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Digimon Story: Time Stranger arriva su Switch e Switch 2: cosa cambia rispetto alle altre versioni

Modalità Performance a 60 fps, Qualità in 4K HDR e tre DLC già disponibili: la nostra analisi tecnica.

SPECIALE di Simone Pettine   —   08/07/2026
I protagonisti di Digimon Story: Time Stranger in posa
Digimon Story: Time Stranger
Digimon Story: Time Stranger
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Lo scorso ottobre i fan dei mostriciattoli digitali più famosi al mondo hanno avuto di che gioire, con la pubblicazione dell'ottimo Digimon Story: Time Stranger su PS5, Xbox Series X|S e PC. Bandai Namco ha puntato ancora una volta su un RPG "di compromesso" tra la complessità di fondo tipica del paese del Sol Levante (dove, del resto, il genere ha avuto origine) e la necessità di fruizione rapida e intuitiva, alla quale è abituato gran parte del pubblico occidentale. L'unica cosa che mancava, quasi un anno fa, era una versione pensata appositamente per Nintendo Switch 2.

Non c'era molto di cui sorprendersi. La nuova console della Casa di Kyoto era stata pubblicata appena un trimestre prima e serviva un po' più di tempo per perfezionare il pacchetto affinché sfruttasse meglio il nuovo hardware. A distanza di un anno circa, il gioco arriva nei negozi con un pacchetto di novità, che sono soprattutto di tipo grafico e tecnico. Contenutisticamente parlando, infatti, Digimon Story: Time Stranger per Nintendo Switch 2 proporrà la medesima avventura vista altrove e, nonostante i mesi di attesa, sarà venduto a prezzo pieno, edizione Ultimate inclusa.

Non è scontato ricordare, in questo periodo storico che sembra segnato dall'imminente apocalisse del supporto fisico su console, che il gioco viene distribuito su Nintendo Switch 2 esclusivamente in formato digitale (o Game-Key Card). I collezionisti dovranno acquistare Digimon Story: Time Stranger per la prima Switch e poi aggiornarlo sulla nuova console. Buone notizie, invece, riguardo i "costi di passaggio" dalla console originale a Nintendo Switch 2: non ci sarà alcun pacchetto di aggiornamenti da acquistare a parte, ma semplicemente una patch: sarà quest'ultima a sbloccare le nuove potenzialità di Digimon Story: Time Stranger per la "nuova generazione".

Trama e gameplay: dove eravamo rimasti?

Se a suo tempo avete letto la nostra recensione di Digimon Story: Time Stranger, probabilmente avrete già almeno un'idea di quanto l'ultimo capitolo del franchise abbia contribuito a irrobustire l'ottima impostazione già offerta dalla serie prequel Cyber Sleuth. A cominciare dalla trama, questa nuova avventura sospesa tra mondo reale e digitale si è dimostrata intrigante e approfondita, anche grazie a una serie di tematiche sempre attuali offerte dalla migliore fantascienza: il contatto tra due mondi alternativi, i salti nel tempo, la possibilità di influenzare quanto accaduto nel passato per salvare il futuro dall'apocalisse imminente. Il protagonista, in Time Stranger, si ritrova in balia di eventi dall'atmosfera molto più cupa rispetto a Cyber Sleuth, e verrà inviato dalla sua compagnia segreta in un preciso periodo storico in cui il confine tra mondo reale e digitale può essere ufficialmente varcato, passando così da Tokyo a DigiWorld (qui noto come "Iliad") senza alcun tipo di problema.

Sì, tornano anche i volti fondamentali del franchise, come Agumon
Sì, tornano anche i volti fondamentali del franchise, come Agumon

Com'è ovvio, anche a distanza di meno di un anno dalla prima pubblicazione sul mercato, Digimon Story: Time Stranger ha continuato ad insistere sulla storia principale, introducendo una serie di avventure aggiuntive (a pagamento) che hanno aumentato ulteriormente il monte ore complessivo, portandolo a sforare, così, le 50-60 ore di gioco totali. Senza considerare i "pesi massimi" che bilanciano la semplice progressione narrativa, vale a dire il reperimento di tutti i Digimon disponibili e poi il loro allevamento individuale, a suon di battaglie attraverso i dungeon in cui sono articolate tutte le aree della mappa di gioco (sia nel mondo "fisico" dove abitano i protagonisti, sia in quello digitale dei mostriciattoli): anche questi aspetti vengono per forza di cose ereditati di peso dalla versione per Nintendo Switch 2, e ribilanciati e perfezionati dalle patch correttive pubblicate negli ultimi mesi.

Fiore all'occhiello di Digimon Story: Time Stranger era e resta, però, la mole di creature collezionabili. Non solo è la più alta mai vista negli ultimi anni, ma il livello di profondità delle meccaniche di gioco fa sì che ogni singolo Digimon meriti di essere approfondito in tutte le sue possibili linee digievolutive alternative: a suon di evoluzioni e di de-evoluzioni, occorrerà moltissimo tempo per ottenere tutti i personaggi, e ancora di più per padroneggiare ciascuno di essi negli interminabili combattimenti a turni in cui si articola la progressione nel mondo di gioco.

Alcune battaglie contro i boss sanno essere particolarmente frustranti
Alcune battaglie contro i boss sanno essere particolarmente frustranti

Gli scontri favoriscono l'utilizzo del numero più variegato possibile di Digimon, ognuno con abilità elementali uniche: in questo la ricchezza iniziale, fatto salvo il valore numerico, è rimasta sostanzialmente intoccata. Nel bene e nel male: alcune creature restano comunque più potenti di altre se utilizzate con determinati set, ormai ampiamente noti ai giocatori.

Qualità grafica, frame rate e contenuti aggiuntivi

Dal momento che l'offerta complessiva è rimasta sostanzialmente inalterata rispetto allo scorso ottobre, la novità principale di Digimon Story: Time Stranger su Nintendo Switch 2 consiste in nuove possibilità grafico-tecniche. La situazione è leggermente intricata, tanto che Bandai Namco è dovuta intervenire per fare il punto della situazione con grafici e tabelle. Ricordiamo intanto che il titolo, su Switch standard, gira in modalità portatile a 1280x720 e in modalità TV a 1920x1080, rimanendo sempre bloccato a 30 fps.

Il frame rate su Nintendo Switch 2 arriva ai 60 fps
Il frame rate su Nintendo Switch 2 arriva ai 60 fps

Con la nuova versione per Nintendo Switch 2, per la quale sarà obbligatorio (ricordiamolo) scaricare la patch del 10 luglio, le cose migliorano notevolmente, a partire dall'introduzione della scelta tra la modalità Performance e la modalità Qualità. La prima propone una risoluzione di 1920x1080 sia in modalità portatile che TV. Non supporta né 4K né HDR, ma è l'unica, attualmente, che "sblocca" il frame rate fino a un massimo di 60 fps. Ora, la situazione non legittima le grida di euforia, ma avendo optato proprio per questa opzione nel corso della nostra prova di Digimon Story: Time Stranger vi confermiamo che, lato frame rate, è tutta un'altra cosa rispetto alle altre console.

Vero, il colpo d'occhio generale sulle altre console di attuale generazione resta leggermente superiore, anche per via di una maggiore pulizia degli ambienti, rifiniture delle texture e una serie di altri elementi di cui qualsiasi giocatore, con entrambe le versioni a portata di mano nello stesso momento, potrebbe facilmente accorgersi. Va però anche detto che ora su Nintendo Switch 2, e rigorosamente in modalità performance, Digimon Story: Time Stranger è più fluido: il frame rate sbloccato si aggira nella maggior parte dei casi sui 45-50 fps (nelle zone affollatissime di nemici si avvertono segnali di cedimento, ma nelle battaglie standard il miglioramento è notevole). Le prestazioni leggermente superiori rispetto al resto delle piattaforme rendono così il titolo più godibile, soprattutto in modalità portatile, al netto di un colpo d'occhio generale che resta tutto sommato di qualità, o comunque senza sbavature di sorta. Dipende, certo, anche dai propri standard: ma se per notare le differenze grafiche con la modalità qualità è necessario aguzzare la vista, i benefici del frame rate in modalità performance sono immediatamente percepibili.

Il colpo d'occhio generale di determinati ambienti è meritevole
Il colpo d'occhio generale di determinati ambienti è meritevole

E a proposito della modalità qualità: innanzitutto, in portatile non ha granché senso, perché tanto la risoluzione resta a 1920x1080, mentre si passa a 3840x2160 in modalità TV. Interessante, invece, è l'introduzione del supporto HDR (che lo ricordiamo: è disponibile solo su Nintendo Switch 2), pur con l'ovvio limite del frame rate che torna ad essere bloccato a 30 fps. Per quanto ci riguarda, non c'è stato il minimo dubbio: abbiamo goduto di gran parte dell'avventura in modalità performance. Digimon Story: Time Stranger è un titolo articolato in corridoi da esplorare e battaglie continue: una fluidità maggiore comporta una godibilità altrettanto superiore.

Tutte le creature introdotte in questi mesi saranno disponibili nei pacchetti aggiuntivi
Tutte le creature introdotte in questi mesi saranno disponibili nei pacchetti aggiuntivi

Buone notizie anche per i contenuti aggiuntivi di Digimon Story: Time Stranger per chi acquisterà il titolo direttamente ed esclusivamente su Nintendo Switch 2. Dallo scorso ottobre, Bandai Namco ha pubblicato infatti ben tre pacchetti di DLC, anche noti come "episodi aggiuntivi": Alternate Dimension, GAKU-RAN e Anti-ParadoX. Sono importanti, tra le altre cose, perché hanno aumentato il già corposissimo numero complessivo di digimon collezionabili, introducendo anche volti fondamentali degli esemplari più amati dai fan, su tutti Omnimon e alcune sue varianti. A parte va considerato poi l'oggetto per la Digifattoria Moai d'oro, incluso (assieme agli episodi aggiuntivi) nel season pass.

Chi punta direttamente a un Digimon specifico (come ad esempio BanchoMamemon) opterà per il pacchetto corrispondente (nel nostro caso, l'episodio aggiuntivo GAKU-RAN); tutti gli altri risparmieranno ragionamenti, ricerche e pure qualche spicciolo optando direttamente per il pass stagionale.

Vale la pena tornare ad allevare Digimon?

Avendo avuto la possibilità di giocare una prima volta a Digimon Story: Time Stranger su PS5, poi una seconda volta, a distanza di mesi su Nintendo Switch 2, la domanda finale è più che scontata: vale la pena tornare sull'ultimo capitolo del franchise, dopo tutto questo tempo, per una seconda volta e specificamente sulla nuova ammiraglia della casa di Kyoto?

Il mondo di gioco mescola scenari quotidiani al mondo digitale di Iliad
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In generale, un titolo come Time Stranger, se già sviscerato completamente, difficilmente si presta a un "secondo giro", a causa del dispendio di tempo necessario anche solo per entrare nel vivo della sua storia o delle sue meccaniche. Ricomprare la versione per Nintendo Switch 2 ha dunque senso solo se si punta alla modalità portatile, con tutti i suoi vantaggi. Oppure, la scelta della console Nintendo ha perfettamente senso qualora non si abbia ancora avuto modo di giocare a Digimon Story: Time Stranger e si voglia puntare a un frame rate superiore rispetto alle altre versioni in commercio. Non è chiaro se la situazione cambierà nel prossimo futuro con una patch di sorta, ma ad oggi solo su Nintendo Switch 2 è possibile puntare a un'esperienza superiore ai semplici 30 fps.

Ottenere digievoluzioni sempre più potenti è ancora appagante
Ottenere digievoluzioni sempre più potenti è ancora appagante

Per tutti gli altri già felici possessori del titolo, digitale o fisico che sia, logicamente l'arrivo su Nintendo Switch 2 cade fuori tempo massimo. In attesa del probabilissimo Digimon Story: Time Stranger 2, comunque, non è detto che qualcuno non cada comunque in tentazione.

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