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La fine dei giochi fisici rientra nella necessità di "spremere" una base di utenti console in calo

Un'analisi di Mat Piscatella di Circana ribadisce che la decisione di uccidere i giochi fisici e passare al digitale deriva anche dalla necessità di maggiori profitti da un'utenza ridotta.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   07/07/2026
Vari personaggi PlayStation

L'annuncio di Sony sulla definitiva "uccisione" dei videogiochi su disco non giunge propriamente come un elemento di rottura improvvisa, quanto piuttosto dall'adeguamento a un trend che si sta definendo in maniera molto chiara e che secondo un analista di mercato riguarda anche la necessità di "spremere" una base di utenti in calo, cosa che riguarda l'ambito delle console in generale.

È di questo avviso Mat Piscatella di Circana, che ha evidenziato come i produttori di console si stiano spostando dalla necessità di cercare nuovo pubblico per espandere la propria utenza a quella di incrementare i profitti dall'utenza ormai consolidata all'interno del proprio ecosistema, e il passaggio al digitale come forma esclusiva di fruizione è in linea con questa tendenza.

D'altra parte, anche lo stesso Hideaki Nishino, CEO di Sony Interactive, ha riferito chiaramente che lo spostamento su un maggior profitto derivato dagli utenti già esistenti è ora l'obiettivo principale, ponendo in secondo piano la vendita di hardware e l'espansione del bacino di utenti.

Un pubblico console sempre più anziano e benestante

"Il pubblico delle console è diventato, in media, più anziano e più benestante nel corso del tempo", ha affermato Piscatella intervistato da Polygon. "I giocatori più giovani, in generale, scelgono più spesso di giocare a titoli più facilmente accessibili e a basso costo su dispositivi mobili e PC rispetto alle generazioni precedenti".

Questa è in effetti una tendenza ormai consolidata e ben documentata: il pubblico console risulta mediamente sempre più anziano, mentre i giovani si sono spostati da tempo su altri dispositivi, come smartphone e PC.

"I prezzi relativamente elevati (e in aumento) dell'hardware e dei contenuti delle console per videogiochi non fanno che rafforzare tali barriere all'ingresso", ha spiegato Piscatella.

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"Sul lungo termine, se la situazione dovesse rimanere invariata, il mercato potenziale delle console continuerà a invecchiare e a diventare più benestante, e l'ecosistema delle console dovrà generare sempre più ricavi da un pubblico in calo per poter crescere".

È in effetti quanto emerso anche dal documento programmatico sui piani a medio e lungo termine di Sony, dunque non stupisce il passaggio netto al digitale stabilito entro il 2028, perché garantisce margini maggiori al produttore e permette un maggiore controllo sui prezzi.

Solo Nintendo riesce in qualche modo ad attrarre fasce di pubblico più giovani, contando su alcune proprietà intellettuali più "universali" in termini di attrattiva.

La chiusura del mercato fisico consente al produttore, in questo caso Sony, il completo controllo sulle strategie di prezzo e sulla disponibilità dei prodotti: se si vorrà un gioco su PlayStation, si dovrà pagare il prezzo pieno o attendere un eventuale sconto deciso da Sony stessa.

È chiaramente una strategia che guarda più a un'utenza con maggiori disponibilità economiche, che è in effetti quella che corrisponde maggiormente al pubblico delle console in questi anni.

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