8

Code Vein II, la recensione del ritorno del soulslike in stile anime

Dopo oltre sei anni dal primo capitolo Bandai Namco torna con Code Vein II, un soulslike che prova ad adattare questa formula allo stile degli anime.

RECENSIONE di Silvio Mazzitelli   —   27/01/2026
Code Vein II
Code Vein II
Code Vein II
Articoli News Video Immagini

I soulslike sono ormai un genere sdoganato anche per il grande pubblico. L'uscita di Elden Ring e la successiva vendita di ben 30 milioni di copie hanno aperto le porte anche a un pubblico di giocatori più casual, quando fino a pochi anni fa si pensava che l'alta difficoltà di questa tipologia di giochi fosse pensata solo per una nicchia di giocatori. Così negli ultimi anni abbiamo visto una vera e propria invasione di soulslike, creati da svariate software house nel tentativo di inserirsi in un genere creato e da sempre dominato da FromSoftware.

Nel corso degli anni abbiamo potuto vedere progetti molto validi e interessanti e diversi fallimenti nel provare a replicare la formula magica che ha decretato il successo della compagnia di Miyazaki negli ultimi quindici anni. Ma non fu sempre così. Prima dell'uscita di Elden Ring erano davvero poche le case di sviluppo che osavano confrontarsi con un genere così particolare e complesso, e gli amanti di questo genere di giochi non avevano molto con cui divertirsi nell'attesa del prossimo prodotto di FromSoftware. Tra questi titoli ne spiccava uno sempre prodotto da Bandai Namco, Code Vein (ecco la nostra recensione se volete fare un tuffo nel passato), uscito sul finire del 2019, che provava a fare qualcosa di originale fondendo il gameplay e le caratteristiche tipiche dei soulslike con un'estetica e una narrativa più simile a quella degli anime.

Il gioco, seppur non si avvicinasse come qualità ai titoli di FromSoftware, era un'alternativa accettabile e sicuramente dotato di personalità. A distanza di oltre sei anni arriva un inaspettato seguito chiamato semplicemente Code Vein II. La situazione nel panorama dei soulslike è però molto cambiata rispetto al periodo in cui uscì il primo capitolo, e la concorrenza è molto più elevata. Riuscirà questo nuovo capitolo di Code Vein a imporsi nell'affollato panorama odierno dei soulslike?

Storie di vampiri ed eroi

Come successe anche con il primo capitolo, Code Vein II abbandona la narrazione criptica tipica dei soulslike per raccontare una storia più diretta e piena di dialoghi e filmati che lasciano poco spazio all'immaginazione. Inoltre, non è necessario aver giocato al primo capitolo per godersi la narrativa di questo secondo episodio, anche se qualche rimando per i fan più attenti è presente.

In un lontano passato un misterioso evento conosciuto come la Rinascita sconvolse il mondo, trasformando gli umani e i Redivivi - un'antica razza di vampiri esistita dagli albori dell'umanità - in creature mostruose rinominate Orrori. Il progenitore Iris, un potente Redivivo, riuscì a sigillare la Rinascita, ma il sigillo posto a questa forza distruttrice si ruppe e, 100 anni prima dell'inizio del gioco, alcuni eroi delle principali stirpi di Redivivi si sacrificarono per sigillare nuovamente la Rinascita in una battaglia ricordata come il Tumulto.

Passiamo poi al presente dove entra in scena il nostro personaggio principale. Il nostro eroe sarà un Cacciatore di Redivivi, un umano specializzato nello scovare e uccidere la razza di vampiri, anche se dopo l'avvento della Rinascita il ruolo dei cacciatori venne meno, in quanto l'umanità si alleò con i Redivivi per tentare di sopravvivere contro le nuove e più pericolose minacce. Come accadeva già nel primo capitolo, potremo completamente personalizzare il nostro alter ego e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla grande quantità di opzioni presenti nello strumento di creazione (che è anche possibile provare a parte grazie a un demo). Ogni giocatore potrà così creare un perfetto personaggio da anime nel modo che più gli aggrada.

Risvegliatosi da un profondo sonno, il nostro protagonista scopre di non avere nessun ricordo dal suo passato. Incontriamo dunque Lou MagMell, una giovane Rediviva che ci spiega di essere appena morti, ma lei ci ha salvato condividendo con noi il suo cuore. Lou è una Rediviva unica anche tra la sua specie per la capacità di poter utilizzare un Simulacro, ossia i poteri speciali di cui ogni vampiro è dotato, per viaggiare nel tempo.

Ben presto faremo anche la conoscenza di Lavinia Voda, capo dell'organizzazione chiamata MagMell atta a salvare i sopravvissuti dalla minaccia della Rinascita. Per fare ciò è necessario eliminare gli eroi che salvarono il mondo durante il Tumulto ora rinchiusi in delle inaccessibili crisalidi. Il problema è che lasciandoli stare questi vengono pian piano consumati dal potere della Rinascita fino a produrre esplosioni su larga scala devastanti, così il nostro protagonista, insieme a Lou, dovrà recarsi cento anni nel passato, poco prima del Tumulto per tentare di capire come accedere alle crisalidi nel presente, sconfiggere i vecchi eroi e salvare il mondo dal ritorno della Rinascita.

La narrativa è dunque molto più diretta e centrale in Code Vein II, in quanto tramite i nostri interventi tra presente e passato potremo effettivamente modificare alcuni degli eventi principali, cosa che porterà anche alla possibilità di sbloccare diversi finali. La storia in sé non è nulla di trascendentale, ma non ci è nemmeno dispiaciuta. Ci sono alcuni colpi di scena interessanti e altri un po' telefonati, se vi piacciono gli anime probabilmente la apprezzerete di più, anche se non mancano dei personaggi basati sui classici cliché delle serie animate giapponesi. Senza dubbio però, Code Vein II non è un gioco che punta tutto sulla narrativa, anzi.

Un mondo in rovina

La differenza principale tra il primo e il secondo Code Vein sta soprattutto nel suo mondo di gioco. Se il primo era composto da una sequenza di vari dungeon collegati da un hub centrale in cui riposare e conversare con i propri compagni, in questo secondo titolo ci troveremo a visitare un mondo aperto composto da diverse aree liberamente esplorabili.

Code Vein II ci permetterà di muoverci in un vasto mondo aperto pieno di insidie e di segreti
Code Vein II ci permetterà di muoverci in un vasto mondo aperto pieno di insidie e di segreti

In sintesi, se il primo tentava di emulare una struttura simile ai primi Dark Souls, questo Code Vein II invece tenta di proporre la sua versione della mappa aperta di Elden Ring. Il gioco introduce anche un mezzo, la moto, per spostarsi velocemente nella mappa aperta, scelta che velocizzerà gli spostamenti quando dovremo esplorare zone nuove in cui non abbiamo attivato il Vischio che è in pratica l'equivalente dei Falò di Dark Souls e che permette il Viaggio Rapido.

Il problema è che questo mondo non è affatto così interessante da esplorare come lo era quello del gioco di FromSoftware. La prima cosa che risalta non appena si muovono i primi passi nel decadente universo di Code Vein II è quanto sia indietro graficamente. Non ci sono, infatti, grossi passi avanti rispetto al primo capitolo uscito oltre sei anni fa, anzi vengono meno anche quelle atmosfere gotiche e lugubri che riuscivano a dare un po' di personalità al titolo. Queste sono state sostituite da assets anonimi che decorano gli ambienti che però sembrano usciti da un titolo di due generazioni fa. A livello artistico e tecnico ci troviamo di fronte a un vero e proprio passo indietro rispetto al primo capitolo, con un mondo più vasto, ma molto più anonimo.

Prendendo molto da Elden Ring, le basi di un'esplorazione interessante ci sono: la mappa nasconde infatti tanti segreti da trovare e le ricompense non mancheranno per chi si metterà a cercare, però è chiaro che quanto fatto è solo un compitino e non riesce mai a stupire come faceva il gioco FromSoftware.

Per spostarci nelle varie regioni della mappa potremo utilizzare una pratica motocicletta
Per spostarci nelle varie regioni della mappa potremo utilizzare una pratica motocicletta

Da quest'ultimo ad esempio prende la possibilità di trovare in giro diversi dungeon minori e a volte legati alle immancabili missioni secondarie, ma anche in questo caso ci troviamo di fronte a un level design piuttosto basilare, che migliora solo leggermente per quanto riguarda i dungeon legati alla storia principale. Per il resto ci troveremo di fronte ad accampamenti di alleati un po' vuoti e aree in cui l'unica attività possibile è la raccolta di risorse utili per le creazioni di oggetti e per la cucina, introdotta in questo secondo capitolo e che permette di preparare vari piatti in grado di potenziare le nostre statistiche.

Anche le prestazioni non sono poi così eccellenti, Su PlayStation 5 base, anche in modalità Prestazioni (è presente ovviamente anche la modalità Qualità), abbiamo assistito ad alcuni cali di frame rate, specie durante le fasi di esplorazione e in alcuni combattimenti e notato molte texture in bassa risoluzione. Ci sono capitati anche alcuni bug minori, come i nostri compagni che si incastravano nel pavimento.

Il gioco probabilmente non ha potuto contare su di un budget particolarmente elevato, ma proprio per questo la scelta di puntare su un mondo apertamente ispirato a Elden Ring risulta penalizzante, non riuscendo nemmeno lontanamente ad avvicinarsi alla qualità del titolo FromSoftware. Il confronto finisce così per essere impietoso, soprattutto se si considerano anche altri giochi usciti negli ultimi anni, spesso superiori sia dal punto di vista tecnico sia nella gestione dell'esplorazione.

Il cacciatore perfetto

Prima di passare al sistema di combattimento, che è uno dei fulcri di Code Vein II dopo l'esplorazione, è bene comprendere tutte le varie opzioni da cui dipende la potenza del proprio personaggio. Il sistema con cui infatti sono gestiti i vari equipaggiamenti e statistiche è ben più complesso della norma, riprendendo molti aspetti del primo capitolo, ma ampliandoli ulteriormente. A complicare ancor di più il tutto ci sono anche dei menu di gioco non di semplice navigazione e piuttosto confusionari, fino a quando non ci si inizia a prendere un po' la mano.

Il nostro scopo iniziale sarà aprire le Crisalidi degli eroi per sconfiggerli
Il nostro scopo iniziale sarà aprire le Crisalidi degli eroi per sconfiggerli

Le fondamenta su cui costruire il proprio personaggio sono i Codici Sanguigni, che i giocatori del primo capitolo ricorderanno. Questi sono una sorta di nuclei presi dagli altri personaggi e ognuno garantisce dei cambi alle statistiche e a volte anche delle abilità passive. Avremo infatti sei statistiche principali, che sono un po' le classiche da soulslike, ma a ogni passaggio di livello queste saliranno automaticamente e non potremo gestirle direttamente. Potremo infatti modificarle solo applicando il Codice Sanguigno che si adatta di più al nostro stile di gioco. Anche i Codici Sanguigni potranno poi essere potenziati, specialmente aumentando il grado di amicizia con i vari personaggi da cui li abbiamo presi.

Questo è però solo l'inizio, perché poi potremo equipaggiare fino a due armi diverse, un Simulacro difensivo (che può essere un semplice scudo o uno scudo specializzato nelle parry), un Simulacro dell'Eredità, le Gabbie e i Potenziatori. Lo sappiamo, sembra molto complicato da comprendere e ci vorrà un po' per capire come funziona tutto, anche se fortunatamente il gioco introduce questi elementi un po' alla volta; per un neofita del genere il sistema comunque sarà piuttosto confusionario all'inizio.

Le Gabbie sono in pratica i Veli di Sangue del primo capitolo, ossia alcune armi speciali in grado di assumere diverse forme e il cui utilizzo principale, oltre che per far danno, sarà quello di assorbire l'Icore dai nemici, cosa fondamentale per usare i vari attacchi speciali delle armi. Oltre alle quattro tipologie del gioco precedente, ossia Orco, Pungiglione, Segugio ed Edera, se ne aggiungono altre come Mietitore e Pipistrelli, dal notevole impatto scenico e anche strategico.

Avremo davvero molte opzioni in battaglia, tra armi, simulacri, abilità speciali e incantesimi
Avremo davvero molte opzioni in battaglia, tra armi, simulacri, abilità speciali e incantesimi

Ad esempio, se utilizzata al momento giusto, Mietitore assorbirà il primo colpo nemico assorbendolo e stordendo il nemico, mentre Pipistrelli potrà attaccare anche a distanza. La grossa pecca è che in questo secondo capitolo le Gabbie non modificano l'aspetto delle armature, eliminando completamente la componente estetica. Se vorrete cambiare i vestiti del vostro personaggio dovrete affidarvi all'opzione apposita per modificare l'aspetto del vostro alter ego e cambiarli manualmente, altrimenti starete per tutto il gioco con lo stesso vestito scelto durante la creazione.

Tra le grandi novità introdotte in Code Vein II abbiamo i Potenziatori, che sono in pratica degli oggetti che aumentano le statistiche e donano anche alcuni effetti passivi come resistenza agli status, e poi, soprattutto, i Simulacri dell'Eredità. Queste sono delle armi speciali che consumano Icore e sono slegate dalle nostre armi normali. Questi strumenti aggiungono un po' di varietà alle nostre capacità offensive, dato che spesso anche il modo di utilizzarle è unico. Avremo ad esempio un arco con cui sarà possibile mirare direttamente; una gigantesca ascia lenta da caricare, ma in grado di creare un campo di forza che infligge ai nemici lo status di paralisi rendendoli poi molto vulnerabili; una mitragliatrice gatling dalla potenza devastante e molti altri ancora. Anche questi potranno poi essere potenziati utilizzando oggetti speciali trovati durante l'avventura.

Il livello di personalizzazione del proprio personaggio è davvero elevato in Code Vein II
Il livello di personalizzazione del proprio personaggio è davvero elevato in Code Vein II

Ci sono poi le armi normali, ampliate a sette categorie rispetto alle cinque del primo gioco. Alle spade a una mano e a due mani, alle alabarde, ai martelli e alle baionette si aggiungono anche le veloci doppie lame e le lame runiche, una sorta di spade controllabili anche a distanza. Ciascun'arma potrà essere equipaggiata con quattro diverse abilità chiamate Simulacri delle Armi, che consumano Icore e racchiudono attacchi magici, fisici e potenziamenti di vario tipo. Ovviamente anche queste potranno essere potenziate, sia facendole salire di livello che trasformandole in armi elementali.

Il sistema è senza dubbio piuttosto confusionario e complesso al primo impatto, specie per chi non mastica RPG e soulslike, ma una volta compresi i vari meccanismi offrirà una sconfinata quantità di personalizzazioni possibili, specialmente giunti nelle fasi più avanzate dell'avventura, con gran parte degli equipaggiamenti e delle abilità sbloccate. I giocatori che amano perdersi in statistiche e sperimentazioni di varie build e che non vedono l'ora di creare un personaggio in grado di annichilire qualsiasi boss in pochi colpi, andranno a nozze con questo sistema, chi invece preferisce qualcosa di più semplice probabilmente storcerà non poco il naso, visto che l'accessibilità, da questo punto di vista, non è il punto forte di Code Vein II.

Mostri e vampiri

Il sistema di combattimento di Code Vein II non si discosta troppo da quello del suo predecessore o di un soulslike classico. Anche in questo caso avremo tutti i classici sistemi di questa tipologia di giochi, tra la Stamina da gestire tra difesa e attacco, e le Anime, qui chiamate Foschia, da ottenere sia per salire di livello che come valuta da usare per comprare oggetti e potenziare l'equipaggiamento.

La grossa differenza rispetto a un soulslike classico sono i compagni, ossia gli altri personaggi del gioco che ci accompagneranno durante l'esplorazione aiutandoci in combattimento. Questi erano presenti anche nel primo capitolo, ma qui ritornano con alcune novità. Innanzitutto sarà possibile impiegarli in due modi: tramite evocazione, per cui questi combatteranno normalmente al nostro fianco, o tramite assimilazione, caso in cui assorbiremo il nostro compagno combattendo da soli, ma ottenendo diversi bonus che ci renderanno più potenti.

I compagni ci forniranno un aiuto preziosissimo durante le battaglie
I compagni ci forniranno un aiuto preziosissimo durante le battaglie

Ciascun compagno fornisce poi degli HP extra chiamati LP, che saranno ben visibili come una barra di colore blu adiacente a quella normale della nostra salute. Questa barra assorbe i colpi nemici come uno scudo e, finché è attiva, ci dona dei bonus passivi alle statistiche. Approfondendo il rapporto con ciascun compagno, poi, aumenteremo i bonus che questo ci offrirà in battaglia.

Code Vein II è un soulslike più abbordabile della media; la presenza dei compagni, infatti, facilita molto le cose in quanto, oltre a combattere attivamente al nostro fianco con molta efficacia, questi sono delle ottime distrazioni per i boss. Inoltre, in caso di morte, ci doneranno un po' di salute scomparendo temporaneamente dal campo di battaglia e tornando solo dopo un periodo di ricarica. Se moriremo in questo lasso di tempo dovremo ricominciare dall'ultimo checkpoint, ma quest'opzione consente di sopravvivere più a lungo soprattutto contro i boss. Ogni volta che viene usata, però, diventa sempre meno efficace, poiché risorgeremo con meno vita e i nostri compagni ci metteranno più tempo a tornare.

Non mancheranno poi tante battaglie con diversi boss, che come in ogni soulslike rappresenteranno la sfida più dura del gioco
Non mancheranno poi tante battaglie con diversi boss, che come in ogni soulslike rappresenteranno la sfida più dura del gioco

Di norma abbiamo trovato le battaglie contro i nemici sparsi nella mappa molto semplici; soltanto i boss, che come in ogni soulslike sono il punto forte dell'esperienza, ci hanno messi in difficoltà. Purtroppo il bestiario di nemici paga lo stesso problema del mondo di gioco, ossia una mancanza di ispirazione artistica generale. Si salvano però gran parte dei boss principali, belli da vedere e che offrono combattimenti ostici e appaganti, spesso divisi in più fasi.

In generale il combattimento funziona, grazie anche alle tante opzioni di armi, magie e colpi speciali che è possibile utilizzare. Ci sono comunque alcuni difetti, come i problemi di telecamera, che da sempre affliggono il genere e che sono molto fastidiosi anche qui. Anche il bilanciamento non è sempre perfetto, specialmente in alcuni boss che si dimostrano davvero troppo aggressivi nell'uno contro uno, in quanto calcolati per essere affrontati in coppia, un po' lo stesso problema di alcuni boss di Shadows of the Erdtree, anche se in generale non abbiamo mai affrontato grossi picchi di difficoltà.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Multiplayer.it
7.0
Lettori (1)
10
Il tuo voto

Pur non essendo stato un titolo memorabile nel panorama dei soulslike, il primo Code Vein sapeva comunque difendersi. Proprio per questo la delusione è stata maggiore nel constatare come questo seguito non riesca a evolvere la formula originale e, in alcuni aspetti, finisca addirittura per peggiorarla. Il sistema di combattimento rimane solido e il comparto di progressione, articolato e profondo, consente una buona libertà nella creazione delle build, anche se talvolta si perde in una complessità eccessiva e poco necessaria. Anche la narrazione, meno criptica rispetto agli standard del genere e più vicina ai canoni dell'animazione giapponese, risulta piacevole, pur senza lasciare il segno. Dove il gioco fallisce davvero, però, è nella costruzione del mondo e nel comparto tecnico. Il tentativo di adottare una struttura open world sulla scia di Elden Ring, senza disporre di un budget adeguato, porta a un ambiente poco stimolante da esplorare e penalizza fortemente anche la direzione artistica, sorprendentemente meno ispirata rispetto al primo capitolo. Ne risulta un soulslike con buone fondamenta, che però oggi non bastano più: in un panorama ormai ricco e competitivo, da questo seguito ci saremmo aspettati un'evoluzione decisamente più coraggiosa.

PRO

  • Sistema di progressione del personaggio molto articolato e pieno di opzioni
  • Il sistema di combattimento funziona ed è piuttosto vario

CONTRO

  • Tecnicamente parecchio indietro
  • Non molto accessibile per i neofiti del genere
  • Artisticamente poco ispirato
  • Le fasi d'esplorazione sono altalenanti