Si è appena conclusa la prima beta pubblica di Marathon, il nuovo gioco di Bungie dopo anni spesi a supportare Destiny, nonché la prima fatica della compagnia di Bellevue da quando è stata acquisita da Sony. Ho passato circa sei ore su questo codice preliminare: certo non sono tantissime ma bisogna considerare che, con l'uscita della versione completa attesa per il 5 marzo, sarà necessario ricominciare daccapo.
Stranamente Bungie ha deciso che il livello raggiunto, nonché l'attrezzatura guadagnata durante questo test, non saranno mantenuti nella nuova versione. Poco male: se ci si diverte, ci si diverte anche iniziando daccapo, del resto gli extraction shooter sono strutturati proprio così, e Marathon non sembra avere intenzione di reinventare la ruota da questo punto di vista.
Graficone!
Il primo impatto è stato più che positivo, almeno dal punto di vista estetico. Marathon è una meraviglia da vedere e da ascoltare, grazie a una direzione artistica estremamente aggressiva che mi ha ricordato le meraviglie dei Designer's Republic, il gruppo inglese che dettò lo stile di tanti prodotti tra i quali i primi Wipeout firmati Psygnosis, oltre alla grafica della rivista Gamer's Republic. Naturalmente gli artisti di Bungie hanno portato quei concetti verso un eccesso molto più moderno, forse ancora più intrigante grazie a dei giochi cromatici che donano al gioco un carattere tutto suo, per certi occhi irresistibile. Va sottolineato che l'ho provato su PC, dove l'interfaccia grafica presenta sì qualche problema, ma non così tanti come gli utenti console denunciano. In generale serve una maggiore leggibilità, ma la situazione non è affatto disastrosa. Un altro plauso va alle musiche, anch'esse molto particolari, perfettamente in linea con il mastodontico e acidissimo contesto artistico.
Dinamico, ma non troppo
Sul gameplay vero e proprio, sono costretto a mettere un enorme punto interrogativo. Ci sono degli aspetti piuttosto riusciti, parliamo di Bungie e il feedback delle armi è chiaramente quello straordinario cresciuto tra Halo prima, e Destiny dopo. Quel che non mi aspettavo, considerando anche lo stile visivo delle "tute" indossabili, è questa lentezza generale nei movimenti: nonostante alcune classi permettano di fare degli scatti a mezz'aria in ogni direzione, o scivolate particolarmente energiche in grado di coprire anche diversi metri, c'è questa sensazione di goffaggine che mal si sposa con l'azione proposta.
Non aiuta la prima persona che limita il campo visivo, la stamina che senza investire in punti abilità non permette di scattare molto a lungo, il salto che spesso invece di farci balzare oltre un ostacolo ci vedrà rimbalzare contro di esso all'indietro. Nel caos di una sparatoria, specialmente se saremo rimasti soli, non è raro incastrarsi negli elementi che non sono nel nostro campo visivo, in cerca di una copertura comunque quasi sempre troppo lontana per impedirci di subire qualche danno.
Amici e nemici
Chiaramente man mano che prenderemo dimestichezza con i controlli e i sistemi di Marathon molte di queste sbavature potrebbero attenuarsi, persino scomparire del tutto. Più difficile sarà trovare quell'equilibrio tra PVP e PVE che, durante la mia personale esperienza con la beta, non ha portato a momenti particolarmente interessanti. Tutte le volte che ho ucciso un altro giocatore, questo non ha mai avuto modo di rispondere al fuoco, ma è crollato in pochi secondi sotto i miei colpi.
Allo stesso modo, ogni volta che io sono stato preso alla sprovvista da un nemico umano, sono stato dilaniato senza avere tempo di reagire. Anche questo accade per una generale mancanza di esperienza con Marathon? A mio parere solo in parte. Si fatica a riconoscere un nemico umano da uno gestito dal sistema e quando si spara contro l'obiettivo questo viene in larga parte nascosto dall'interfaccia grafica che prima con una X ci informa che i nostri colpi stanno andando a segno e poi con un teschio colorato che il nemico è finalmente a terra, pronto per il consueto e soddisfacente colpo finale.
Resetta questo
Il problema più grande di Marathon, o almeno di queste prime ore in sua compagnia, è che le sessioni non sembrano offrire nessun tipo di narrativa emergente. Da Tarkov ad Arc Raiders, ogni partita ha una sua storia che viene scritta man mano, delle interazioni con gli altri giocatori uniche, dei momenti nei quali è bene fermarsi e ragionare sul da farsi. Arc Raiders offre inoltre dei nemici davvero unici, che rispondono alle nostre azioni in modo spesso sorprendente, e gli scontri a fuoco con gli utenti hanno quel giusto ritmo che permette ad altri attori di entrare in scena e cambiare tutto.
In Marathon ogni scontro sembra risolversi fin troppo velocemente, si corre verso un obiettivo e ci si lancia all'estrazione senza sorprese o eventi che spingono a cambiare completamente strategia, o almeno questa è stata la mia esperienza durante la open beta. Ammetto che già alla quinta partita, ho iniziato a sentire il peso di una ripetitività che certamente fa parte del genere degli extraction shooter, ma che non avevo mai sperimentato così velocemente, nemmeno durante i primi test con Arc Raiders che, al contrario, mi lasciarono con una grandissima voglia di riprovarci, ancora una volta. Di Marathon ho apprezzato moltissimo il loot che si fa più ricco man mano che la partita prosegue e il tempo per l'estrazione si riduce, spingendo i giocatori a non abbandonare subito il campo di battaglia. Non dovrebbero invece esserci sorprese per quel che riguarda l'endgame, tasto dolente per tutto il genere che Marathon non sembra aver intenzione di stravolgere: aspettiamoci il solito e anticlimatico reset del personaggio su cui ha sbattuto la faccia anche Arc Raiders.
Marathon non è il disastro che molti temevano, ma è senza dubbio un prodotto il cui focus è ancora tutto da scoprire, con una base che si è rivelata valida in un contesto diverso e che ora deve dimostrare di funzionare anche come extraction shooter. Considerando i pregressi, preoccupa anche la capacità della compagnia di aggiornare il gioco con costanza, ma questi sono problemi che, se emergeranno, lo faranno soltanto in futuro. Il presente di Marathon è invece un mistero pieno di colori che, nonostante tutto, non vedo l'ora di svelare insieme a voi. Inizieremo, infatti, a giocare alla nuova fatica di Bungie proprio insieme a tutti gli altri giocatori e per la recensione ci vorrà ancora del tempo. I dubbi ci sono, le certezze anche, ma come sappiamo oggigiorno tutto questo non basta per decretare fin da subito se un prodotto online sarà un successo, un fallimento o un gioco che saprà risuonare in un pubblico ben preciso, grande abbastanza per garantirgli il successo sufficiente per tirare a campare, o crescere nel tempo.
CERTEZZE
- Art direction e musiche fenomenali
- Feeling delle armi molto buono e in linea con il passato Bungie
- Sembra esserci tanto da scoprire e da sperimentare
DUBBI
- Il PVP sembra un po' piatto
- L'interazione tra giocatori è davvero così limitata?
- A volte i comandi rendono i personaggi un po' troppo goffi