata "Nanostack". A differenza delle soluzioni tradizionali, che dispongono i transistor sullo stesso piano, questo approccio prevede una struttura tridimensionale nella quale i componenti vengono impilati verticalmente. L'obiettivo è aumentare la densità dei transistor senza ampliare la superficie occupata dal chip.

IBM
IBM

IBM afferma che il prototipo da 0,7 nanometri integra quasi 100 miliardi di transistor in un'area paragonabile alle dimensioni di un'unghia. Si tratta di una densità di circa il doppio rispetto al chip da 2 nanometri presentato dalla stessa azienda nel 2021. Grazie a questa configurazione, la società stima un incremento delle prestazioni fino al 50% rispetto alle tecnologie precedenti oppure, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici fino al 70% a parità di potenza elaborativa.

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Si tratta di parametri particolarmente rilevanti in un periodo in cui l'espansione dell'IA sta aumentando rapidamente il fabbisogno energetico delle infrastrutture informatiche. L'annuncio, infatti, arriva pochi giorni dopo un altro importante sviluppo nel settore. Intel ha infatti comunicato l'avvio della fase di risk production del processo produttivo 18A, destinato alla realizzazione di chip da 1,8 nanometri. La competizione tecnologica tra i principali protagonisti dell'industria dei semiconduttori si sta quindi spostando verso nodi produttivi sempre più avanzati.

Pur avendo sviluppato la tecnologia, IBM non produce direttamente chip su larga scala. In passato l'azienda ha concesso in licenza diverse innovazioni a produttori come Samsung e Rapidus, la società giapponese impegnata nello sviluppo di semiconduttori avanzati. Al momento non è stato annunciato alcun partner industriale incaricato di portare il nuovo progetto alla produzione commerciale.

Secondo le previsioni della stessa IBM, i primi chip basati sull'architettura Nanostack potrebbero entrare in produzione entro circa cinque anni. Una tempistica che mostra come la distanza tra una dimostrazione tecnologica e la commercializzazione su larga scala resti significativa, soprattutto quando si parla di processi produttivi così complessi.

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