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Total War: Warhammer 40K, lo abbiamo provato alla Gamescom tra Space Marine e Orchi al fronte

Per un'ora, nello stand riservato alla stampa di SEGA a Colonia, abbiamo preso i comandi degli Space Marine nel tutorial contro gli Orchi e in una battaglia della campagna.

PROVATO di Luca Forte   —   02/09/2026
L'immagine di copertina di Total War: Warhammer 40K
Total War: Warhammer 40.000
Total War: Warhammer 40.000
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Alla Gamescom di solito si fa la fila per tutto, ma per Total War: Warhammer 40.000 SEGA ha scelto la strada opposta: niente postazioni pubbliche, solo un'area riservata alla stampa dentro il proprio stand, con postazioni PC e un'ora di tempo per mettere le mani sul nuovo capitolo di Creative Assembly. È comunque pochissimo tempo, se si considera la magnitudo del progetto, ma, durante una fiera come quella di Colonia, difficilmente è possibile avere di meglio. Ci siamo quindi seduti anche noi, mouse e tastiera alla mano, per due partite: un tutorial nei panni degli Space Marine contro gli Orchi e un assaggio della campagna intervallata da qualche battaglia.

La sensazione, al netto delle cautele che si usano parlando di un gioco ancora a un anno o più dall'uscita, è che la sostanza Total War sia rimasta intatta. Ci troviamo davanti, in poche parole, ad un'operazione che ricorda quella - riuscitissima - fatta con Total War: Warhammer: cambiano ambientazione, scala e armi, ma l'impianto di fondo resta quello che i fan della serie conoscono da vent'anni, con in più tutte le specificità imposte dall'universo di Warhammer 40.000.

Dal tutorial alla campagna: come si è svolta la prova

La sessione si è aperta con una battaglia guidata pensata per prendere confidenza con i comandi: nei panni degli Space Marine, il compito era respingere un'orda di Orchi lanciata all'assalto delle nostre linee. Qui si notano già alcune delle novità più vistose rispetto ai precedenti capitoli storici o fantasy della serie: il terreno e gli edifici sono distruttibili, con crateri e macerie che diventano ripari improvvisati durante lo scontro, ed è possibile richiamare rinforzi tramite capsule di sbarco o chiedere un bombardamento orbitale su un settore della mappa, con il rischio concreto di colpire anche le proprie truppe se il tempismo non è quello giusto.

L'utilizzo di ripari o luoghi rialzati assume quindi un'importanza ancora maggiore: le truppe di fanteria, persino quelle potenti come gli Space Marine, possono essere decisamente più efficienti in battaglia dietro ripari e barriere. Una regola che vale soprattutto per gli Astra Militarum, la seconda fazione umana dell'Imperium: qui il sistema di coperture cambia peso specifico, perché le truppe imperiali sono decisamente più fragili degli Space Marine e sopravvivono a lungo in questi teatri di guerra solo se protette dallo scenario.

Come da tradizione della Campagna, alcune battaglie sono risolvibili in automatico, altre vanno invece affrontate sul campo con forze sostanzialmente pari a quelle avversarie, il che significa che senza una gestione tattica accorta la sconfitta è dietro l'angolo anche nella demo. Come da tradizione, una volta scesi in battaglia, non si tratta "solo" di gestire posizionamento e movimento delle truppe, ma anche di capire contro chi le stiamo schierando, comprendere il loro morale (da sollevare attraverso i "poteri" del comandante) e gestire anche tutta una serie di "attacchi speciali" che, se usati nel modo giusto, possono sovvertire le sorti di una battaglia. O affossarla, nel caso di un tempismo sbagliato.

Il gameplay di Total War: Warhammer 40.000 sembra davvero notevole Il gameplay di Total War: Warhammer 40.000 sembra davvero notevole

Sul fronte del gameplay, quindi, da quanto abbiamo potuto vedere cambierà poco rispetto al passato: si tratta di un Total War, anche nell'interfaccia e nei comandi, solo che declinato all'universo di Warhammer 40K, con unità, strutture, armi e storie che si sovrappongono alla classica strategia della serie, che unisce un sistema macro di gestione dell'impero, delle sue risorse e strutture, con uno più micro che consente di gestire in battaglia il singolo battaglione nei movimenti, nell'atteggiamento e, in questo caso, nell'armamento, se a lungo raggio o all'arma bianca.

La strategia su scala planetaria

Tra una battaglia e l'altra, la prova ha lasciato spazio anche a qualche turno sulla mappa strategica, che nel passaggio dalla fantasy alla fantascienza cambia decisamente scala: al posto delle province europee o asiatiche dei capitoli storici, qui si naviga tra pianeti resi come piccoli globi che si possono ruotare liberamente, raggruppati in sistemi stellari e settori spaziali. Le flotte vanno spostate manualmente da un pianeta all'altro, ma una volta scese a terra si dovranno muovere in uno scenario più classico, coi territori suddivisi in distretti, ognuno governato da città con edifici da potenziare e unità da reclutare per rimpolpare le fila dell'esercito o crearne di nuovi. Qui tutto si muoverà secondo una logica che i veterani della serie riconosceranno senza difficoltà, dallo stile dell'interfaccia alle azioni necessarie per poter gestire il proprio impero.

Le flotte si potranno muovere da un pianeta all'altro
Le flotte si potranno muovere da un pianeta all'altro

Una novità riguarda gli eserciti, che a differenza di quanto avveniva in Total War: Warhammer III possono muoversi anche senza un generale al comando, mentre i punti movimento sostituiscono i raggi d'azione fissi. La campagna della build mostrata a Colonia è ambientata nel sistema di Armageddon, il celebre mondo industriale teatro della guerra pressoché ininterrotta tra Imperium e Orchi, collocata nell'era Indomitus, il periodo narrativo più recente dell'universo di Warhammer 40.000. Tra le meccaniche proprio di questo capitolo, gli sviluppatori hanno detto che ci sarà anche l'Exterminatus, la distruzione totale di un pianeta, un'opzione tanto estrema quanto dispendiosa. Durante l'esplorazione spaziale, inoltre, si potranno incontrare alcune anomalie spaziali, che sarnano in grado di variare un po' la progressione della campagna.

Le quattro fazioni confermate al lancio

Le fazioni giocabili al lancio saranno quattro. Gli Space Marine puntano su squadre ridotte, ma dotate di equipaggiamento pesante e potenziamenti genetici, gli Orchi, guidati da Ghazghkull Thraka, si affidano invece alla superiorità numerica e al corpo a corpo, mentre gli Aeldari promettono un approccio più mobile e imprevedibile, fatto di incursioni rapide e ritirate altrettanto veloci. Chiude il quartetto l'Astra Militarum, la fanteria di massa dell'Imperium comandata da Yarrick, che compensa la fragilità dei singoli soldati con numeri enormi e un uso pesante dell'artiglieria. Ogni fazione potrà essere personalizzata in maniera capillare, quasi ci trovassimo di fronte a vere e proprie statuette: i colori, le decorazioni o gli accessori degli Space Marine e delle altre fazioni potranno essere scelti direttamente dal giocatore.

Gli Space Marine saranno, come tutte le fazioni, estremamente personalizzabili
Gli Space Marine saranno, come tutte le fazioni, estremamente personalizzabili

Il Chaos Space Marine, invece, non sarà giocabile al lancio, anche se Creative Assembly ha lasciato intendere che alcuni elementi legati al Chaos siano in qualche misura già presenti nel gioco, pur senza scendere nei dettagli. I Necron, invece, sono stati confermati e arriveranno in futuro, anche se però non sappiamo ancora ne come, ne quando. Durante la Gamescom il lead designer Joy Dey e il responsabile della progettazione delle battaglie Dave Petry hanno parlato della difficoltà di adattare la sterminata complessità dell'universo di Warhammer 40.000 a un solo gioco, descrivendo la scala della produzione come difficile da racchiudere in poche parole e la campagna come il coronamento di un lavoro pensato per essere digerito dai giocatori un pezzo alla volta, a partire proprio dal tutorial con gli Space Marine.

Warcore, il nuovo motore di Creative Assembly

Dietro le distruzioni ambientali e le battaglie di massa mostrate a Colonia c'è un motore grafico completamente nuovo, chiamato Warcore e sviluppato internamente da Creative Assembly apposta per questo capitolo. Rispetto ai precedenti Total War, permette scenari molto più distruttibili, animazioni più curate ed effetti su schermo pensati per restituire il caos delle battaglie su larga scala tipiche di Warhammer 40.000, dai bombardamenti orbitali alle cariche di mezzi corazzati come lo Stompa orchesco. Nella versione provata in fiera non si sono verificati crash né cali di prestazioni degni di nota, un dato comunque da prendere con le pinze trattandosi di una demo curata per l'occasione e mostrata su hardware controllato dagli organizzatori.

Nonostante manchi ancora tanto al suo lancio, Total War: Warhammer 40.000 appare già solido e con le idee ben chiare: declinare l'universo di 40K alle regole e ai ritmi dello strategico di Creative Assembly. E, per quanto visto alla Gamescom, per il momento lo sta facendo bene. Il gioco arriverà su Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, segnando il debutto della serie sulle console dopo oltre vent'anni legati quasi esclusivamente al PC. Non esiste ancora una data di lancio precisa: Creative Assembly parla genericamente di un lancio nel 2027. Prima del lancio, però, è prevista una beta chiusa, con iscrizioni già aperte sul sito ufficiale, ma accesso su invito e non garantito, che permetterà di provare in anteprima le fazioni degli Orchi e dell'Astra Militarum.

CERTEZZE

  • È Total War
  • È Warhammer 40K
  • Tecnicamente sembra già piuttosto solido

DUBBI

  • Per il momento non sembra voler reinventare la ruota
  • Quattro fazioni bastano?
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