Microsoft si prepara a modificare il comportamento di Windows 11 introducendo l'attivazione automatica di Memory Integrity, una funzione progettata per aumentare la protezione del sistema operativo.
La novità dovrebbe arrivare con un aggiornamento previsto per il 13 ottobre, che abiliterà anche Virtualization-Based Security (VBS). L'obiettivo è rendere più difficile l'esecuzione di codice e driver non affidabili a livello kernel, contrastando alcune delle tecniche utilizzate dal malware.
L'introduzione automatica della funzione potrebbe però creare alcune conseguenze per determinate categorie di utenti. Tra questi rientrano i possessori di notebook da gaming che ricorrono all'undervolting per ridurre temperature e consumi del processore.
Software come ThrottleStop e Intel XTU possono infatti richiedere la disattivazione della virtualizzazione di Windows attraverso le impostazioni avanzate del BIOS.
Cosa comporterebbe l'attivazione di Memory Integrity in Windows 11?
L'attivazione di Memory Integrity, conosciuta anche nel contesto di Core Isolation, potrebbe rendere necessario un riavvio del sistema e modificare le condizioni necessarie per mantenere attivo l'undervolt. In questo scenario, le configurazioni impostate dagli utenti potrebbero essere annullate, costringendoli a intervenire nuovamente sulle impostazioni del BIOS per ripristinare il funzionamento desiderato.
Un ulteriore elemento riguarda il gaming. Sono stati segnalati casi in cui l'attivazione di Memory Integrity avrebbe comportato una riduzione delle prestazioni nei videogiochi. La fonte precisa tuttavia di non aver riscontrato questo tipo di calo sui propri desktop da gioco, evidenziando quindi che l'impatto potrebbe variare in base alla configurazione hardware e software utilizzata.
Cosa consiglia di fare Microsoft per Windows 11?
Microsoft considera Memory Integrity una componente importante della sicurezza di Windows e, proprio per questo, la sua disattivazione non viene generalmente consigliata. Per alcuni utenti, tuttavia, potrebbe esserci un conflitto tra le esigenze di protezione del sistema e quelle legate all'ottimizzazione delle prestazioni.
Chi utilizza l'undervolt dovrà quindi valutare attentamente le conseguenze dell'aggiornamento. La questione riguarda soprattutto configurazioni specifiche e non significa che tutti i PC subiranno necessariamente problemi. Staremo a vedere come si evolverà la questione. Voi che cosa ne pensate? Fatecelo sapere nello spazio commenti.