Nel nostro precedente incontro in anteprima con Remothered: Red Nun's Legacy, ci avevano colpito due cose in particolare. Prima di tutto, il rapporto con il territorio italiano. Quando nel trailer Susan, la protagonista del gioco, si aggirava all'esterno della villa in cui si ambienta l'avventura, sullo sfondo si stagliava l'Etna, minaccioso eppure rassicurante. E gli interni della casa ci erano stati descritti come il risultato di una forte ispirazione a Palazzo Biscari, a Catania, e a molti dei luoghi resi noti dal film Il Gattopardo di Luchino Visconti. La seconda cosa che ci aveva colpito era il rapporto con l'eredità della serie: iniziata nel 2018 dalla collaborazione tra Stormind Games e Chris Darril, proseguita poi nel 2020 con Remothered: Broken Porcelain. Dopodiché, sei anni di silenzio, mentre la community chiedeva a gran voce un finale per la storia.
Ecco, Red Nun's Legacy si carica sulle spalle questo compito tutt'altro che semplice: mettere il punto finale a una saga che ha appassionato centinaia di migliaia di giocatori. L'intenzione, quindi, è fare le cose in grande, una premessa che Stormind Games mette in chiaro anche grazie ai nomi coinvolti nel progetto. A occuparsi della colonna sonora sarà il maestro Akira Yamaoka, lo storico compositore di Silent Hill, e al cast parteciperanno Cissy Jones (già voce di Delilah in Firewatch) e Maggie Robertson, nientemeno che Lady Dimitrescu di Resident Evil Village.
In occasione della Gamescom abbiamo avuto modo di muovere i primi passi all'interno di questa villa infestata in una corposa demo e di confrontarci con Antonio Cutrona, game director del progetto.
Tra Clock Tower e Suspiria
È complesso racchiudere in poche parole tutte le ispirazioni di Remothered: Red Nun's Legacy. Cutrona ci fa comunque una panoramica veloce su titoli di opere e nomi di registi che ci fanno spuntare un sorriso felice. Ci ricorda che il primo Remothered è stato un videogioco legato a titoli leggendari del genere survival horror come Clock Tower e a classici dell'epoca PlayStation 2, come Haunting Ground e Rule of Rose, di cui vi abbiamo parlato recentemente. L'ispirazione primigenia resta probabilmente legata al cinema italiano di genere, ai gialli e ai thriller, come quelli di Dario Argento. D'altronde, da lì proveniva la scintilla di Clock Tower, nato da una folgorazione di Hifumi Kono per Phenomena. Per Remothered: Red Nun's Legacy, Stormind Games ha voluto rendere omaggio a un altro film del maestro romano dell'orrore: Suspiria. La villa dentro la quale si perde Susan (Suzy è anche il nome del personaggio interpretato da una giovanissima Jessica Harper nel film del 1977) non è però in Germania, come nella pellicola, ma in Sicilia: si tratta di una vera casa che Cutrona ha incrociato casualmente e che ha dato l'ispirazione per l'ambientazione. Metterci l'Etna sullo sfondo e trasformarla in Villa Ashman è stato il passo successivo.
La storia di Susan è una bella vicenda d'amore con un terribile finale. Una donna americana che si è trasferita in Sicilia per seguire il cuore, ha avuto una figlia di nome Agata, che purtroppo risulta scomparsa da più di un anno. Susan e suo marito Angelo la cercano senza successo, fino a trovare un indizio che guida la donna a Villa Ashman. Qui, però, Susan dovrà vedersela con qualcosa di antico e potente e anche con una delle tematiche più importanti della serie: l'ipnosi. Questa suggestione, che ha attraversato tutta la saga, torna in Red Nun's Legacy in maniera ancora più centrale, dal momento che Susan vedrà modificarsi la sua percezione degli spazi proprio grazie a dei poteri che otterrà con l'ipnosi.
Il videogioco risponde a una descrizione molto semplice, quella che a Stormind Games chiamano "discovery under pressure": si esplorano grandi ambienti alla ricerca di indizi e di chiavi per risolvere i puzzle mentre si è sotto pressione perché qualcuno ci insegue. Nella nostra prova, Susan si trovava in questa splendida villa che, già a una prima occhiata, sembrava nascondere al suo interno moltissime storie. Come ci dice Cutrona, in effetti, la casa è un luogo importante per Gloria Ashman, ovvero colei che nel tempo è diventata la Suora Rossa che dà il titolo all'opera. Saremo quindi invitati, nel corso dell'esplorazione, a scoprire meglio la sua vicenda e il percorso che l'ha portata a diventare un avversario così temibile. Cutrona ci tiene a specificare che il videogioco, oltre a essere una chiusura del cerchio, rappresenta anche un valido punto di partenza per chi non conosce Remothered, dal momento che Susan scoprirà la storia degli Ashman nel corso dell'avventura e fornirà un punto di vista completo ai giocatori non avvezzi alla saga.
L'esplorazione pacifica di questi bei corridoi pieni di foto, quadri e oggetti interessanti dura davvero poco. Susan si imbatte in un gruppo di inquietanti suore che stanno torturando qualcuno appeso a testa in giù come fosse un sacco. Nonostante le urla e le botte, appena la donna mette piede nella stanza, questi esseri si fermano e cominciano a darle la caccia. Si muovono in maniera molto simile alle inquietanti infermiere di Silent Hill 2. Una di esse, in particolare, si mette sulle sue tracce e, da questo momento in poi, l'esplorazione diventerà molto più difficoltosa. La suora comincerà a girare per gli stessi corridoi che noi giocatori siamo costretti a battere e, se malauguratamente incrocerà il nostro sguardo, comincerà a seguirci per sbarazzarsi di noi. La sensazione è molto simile a quella dei vecchi capitoli di Remothered o di Haunting Ground, se vogliamo andare più indietro: Susan può nascondersi dentro agli armadi, sotto ad alcuni ripari improvvisati, e dovremo riuscire a superare un minigioco per trattenere il fiato e non farci scoprire. Se veniamo catturati, abbiamo la possibilità di liberarci utilizzando degli oggetti appuntiti che si rompono immediatamente. La suora verrà stordita per qualche secondo, ma poi si rimetterà a cercarci.
A me gli occhi!
A fatica, nascondendoci in armadi e sotto a qualche sofà, riusciamo a trovare la chiave che ci serve per addentrarci ancora più in profondità nella villa. Prima della fine della prova, troviamo un vecchio attizzatoio arrugginito accanto a un camino ormai spento. Ci servirà per tenere a distanza il mostro. Non di certo per sconfiggerlo: Red Nun's Legacy è molto chiaro sin dall'inizio, non c'è modo di sbarazzarsi dei nostri stalker, ma agitando l'attizzatoio possiamo tenerli a distanza e magari stordirli per quel poco tempo necessario a trovare un riparo. Attenzione, però: le armi sono assai fragili e non si può fare a lungo affidamento su di esse. In generale, Susan è impacciata: si percepisce la sua mancata esperienza in situazioni così estreme. Il che rende tutti gli incontri con gli stalker potenzialmente letali. Meglio avanzare tenendo le orecchie ben aperte e stando ben nascosti.
Nell'ultima parte della demo abbiamo avuto un assaggio dei poteri a cui Susan accede quando il metronomo - che serve anche per salvare la partita - finisce per ipnotizzarla. In questa fase potevamo utilizzare un'abilità chiamata retrocognition, che ci permetteva di ascoltare le voci provenienti da ricordi legati a oggetti o fotografie. Questa parentesi non era ambientata all'interno della villa degli Ashman, ma in un posto abbandonato e in semirovina, molto suggestivo, colmo di erbe rampicanti e di fiori. Questo luogo sembrava provenire dal passato della Suora Rossa. Grazie alle nuove capacità di Susan abbiamo ascoltato alcuni dialoghi tra Gloria Ashman e una consorella di nome Viola, che l'accolse nel Convento del Cristo Morente quando era giovane e la sua famiglia decise di sbarazzarsi di lei in seguito a un incidente che non vi anticiperemo qui.
La cosa interessante era che l'abilità di Susan poteva anche modificare l'ambiente circostante. Una volta analizzati foto e oggetti, e dopo essere diventati più consapevoli della storia di Gloria, siamo riusciti a proseguire nell'esplorazione e a risolvere un enigma che ci sbarrava la strada, interpretando gli indizi forniti in un vecchio libro consultabile sempre grazie ai nuovi poteri a nostra disposizione.
Remothered: Red Nun's Legacy sembra avere tutte le carte in regola per riuscire nelle sue ambizioni: unire passato e presente dei survival horror, essere una chiusura del cerchio perfetta per una serie nata ormai otto anni fa e, contemporaneamente, essere un ottimo capitolo a sé stante. Gli inseguimenti con gli stalker ci sembrano capaci di tenere il giocatore in tensione e ci hanno riportato alla mente classici come Haunting Ground e Clock Tower, mentre l'idea dei poteri legati all'ipnosi è intrigante, anche se abbiamo appena grattato la superficie. Non manca poi molto per scoprire tutto il passato di Gloria Ashman e il futuro di Susan e di sua figlia Agata, visto che il videogioco è atteso per il 27 ottobre di quest'anno.
CERTEZZE
- Gli inseguimenti sanno generare ansia
- Tanti documenti e storie da leggere in casa Ashman
- I poteri dell'ipnosi sono intriganti
DUBBI
- Cercare la strada sotto pressione può essere frustrante
- Da vedere come evolveranno i poteri
- Visto il passato della saga, speriamo in un lancio senza bug