Ogni nuova uscita da parte di Double Fine sembra sempre più un mezzo miracolo: in un'industria sempre più impostata su un rigido sistema di generi, è sorprendente vedere realizzarsi idee così fuori dagli schemi, ma quello che impressiona ancora di più è il fatto che questi progetti provengano da uno studio inserito all'interno di uno dei più grossi publisher sul pianeta, da cui ci si aspetterebbe l'imposizione di un indirizzo più rigoroso su titoli potenzialmente più "sicuri", in termini di risultati economici. È anche per questo che ci troviamo a seguire queste sperimentazioni con un malcelato timore sul futuro del team, che sembra godere di una libertà creativa totale ma che temiamo possa scontrarsi, a un certo punto, con la realtà del mondo corporate.
Dopo aver visto la meravigliosa e cangiante avventura senza parole di un faro antropomorfo in un mondo post-apocalittico con Keeper, ci troviamo di fronte a un folle multiplayer a base di ceramiche da combattimento in Kiln, titolo se possibile ancora più strano del precedente ma sempre dotato di un'identità davvero unica. Purtroppo, anche in questo caso c'è da dire che la grande libertà lasciata a Double Fine sembra quasi una sorta di abbandono sul fronte del marketing e della comunicazione.
Il gioco è stato spinto davvero pochissimo in questi termini, mentre avrebbe bisogno di raggiungere una certa popolarità per garantire una buona base di utenti giocanti essendo impostato unicamente sul multiplayer online. D'altra parte, può essere considerato un titolo perfetto per il Game Pass, visto che la sua stranezza e unicità spingono a effettuare il download semplicemente per curiosità, eliminando la barriera rappresentata dal prezzo di acquisto. E in effetti l'unico modo per apprezzare davvero Kiln è proprio lanciarsi al suo interno, perché i suoi elementi migliori emergono dal contatto diretto con il sistema di creazione dei personaggi e dal colorato caos nel pieno dell'azione.
Divinità, creazione e distruzione
Il gioco dimostra di avere una personalità spiccata fin dai primi secondi, quando la sbarazzina dea Celadon ci richiama velocemente all'azione, chiedendoci di personalizzare il nostro svolazzante spiritello guida (con tanto di chiappette in evidenza) e di metterci subito all'opera nella costruzione di una prima ceramica da "abitare".
C'è dunque una specie di matrice mitologica dietro l'azione sul campo, con riferimenti a divinità appartenenti a diverse civiltà che emergono anche dalla caratterizzazione delle mappe, ma la narrazione non è proprio un elemento centrale in Kiln, una volta messi in evidenza gli obiettivi principali a cui puntare durante gli scontri. Tanto basta, comunque, per dare vita a una caratterizzazione che funziona a meraviglia, riuscendo a dare un'identità particolare e carismatica a personaggi che possono assumere praticamente qualsiasi forma si voglia.
Nel vivo dell'azione, Kiln è una specie di "mini MOBA", per così dire: due squadre composte da quattro personaggi si affrontano all'interno di un'arena, cercando di spegnere il forno avversario, trasportando l'acqua fino alla base nemica e versandola nel loro fuoco. Si tratta sia di attaccare che di difendere contemporaneamente, dunque quando le due squadre vengono a contatto si consumano scontri violentissimi che finiscono letteralmente "a cocci", nei quali si deve cercare di sfruttare al meglio le caratteristiche specifiche delle diverse ceramiche utilizzate.
In ogni momento ci sono diverse cose da tenere sotto controllo: per attaccare il forno nemico è necessario caricarsi d'acqua, e questa deve essere raccolta in alcuni punti specifici della mappa. Durante gli scontri, quando si subiscono danni si perde acqua oltre all'energia, dunque entrambi i parametri sono da tenere d'occhio spingendoci a seguire strade e approcci diversi in ogni momento. In tutto questo, le mappe hanno anche la possibilità di influenzare la dinamica dello scontro attraverso le loro caratteristiche peculiari, offrendo sistemi di attacco o difesa "ambientali" da sfruttare in maniera strategica.
Il tornio
L'elemento più impressionante di Kiln è indubbiamente il tornio, che potremmo definire l'editor di personaggi definitivo.
Partendo da una massa di argilla, con pochi movimenti sorprendentemente intuitivi del controller, è possibile dare vita a un'infinità di personaggi di ceramica, con la possibilità di personalizzarli poi ulteriormente attraverso l'applicazione di accessori e verniciature diverse, con opzioni che aumentano avanzando nel gioco. Questa fase è già una componente importante del gameplay, perché consente di scatenare la creatività in maniera notevole per chi ha la giusta inclinazione, ed è davvero una grande soddisfazione vedere le nostre creazioni prendere vita, perfettamente renderizzate all'interno del gioco.
Le infinite forme che si possono realizzare rientrano automaticamente in determinate categorie in base alle caratteristiche generali dell'oggetto, trasformandosi in vere e proprie "classi" da combattimento: una struttura alta e cava è una "bottiglia", una forma larga e bassa è considerata un "piatto" e nel mezzo troviamo una grande quantità di varianti possibili che vanno dal generico "contenitore" al "vaso", dalla "coppa" alla "brocca" e tanti altri possibili oggetti.
Le forme potenziali variano anche a seconda della dimensione della massa di argilla iniziale, le cui diverse tipologie si sbloccano avanzando nei livelli di esperienza, cosa che contribuisce a costruire il sistema di progressione. Ogni classe è caratterizzata da un diverso rapporto tra resistenza ai colpi e capienza, oltre ad avere una mossa speciale tipica: sono elementi fondamentali nella scelta del proprio combattente, che può essere più o meno portato allo scontro diretto con i nemici o all'attacco della base avversaria a base di acqua.
Volano cocci
C'è una certa base strategica su cui è costruito il gameplay, sebbene l'azione si svolga poi in maniera piuttosto frenetica.
La suddivisione in classi dovrebbe portare alla costruzione di squadre equilibrate fra difesa e attacco, bilanciando la grande varietà di personaggi che si possono creare con una certa organizzazione dei ruoli, ma l'azione sul campo di battaglia è spesso fin troppo caotica per lasciare spazio a grandi ragionamenti. In questo senso, anche il matchmaking al momento non pare particolarmente funzionale visto che non sembra agire in maniera molto equilibrata, e forse il fatto che i giocatori vengano suddivisi per regioni geografiche rende più complessa l'organizzazione dei match, vista la popolazione online non proprio numerosissima, al momento.
In totale si possono creare quasi 30 diverse tipologie di recipienti/combattenti, dunque l'abbondanza di specializzazioni e tattiche è notevole. All'inizio di ogni match possiamo comporre il nostro "scaffale alto" scegliendo tre ceramiche dalla nostra collezione da portare in battaglia, con la possibilità di passare da una all'altra prima di ogni nuovo respawn sulla mappa o dedicarsi anche a una nuova creazione al volo tornando velocemente al tornio, nel caso si abbia bisogno di una variazione immediata.
L'azione mantiene il tono umoristico e bizzarro che caratterizza tutto il gioco, con uno spirito faceto che contraddistingue ogni momento, ma la competizione si fa sentire, visti anche i ritmi alti a cui si svolgono le partite. Una squadra ben organizzata tende a vincere sull'altra, dunque il sistema premia la gestione tattica: partendo dalla scelta del tipo di ceramiche da schierare, un'azione coordinata porta a risultati decisamente migliori data la necessità costante di distribuire la squadra fra fase difensiva e attacco. Tra le imperfezioni rilevate e che potrebbero essere corrette con aggiornamenti, a volte non risulta chiarissimo da che parte è rivolto il personaggio, cosa che può impedire di far andare a segno i colpi nella maniera migliore e può generare un po' di frustrazione, ma il tutto va inquadrato nello spirito di un party game multiplayer, più che di un serioso gioco competitivo.
Maioliche carismatiche
Come gran parte dei giochi Double Fine, Kiln trasuda carisma, grazie a una caratterizzazione unica in grado di dare una forte identità anche a un mucchio di stoviglie. Notevole è anche il rendering utilizzato per riprodurre argilla, ceramica, terracotta e materiali simili, così come le finiture che emergono dalla cottura e dalla verniciatura.
L'effetto materico è realistico, eppure si associa bene agli elementi fantastici e alquanto folli che caratterizzano personaggi e ambientazioni, dando al tutto un aspetto davvero peculiare. D'altra parte, la creazione e personalizzazione dei combattenti è un elemento importante nella meccanica del gioco, nonché uno dei motori principali della progressione, incentrata sullo sbloccare nuove possibilità di modellare e modificare forma e caratteristiche del vasellame.
Il design delle mappe è particolarmente studiato e interessante, contribuendo in maniera importante al gameplay. Su questo fronte, un appunto da fare riguarda la scarsa quantità: al momento sono disponibili solo cinque mappe e tutte di dimensioni piuttosto contenute, considerando anche la presenza di una sola modalità di gioco, è necessario che Double Fine inserisca presto nuovi contenuti per mantenere vivo l'interesse su Kiln. I primi aggiornamenti post-lancio sono stati già annunciati e comprendono almeno tre mappe e una nuova modalità, ma non è ancora chiaro se sia previsto un vero e proprio supporto a lungo termine, cosa che dipenderà probabilmente dall'andamento online nei primi mesi.
Conclusioni
Double Fine prosegue per la sua imprevedibile strada, lanciando un gioco multiplayer che ribadisce lo stile del team presentandosi come un'esperienza davvero unica. In Kiln già il sistema di costruzione del vasellame è un trionfo di creatività e si inserisce in maniera organica in un meccanismo che assegna effettivamente una certa importanza al modo in cui modelliamo i personaggi. Peccato che gli elementi strategici tendano a perdersi un po' nell'azione convulsa, ma questo è probabilmente un gioco che va preso come una sorta di party game dal tono faceto, più che un serioso multiplayer competitivo. Ci sarebbe però da lavorare sui contenuti e ci auguriamo che Double Fine abbia intenzione di espandere la quantità di mappe e inserire nuove modalità di gioco, perché altrimenti c'è un alto rischio che l'interesse si esaurisca in fretta.
PRO
- Il tornio è una delle cose più originali e creative che si siano viste di recente nei videogiochi
- Il gameplay è veloce e intuitivo ma ha elementi effettivamente strategici
- Stile davvero unico, in grado di dare un carisma particolare a tutto il gioco
CONTRO
- Gli scontri possono risultare fin troppo caotici e il matchmaking sembra poco equilibrato
- Pochi contenuti al lancio, in attesa di aggiunte