È indubbio come ci siano dei personaggi che, nonostante il passare dei decenni, l'alternarsi delle mode e una naturale tendenza all'oblio di tutto ciò che è intrattenimento di massa, non abbandonano mai completamente il cuore dei giocatori. E non crediamo di essere smentiti nel dire che Edward Kenway, se si è anche solo minimamente appassionati di Assassin's Creed, è senza dubbio uno di questi.
La scorsa settimana abbiamo avuto l'opportunità di partecipare ad una lunga presentazione in remoto dedicata ad uno dei segreti peggio custoditi da Ubisoft e, in quell'occasione, è stato Matt Ryan in persona - la voce e il volto storico del protagonista - a fare gli onori di casa, confermando una sensazione che serpeggiava ormai da molti mesi sul web. C'è voglia, tanta voglia, di tornare a solcare i mari dei Caraibi, questa volta con una tecnologia che sia finalmente all'altezza della nostra immaginazione.
Assassin's Creed: Black Flag Resynced non è soltanto una furba e doverosa operazione nostalgia, tantomeno una banale e pigra rimasterizzazione di un vecchio classico. È un remake totale, ricostruito dalle fondamenta sfruttando come si deve l'ultima versione del motore Anvil, aggiornando con cura e intelligenza il gameplay originale e proiettato per il lancio sul mercato il 9 luglio di quest'anno su PC, PS5 e Xbox.
Un progetto che vede Ubisoft Singapore letteralmente al timone, con il supporto dello studio di Montreal, entrambi focalizzati sull'obiettivo di elevare uno dei più amati e venduti capitoli della saga ad un livello di qualità grafica e di giocabilità mai toccati prima dalla serie.
Sangue, acciaio, ma soprattutto fluidità
Inizio subito col dire che il cuore di questa esperienza "Resynced" risiede soprattutto nel sistema di combattimento che è stato completamente riscritto per favorire un'azione decisamente più dinamica, viscerale e maggiormente aderente ai tempi moderni. Ed è stata costruita facendo tesoro delle innovazioni degli ultimi capitoli della saga. Provate quindi a dimenticare per un attimo la legnosità e la danza ritmata, ma anche poco sfidante, di un tempo: Edward ora muove le sue spade gemelle, le pistole e la lama celata con una fluidità che strizza l'occhio agli episodi moderni e sembra capace di offrire molto più divertimento e, di conseguenza, coinvolgimento.
Ora il perno degli scontri ruota intorno alla parata perfetta introdotta per l'occasione: azzeccando il giusto tempismo, si apre la difesa del bersaglio per un'uccisione istantanea, che può essere concatenata in una scarica di quattro abbattimenti consecutivi ed estremamente coreografati, che risulta una danza letale che non interrompe mai troppo a lungo il flusso dell'azione. Il passaggio tra le varie armi e anche l'uso delle abilità speciali tramite la combinazione tra croce digitale, tasti frontali e grilletti è ormai diventato un classico per la saga di Assassin's Creed e questo sistema immediato e familiare è stato trasportato di sana pianta in Black Flag.
Durante la prima parte della presentazione il team ha anche insistito molto sull'interazione ambientale portata ai massimi livelli: pareti, sporgenze, ripari e tutti gli oggetti distruttibili possono ora essere usati a proprio vantaggio per aumentare il grado di gestione del campo di battaglia e offrire così maggiore varietà all'approccio al combattimento e all'esplorazione. Direttamente collegato a quest'ultimo aspetto, anche il parkour ha ricevuto lo stesso trattamento di svecchiamento: le movenze classiche di Edward sono state arricchite con i miglioramenti implementati nella trilogia RPG e nel recente Shadows con schivate e capriole laterali e all'indietro che dovrebbero garantire un controllo molto più preciso, tempestivo e anche dinamico durante le fasi più concitate e nel bel mezzo delle corse acrobatiche sui tetti dell'Avana o Nassau.
Sarebbe stupido tralasciare il corposo miglioramento tecnico garantito dallo sfruttamento della versione più recente del motore Anvil, ma sarebbe anche banale focalizzarsi troppo su questo aspetto.
Basta uno sguardo rapidissimo a una qualsiasi delle immagini a corredo di questa anteprima, oppure soffermarsi per qualche secondo sul trailer di annuncio o sul nostro video di approfondimento, per rendersi conto dello spaventoso passo in avanti mosso da Resynced. Era inevitabile e anche atteso questo miglioramento grafico e aspettiamo di poterlo sperimentare dal vivo in una sessione di prova per analizzare la fluidità e il colpo d'occhio.
Il ripensamento dello stealth
Un'altra parte fondamentale della presentazione si è focalizzata sugli accorgimenti del team di sviluppo per eliminare alcuni degli elementi del gameplay capaci di generare frustrazione all'epoca, e di risultare oggi decisamente anacronistici. Stiamo ovviamente parlando delle missioni di pedinamento e quelle in cui bisognava rimanere nascosti ad origliare. In entrambi i casi essere colti in flagrante portava alla desincronizzazione istantanea con annessa missione fallita. Ci sono voluti 13 anni e questo remake per far sparire finalmente questa dinamica.
Da quanto visto, se si viene scoperti, l'azione continua e semplicemente si trasforma: l'obiettivo reagisce, costringendo il giocatore ad adattarsi in tempo reale alla nuova situazione, magari passando dallo stealth ad una fuga in fretta e furia oppure tentando un assassinio rapido nella speranza che guardie e nemici non riescano ad attivarsi in tempo.
A supportare questo approccio più libero c'è anche l'introduzione dello stealth completo e a totale discrezione del giocatore (finalmente!) con la possibilità di accovacciarsi ovunque e in qualsiasi momento, non soltanto in prossimità di vegetazione alta o dietro un riparo. Questa funzione dovrebbe essere gestita in combinazione con un design rifinito delle aree che garantisce la possibilità di affrontare nuovi percorsi per infiltrarsi nei fortini o, semplicemente, per raggiungere determinati avversari con un approccio silenzioso.
Ovviamente i ragazzi di Singapore si sono guardati bene dal toccare la trama originale che, di fatto, è stata preservata gelosamente, ma anche "arricchita" con una manciata di missioni secondarie inedite. Tra queste spicca una nuova sequenza con Caroline, la moglie di Edward, che è stata scritta appositamente da Darby McDevitt, lo sceneggiatore originale di Black Flag. Il suo lavoro sembra che si sia spinto anche oltre, visto che durante la presentazione si è parlato di interi, nuovi archi narrativi che coinvolgono Barbanera e Stede Bonnet, capaci di espandere la loro caratterizzazione con nuovi dettagli sulle loro vite.
Torna la Jackdaw, ma non è come ve la ricordavate
Che Black Flag sarebbe senza la navigazione sul mare dei Caraibi? E infatti anche in Resynced le onde e l'acqua sono protagoniste attive di tutta la storia, almeno al pari di Edward Kenway.
Ubisoft Singapore ha implementato un nuovo sistema meteorologico dinamico che avrà conseguenze sull'intero mondo di gioco, non solo durante le fasi a bordo della Jackdaw, mentre la fisica delle onde (ci saranno anche maremoti e piccoli tsunami) influenzerà direttamente la manovrabilità del vascello che ha subito anche un enorme potenziamento grafico con texture estremamente più realistiche e vele che reagiscono al vento in modo credibile.
Particolarmente interessanti anche gli accorgimenti che andranno a toccare l'elemento offensivo dell'imbarcazione, con ogni arma che disporrà ora di una modalità di fuoco alternativa. Ma la vera novità è relativa all'equipaggio visto che in Resynced sono stati introdotti tre nuovi ufficiali: Lucy Baldwin, il Padre e Dead Man Smith. Ognuno di loro è diretto collegamento ad una serie di missioni secondarie che dovranno essere portate a termine per guadagnare la loro fiducia consentendoci così di reclutarli a bordo e quindi sbloccare abilità speciali uniche. Dead Man Smith, ad esempio, permetterà di attivare il "doppio colpo" per i cannoni posizionati sulle fiancate della nave.
Per chi è schiavo dei collezionabili e delle piccole note di colore, Resynced offrirà la possibilità di raccogliere gatti e scimmie nel corso dell'avventura per poterli poi tenere a bordo della Jackdaw come animali domestici da esibire alla bisogna. Un'aggiunta di poco conto, sia chiaro, ma che evidenzia l'attenzione al dettaglio del team di Singapore che scaturisce anche nella manciata di nuovi canti pirateschi che si andranno ad aggiungere a quelli originali.
A quanto pare anche Woodkid tornerà sul luogo del crimine grazie ad una collaborazione speciale che si concretizzerà con un brano reinterpretato appositamente per questo remake.
Questo è un remake, non un RPG
Dove il team è stato assolutamente categorico è nel genere di appartenenza di Black Flag Resynced: il remake rimane un'avventura action focalizzata interamente sul personaggio. Nonostante abbia sfruttato a dovere le introduzioni dei recenti capitoli come vi abbiamo spiegato in precedenza, non si è minimamente ibridizzato e non è diventato in alcun modo un gioco di ruolo. Non ci saranno livelli di esperienza, gradi di rarità o statistiche relativi alle armi, tantomeno alberi delle abilità ramificati che snaturano l'identità di Edward.
Il focus del gameplay ruota tutto intorno alla naturale progressione del protagonista e del suo equipaggiamento e, ovviamente, alla voglia del giocatore di esplorare lo splendido open world di questo storico capitolo. Una scelta audace e sicuramente da apprezzare che si è portata dietro alcune decisioni drastiche, come l'assenza della modalità multiplayer e di tutti i DLC originali. In questo modo il team di Singapore si è potuto dedicare completamente sul perfezionamento della campagna single player principale, al netto delle aggiunte e dei miglioramenti di cui sopra.
Sembra che anche le sezioni ambientate nel "presente" abbiano subito dei cambiamenti di rotta. Anche se purtroppo la presentazione è stata particolarmente avara di dettagli su questo aspetto, sembra che le fasi al di fuori dell'Animus si concentreranno meno sulla burocrazia dell'Abstergo e sul suo funzionamento come azienda, ma saranno più focalizzate sullo spiegare e analizzare i conflitti interiori e le lotte psicologiche di Edward, cercando di legare i ricordi dell'antenato alla sua crescita umana in modo più intimo. Cosa questo significherà in concreto, lo scopriremo solo giocando, visto che in questo ambito non ci è stato mostrato nulla.
Assassin's Creed Black Flag Resynced sembra quindi avere tutte le carte in regola per essere quel remake che i fan della saga chiedono a gran voce da tempo per uno dei capitoli più apprezzati in assoluto. Non punta in nessun modo a reinventare la ruota, perché questo avrebbe comportato cambiamenti troppo radicali, ma cerca "solo" di pulire la visione originale del 2013 con l'obiettivo di regalarci l'avventura paradisiaca e piratesca definitiva.
Assassin's Creed: Black Flag Resynced si è presentato ai nostri occhi come un lavoro di restauro ben pensato, onesto e corposo. L'uso dell'ultima iterazione del motore Anvil garantisce un impatto visivo moderno ed estremamente dettagliato, ma è la revisione delle meccaniche stealth, di combattimento e di parkour, a promettere il salto di qualità maggiore. Rimuovere i pedinamenti con fallimento istantaneo, aggiungere un nuovo strato di spessore tattico alle battaglie a bordo della Jackdaw e approfondire la narrazione con alcuni archi inediti per vecchi e nuovi comprimari, senza snaturare l'anima action in favore di elementi RPG fuori contesto, ci sembra la scelta corretta per celebrare il capitolo con protagonista Edward Kenway. L'appuntamento è fissato per il 9 luglio su PC, PS5 e Xbox.
CERTEZZE
- Da un punto di vista tecnico, il passo in avanti è molto evidente
- Fine delle frustrazioni legate ad un gameplay del passato
- Ci saranno contenuti narrativi inediti
- Il remake non altera la purezza del genere: niente elementi RPG
DUBBI
- Assenza del Multiplayer. Magari a qualcuno mancherà
- Anche i DLC non sono inclusi
- Non è chiarissimo cosa succederà alle fasi ambientate nel presente
- Le aggiunte relative al combattimento e allo stealth vanno provate