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Life is Strange Reunion: abbiamo provato il capitolo in cui Max e Chloe tornano finalmente insieme

Anche Chloe è pronta a tornare, in un capitolo di Life is Strange più che mai... strano. Noi lo abbiamo provato in anteprima!

PROVATO di Simone Pettine   —   24/02/2026
Max e Chloe, le protagoniste di Life is Strange Reunion
Life is Strange: Reunion
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Life is Strange Reunion, in uscita il prossimo 26 marzo, è l'ultimissimo capitolo dell'ormai stranoto franchise. È stato annunciato a sorpresa all'inizio dell'anno, ma a tutte le altre sorprese sembra aver rinunciato sin dal titolo. Quel Reunion, infatti, punta in modo scoperto all'incontro tra Max e Chloe, personaggi fondamentali della prima avventura in assoluto della serie. È chiaro che l'operazione nostalgia era cominciata, in modo abbastanza palese, proprio dal recente Double Exposure, con il quale Deck Nine aveva sondato il terreno sul possibile ritorno di Max. Fatto trenta, si può fare bene trentuno. E allora riecco anche Chloe.

Abbiamo provato per un paio d'ore quello che con tutta probabilità sarà il primo episodio della versione completa. Prima nei panni di Max che, intenzionata a evitare l'ennesima catastrofe preannunciata da una visione del futuro, indaga nel solito bar dove si trovi un edificio sospetto. Poi in quelli di Chloe, appena arrivata nello stesso locale pochi secondi dopo la partenza dell'amica. Poi ancora con Max, nello scantinato sede delle pratiche occulte dell'Abraxas. Infine in casa della protagonista, questa volta in compagnia di Chloe, pienamente in fase di Reunion.

La sessione è iniziata in medias res proprio perché non c'era motivo di ricorrere ai soliti preamboli. Ormai chiunque conosce bene Max, sa cosa insegna (fotografia, ovviamente), e sa dove insegna (alla Caledon University). Alla stampa è stato offerto, invece, il nodo centrale che giustifica la stessa esistenza di Reunion, vale a dire l'arrivo di Chloe alla Caledon. Dal punto di vista narrativo, questo è un bel problema: per almeno il 50% dei fedelissimi della serie costituisce un vero e proprio tradimento, viste le scelte effettuate durante la propria partita, per l'altro 50% la naturale evoluzione della storia.

Maledetto spaziotempo

Difficile dire se, per voi che leggete, il ritorno di Chloe sia positivo o negativo. Dipende dalla scelta fatta a suo tempo: alla fine del primo Life is Strange Chloe poteva morire, sacrificata per la salvezza di tutta Arcadia Bay, oppure sopravvivere, al prezzo però dell'intera cittadina. Tutta la serie si è portata dietro, negli anni, il peso di una vera e propria scelta morale, che ha segnato la trama, ma anche i giocatori, coinvolti emotivamente come è accaduto solo di rado nella storia del medium.

In Double Exposure, recensito a suo tempo, questo problema è stato aggirato: Max ricordava, a seconda delle scelte, che Chloe era morta ormai sei anni prima; oppure che non era morta affatto, ma semplicemente avevano avuto delle divergenze e si erano allontanate. Il ritorno in scena di Chloe in carne e ossa pone dunque dei problemi fondamentali, affrontati in modo in verità un po' banale (almeno per ora) con la scusa dello spaziotempo. Siccome Double Exposure si era chiuso proprio con il collasso tra piani di realtà diversi (ricordate Safi? Ecco, colpa dei poteri di Safi, amplificati da quelli di Max), ora in Reunion ci si ritrova in un piano temporale completamente rimescolato. Nel nostro caso, ad esempio, Chloe in teoria è morta ad Arcadia Bay, però torna comunque in scena perché arriva direttamente dall'altra realtà in cui è sempre stata viva. I primi dialoghi tra le due protagoniste non sono stati, poi, così coinvolgenti dal punto di vista emotivo, con un primo incontro un po' affrettato (per esigenze di trama: c'erano un edificio pericolante sul retro e la polizia in arrivo) e una seconda interazione più rilassata, ma comunque facilmente dimenticabile (Max sempre più sorpresa, Chloe prima timorosa, poi quasi infastidita).

Gli atteggiamenti delle due sono quasi imposti da una serie di problemi, per così dire, spaziotemporali. Innanzitutto, la "nostra" Chloe non ricorda di essere morta, anzi, la sua memoria copre in modo molto diverso da Max i sei anni di buio. Le protagoniste, nella realtà di Chloe, sono state insieme per alcuni anni, viaggiando per il paese, ma questi eventi non si sono mai verificati nella realtà di Max; gran parte della trama verterà forse sulla necessità di ricucire queste ferite e incomprensioni.

Chloe non tornava alla ribalta da Before The Storm. Ne è passato di tempo...
Chloe non tornava alla ribalta da Before The Storm. Ne è passato di tempo...

L'altra conseguenza è che, per i giocatori che avevano scelto di salvare Arcadia Bay, il ritorno di Chloe sarà a livello di trama molto più complesso da accettare rispetto a chi aveva salvato la ragazza sin dal principio. Per la prima volta la fruizione di un capitolo della serie potrebbe subire un "pregiudizio" di partenza rilevante: se persino una scelta fondamentale, alla fine, conta solo fino a un certo punto e può essere revocata con un pretesto, che ne sarà di un'esperienza da sempre apprezzata proprio perché basata sulle decisioni (irrevocabili) dei giocatori?

Ritorno al passato, anche nelle modalità di gioco

Giocando a Life is Strange Reunion, abbiamo riconfermato quell'idea che negli anni ci ha fatto compagnia di episodio in episodio. Una serie di questo tipo, impostata in modo molto specifico, in cui si agisce su binari narrativamente preimpostati (alla luce di tutte le scelte possibili) può essere variata solo fino a un certo punto. Le modifiche al gameplay possono solo essere minime, perché ciò che conta è la narrazione, e la narrazione per svilupparsi e assumere centralità ha bisogno che le interazioni con il mondo di gioco non si spingano oltre un certo limite. Paradossalmente - ma di paradossi Life is Strange è sempre stato pieno - sembra che Reunion abbia fatto un passo indietro.

Max può riavvolgere il tempo, esattamente come accadeva nel primissimo Life is Strange
Max può riavvolgere il tempo, esattamente come accadeva nel primissimo Life is Strange

Intanto ha ripescato quella che in Before The Storm era la "gara di insulti": sessioni di dialogo in cui Chloe, per cavarsela, deve semplicemente mostrare una bella faccia tosta e arrampicarsi sugli specchi per avere la meglio sull'interlocutore. Per esempio, appena arrivata alla Caledon, coinvolta in una rissa da bar in meno di due secondi, ha dovuto convincere la guardia del locale di essere una studentessa appena immatricolata e di conoscere bene corso di studi e anche mascotte del campus (per fortuna che nei paraggi c'era Lucas, insospettabilmente predisposto al supporto). Comunque, i fan storici, che sono poi praticamente il pubblico a cui si sta rivolgendo Deck Nine con Reunion, hanno già avuto a che fare con questa modalità di interazione.

Idem per Max, tornata in possesso del potere di riavvolgere il flusso temporale a proprio vantaggio. Nel 2017 questa era la grande novità di Life is Strange, che fece colpo certamente in primo luogo per la storia, ma anche per il modo in cui si poteva "modificare" la storia stessa, alterando gli eventi saltellando tra passato e presente per modificare il futuro. In Double Exposure questa caratteristica era stata accantonata in favore del salto tra dimensioni, ora ritorna.

I primi momenti della Reunion non sono esattamente esaltanti
I primi momenti della Reunion non sono esattamente esaltanti

Passato il piacere momentaneo della riscoperta, però, ci siamo ritrovati nei fatti a giocare nello stesso modo in cui giocavamo nel 2017, appena aggiornato dalla possibilità di tenere con noi gli oggetti raccolti riavvolgendo il tempo (fondamentali, ad esempio, per disinnescare una bomba prima dello scadere del tempo). Speriamo in qualche sorpresa più rilevante lungo il percorso.

Sono già stato qui

Per tutto il tempo della prova, abbiamo avuto l'impressione di avere tra le mani non Life is Strange Reunion, ma Life is Strange Double Exposure Parte 2. Perché in effetti i due titoli sono davvero uno il continuo dell'altro. Tant'è che è impossibile non sentirsi immediatamente a casa: i luoghi sono gli stessi (la Caledon University, il bar degli universitari, la casa di Max), i personaggi quelli già incontrati in Double Exposure. Curioso come, in una produzione che gioca da sempre sul tempo, di tempo ne sia passato davvero pochissimo dalla conclusione del capitolo precedente. L'unica vera novità è l'arrivo di Chloe, e naturalmente non è poco; resta da capire come sarà gestita all'interno della storia.

Bentornati alla Caledon, dove tutto è rimasto come l'avevate lasciato
Bentornati alla Caledon, dove tutto è rimasto come l'avevate lasciato

Perché il sentore di ripetitività questa volta è davvero forte. Sia chiaro: la nostra prova ha riconfermato che di Life is Strange non ce n'è mai abbastanza e quello che abbiamo visto ci è piaciuto. Ci è piaciuto, però, proprio perché rientriamo nello zoccolo duro dei sostenitori di Life is Strange, da sempre: questo capitolo, benché narrativamente rischioso nelle sue premesse, è pensato per i fan storici, e nulla ha da dire ai nuovi arrivati, che si sentirebbero se mai estremamente confusi sin dai primi momenti. È pensato, invece, per chi è legato da ormai quasi dieci anni a Max e Chloe, e ne vuole ancora, ancora e ancora; a chi apprezza le atmosfere rilassate e riflessive del loro mondo, intrise di costanti citazioni alla cultura pop.

Però è impossibile negare quel senso di "già visto, già fatto, già vissuto" dell'operazione, particolarmente insistente almeno in questi primi momenti. A forza di insistere sui punti di forza del franchise fino allo sfinimento, attualmente il principale nemico di Life is Strange sembra essere proprio... Life is Strange.

Life is Strange è sempre Life is Strange. Aver rivisto insieme Max e Chloe, anche se per poco, ci ha scaldato il cuore. Al netto di tutti i problemi legati ai paradossi temporali e al "tradimento" di quella fatidica scelta fatta nel 2017, al termine del primo capitolo, non vediamo l'ora di scoprire che cosa riserva il futuro alle due protagoniste, strane, complicate e dunque adorabili, nonostante il passare degli anni. Ci sono però anche delle riserve, questo sì. In particolare, Life is Strange Reunion sembra voler giocare davvero troppo sul sicuro nel suo riproporre luoghi, personaggi e persino modalità di gioco ormai già visti e stravisti. Va bene la continuità, va bene il voler essere conservativi per riconfermare la propria identità, ma così è forse troppo. A meno che non ci siano delle sorprese dietro l'angolo. E a meno che, naturalmente, trama e sceneggiatura non siano semplicemente perfette. Per scoprirlo dovremo attendere un altro po'.

CERTEZZE

  • Il ritorno di Chloe apre a una serie di possibilità narrative interessanti
  • Formula ormai tradizionale e consolidata
  • Tecnicamente e artisticamente curato, come sempre

DUBBI

  • Per molti, il ritorno di Chloe sarà un vero tradimento
  • Il senso di "già visto" questa volta è davvero alto
  • Speriamo in qualche sorpresa lato gameplay