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I videogiochi dimenticati di Capcom che dovrebbero tornare

Negli ultimi anni Capcom ha riportato alla luce diversi suoi grandi franchise del passato, ma ci sono ancora molte serie che meriterebbero di vedere un nuovo capitolo oggi.

SPECIALE di Silvio Mazzitelli   —   05/04/2026
Darkstalkers
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Capcom ha iniziato questo 2026 alla grande con l'uscita di Resident Evil Requiem, seguìto poi da Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection - che come avete potuto leggere nella nostra recensione si è rivelato uno dei migliori monster collector mai realizzati - e a breve arriverà anche l'interessante Pragmata. Negli ultimi anni la software house di Osaka ha realizzato giochi che vanno dal buono al capolavoro, ma, oltre all'incredibile qualità dimostrata, Capcom sta anche facendo un ottimo lavoro di recupero delle sue IP storiche.

Tra i titoli in arrivo quest'anno ci sarà infatti anche un nuovo Onimusha, serie che non vedeva un'avventura inedita da quasi vent'anni. Due anni fa invece era uscito un secondo capitolo di Dragon's Dogma, mentre il prossimo anno sarà la volta del ritorno di Mega Man con il nuovo capitolo intitolato Mega Man: Dual Override.

Capcom ha dimostrato di saper ascoltare il feedback degli appassionati, proponendo nei passati anni diversi questionari in cui si andava a chiedere proprio quali vecchi franchise i fan avrebbero voluto rivedere. Nonostante il recupero e la presenza di tante IP storiche, Capcom ha una libreria immensa di videogiochi che vorremmo veder tornare, e così abbiamo pensato a quali potrebbero essere i principali candidati per ricevere una nuova vita in futuro, e chissà che alcune delle IP qui proposte non siano già in fase di produzione in gran segreto.

Darkstalkers

Con Street Fighter 6, Capcom è tornata in cima al genere dei picchiaduro e, a distanza di tre anni dalla sua uscita, resta ancora oggi uno dei titoli più giocati e amati dalla community, soprattutto in ambito competitivo. Oltre ad aver praticamente definito il genere con Street Fighter, Capcom ha dato vita a numerosi altri fighting game di alto livello, e tra questi uno dei più desiderati ritorni è senza dubbio Darkstalkers.

sarebbe bello vedere un nuovo capitolo di Darkstalkers rifatto dalla Capcom che ha tirato fuori quella perla di Street Fighter 6
sarebbe bello vedere un nuovo capitolo di Darkstalkers rifatto dalla Capcom che ha tirato fuori quella perla di Street Fighter 6

Questo iconico picchiaduro nacque negli anni '90 con una trilogia di capitoli che conquistò molti giocatori, prima in sala giochi e poi con i porting su console. L'ultimo vero capitolo risale al 1997: da allora abbiamo visto solo alcune apparizioni dei suoi personaggi in altri titoli, come Morrigan in Marvel vs. Capcom, e raccolte come Capcom Fighting Collection, che includevano diversi episodi della serie.

Per chi non lo conoscesse, Darkstalkers era un picchiaduro caratterizzato da un roster ispirato alle creature del folklore mondiale: vampiri, lupi mannari, mummie, uomini delle nevi, zombie e molto altro. Il gioco proponeva per l'epoca un sistema di combattimento innovativo, che permetteva di concatenare attacchi leggeri, medi e pesanti in combo fluide, una base che sarebbe poi stata ripresa da molti altri fighting game, in particolare da quelli di Arc System Works. Sarebbe interessante vedere la Capcom di oggi tornare su Darkstalkers e dargli finalmente un seguito dopo quasi trent'anni dall'ultimo capitolo.

Dino Crisis

Non poteva mancare in questa lista Dino Crisis, probabilmente il titolo per cui più di tutti viene richiesto almeno un remake, seguendo magari lo stile dei rifacimenti di Resident Evil 2 e del quarto capitolo della stessa saga. Quando uscì nel 1999, il gioco era di fatto considerabile un Resident Evil con i dinosauri, mentre il seguito virò molto più verso l'action, eliminando quasi del tutto la componente survival horror.

Nel 2003 uscì anche un terzo capitolo, in esclusiva Xbox: pessimo al punto che molti preferiscono dimenticarlo, era ambientato in una stazione spaziale e i nemici non erano veri dinosauri, ma creature a loro ispirate. Il suo fallimento rappresentò il colpo di grazia per la serie.

Rivedere rifatto Dino Crisis nello stile dei remake di Resident Evil 2 e 4 sarebbe il sogno di molti fan
Rivedere rifatto Dino Crisis nello stile dei remake di Resident Evil 2 e 4 sarebbe il sogno di molti fan

Più che un semplice remake del primo capitolo, sarebbe forse ancora più interessante vedere un reboot completo. Dino Crisis era un buon gioco, ma presentava diversi limiti e non raggiungeva la qualità dei primi Resident Evil. Ripartire da zero permetterebbe di rielaborarne le basi, mantenendo l'impronta survival horror ma dandogli una direzione più distintiva rispetto alla saga principale di Capcom, magari dando anche maggiore spazio alla varietà dei dinosauri, piuttosto limitata nel primo episodio.

La Capcom di oggi avrebbe senza dubbio le capacità per dare nuova vita a questo survival horror preistorico. Dopo anni di richieste da parte dei fan, non è nemmeno così impossibile immaginare che qualcosa sia già in lavorazione.

Final Fight

Durante l'epoca d'oro dei picchiaduro 2D, Capcom era una delle software house più rinomante in questo genere: sono innumerevoli i titoli di grande qualità appartenenti a questa tipologia realizzati dalla software house di Osaka, ma senza dubbio uno dei più importanti rimane la saga di Final Fight.

Final Fight è stato uno dei beat'em up più importanti all'epoca della sua uscita
Final Fight è stato uno dei beat'em up più importanti all'epoca della sua uscita

Tra il 1989 e il 1995 uscirono tre capitoli della serie, ma fu il primo a imporsi come uno dei picchi del genere dei beat'em up, diventando un punto di riferimento per molti altri titoli simili. Personaggi come Guy, Cody e il massiccio sindaco di Metro City, Mike Haggar, divennero iconici, tanto che poi molti di questi (compresi alcuni nemici) vennero inseriti come personaggi giocabili in alcuni capitoli di Street Fighter.

Rivedere Capcom alle prese con questo genere può sembrare difficile al momento, ma è anche vero che negli ultimi anni i beat'em up sono tornati a essere molto più popolari rispetto a un tempo, dunque la speranza di rivedere prima o poi un nuovo Final Fight è molto meno improbabile di quanto si possa pensare.

Viewtiful Joe

Hideki Kamiya è uno dei game designer più importanti nella storia di Capcom. A lui dobbiamo la direzione di vere e proprie pietre miliari come Resident Evil 2 e Devil May Cry. Tra i tanti titoli che ha diretto c'è anche l'originale Viewtiful Joe, un action in due dimensioni con grafica 3D in cel-shading, capace di distinguersi per alcune idee di gameplay davvero brillanti.

Viewtiful Joe era un action in due dimensioni davvero originale per l'epoca
Viewtiful Joe era un action in due dimensioni davvero originale per l'epoca

Il gioco è un omaggio ai classici tokusatsu giapponesi, sullo stile di Kamen Rider. La storia si apre con Joe e la sua fidanzata Silvia al cinema, intenti a guardare proprio uno di questi show. All'improvviso la pellicola prende vita e i nemici escono dallo schermo per rapire Silvia: Joe decide così di entrare nel film per salvarla, trasformandosi nell'eroe Viewtiful Joe. Il sistema di gioco ruota attorno ai poteri VFX, ispirati ai comandi di un videoregistratore - rallentare, velocizzare o zoomare - che permettono di eseguire mosse spettacolari e uniche. Il ritmo frenetico e le trovate originali lo hanno reso rapidamente un piccolo cult tra gli appassionati.

Il titolo fu sviluppato da Clover Studio, che si occupò anche del seguito. Negli anni Kamiya ha più volte espresso il desiderio di tornare su questa serie. Dopo aver lasciato PlatinumGames, ha fondato Clovers insieme ad alcuni ex colleghi, sia di Platinum che di Capcom, e attualmente è al lavoro su un nuovo capitolo di Okami, altro progetto nato ai tempi di Clover Studio e da tempo in attesa di un seguito. Chissà che, una volta concluso questo lavoro, non decida di tornare anche su Viewtiful Joe.

Breath of Fire

Oggi sembra strano, ma un tempo Capcom aveva realizzato anche una saga di JRPG chiamata Breath of Fire, nata ai tempi del Super Nintendo con due capitoli usciti tra il 1993 e il 1994. I più celebri restano però il terzo e soprattutto il quarto episodio, entrambi pubblicati su PlayStation e che riscossero un grande successo tra gli appassionati del genere anche al di fuori del Giappone.

Nel 2002 arrivò Breath of Fire V: Dragon Quarter su PlayStation 2, un episodio che cambiò radicalmente formula, sia nel gameplay che nell'ambientazione, e che venne accolto piuttosto freddamente dai fan proprio per questo "tradimento" delle sue origini. La batosta finale è arrivata però nel 2016 con Breath of Fire 6, un gioco mobile free-to-play che però fu chiuso dopo appena un anno, risultando oggi non più disponibile.

Breath of Fire 3 e 4 sono rimasti nel cuore di molti appassionati e ancora oggi dei grandi JRPG
Breath of Fire 3 e 4 sono rimasti nel cuore di molti appassionati e ancora oggi dei grandi JRPG

La saga riprendeva molti dei canoni classici dei JRPG dell'epoca, tra personaggi in stile anime e un'ambientazione fantasy medievale. Ogni capitolo raccontava una storia a sé, anche se i primi tre erano ambientati nello stesso mondo. Non mancavano però elementi ricorrenti, come il protagonista chiamato Ryu e la sua compagna Nina, oltre a razze, magie e abilità condivise tra i vari episodi.

Uno degli aspetti più caratteristici era la capacità di Ryu di trasformarsi in diverse tipologie di drago: ogni avventura proponeva un sistema differente, ma soprattutto nel terzo e nel quarto episodio le possibilità erano numerose e permettevano una buona libertà di sperimentazione. Breath of Fire è ricordato anche come un JRPG piuttosto impegnativo, con boss fight capaci di mettere davvero alla prova i giocatori, spesso costretti a potenziare a fondo il proprio party per superare le sfide più difficili.

Rivedere la Capcom di oggi alle prese con un nuovo Breath of Fire sarebbe estremamente interessante, soprattutto per capire come potrebbe reinterpretare un classico del genere in chiave moderna.

Altri grandi classici di Capcom

Sono molti i titoli Capcom del passato che meriterebbero di tornare, anche al di fuori delle saghe più celebri. Tra questi spiccano Rival Schools e Power Stone, due picchiaduro 3D tra fine anni '90 e inizio 2000 che si distinsero per stile e gameplay.

Tra le produzioni dell'era PlayStation 2, Shadow of Rome resta uno dei progetti più interessanti: un gioco dalla doppia anima, tra l'action brutale nei panni del gladiatore Agrippa e le indagini stealth di Ottaviano. Se queste ultime erano meno riuscite, le fasi nell'arena erano davvero esaltanti.

Shadow of Rome è una di quelle perle nascoste dell'epoca PlayStation 2 ed è sempre di Capcom
Shadow of Rome è una di quelle perle nascoste dell'epoca PlayStation 2 ed è sempre di Capcom

Meriterebbe un ritorno anche Ghost Trick: Phantom Detective di Shu Takumi, creatore di Phoenix Wright. Il titolo, uscito originariamente su DS, ha avuto una versione remaster nel 2023, ma sarebbe bello vedere un nuovo capitolo che riproponga l'ottima narrativa e i divertenti enigmi basati sui poteri da fantasma del protagonista.

Infine, Asura's Wrath rappresenta uno degli esperimenti più particolari di Capcom: un ibrido tra anime e videogioco che rielabora la mitologia buddhista e hindu in chiave cyberpunk. Strutturato come un anime e creato dai famosi CyberConnect2, alternava sequenze narrative e gameplay action, distinguendosi per l'epicità degli scontri. Rimane però celebre anche per una scelta discutibile: il vero finale fu pubblicato come DLC, un motivo in più per cui oggi Capcom dovrebbe riprendere in mano il titolo anche per fare ammenda.